Alessandro Cicognani 23/06/2026
Markets Today: Tornano le vendite sul tech; SpaceX perde il 10%; boom auto elettriche in Europa; il piano 2032 di Italgas
La giornata si apre all’insegna delle vendite e, ancora una volta, il centro del movimento è la tecnologia. Dopo settimane di rally guidato dall’intelligenza artificiale, il mercato torna a chiedersi se le valutazioni delle mega cap siano corse troppo. Il segnale arriva da Wall Street, dove ieri il Nasdaq ha ceduto oltre l’1% e il selloff si è poi allargato all’Asia, con il Kospi in caduta e il Nikkei giù dopo otto rialzi consecutivi. L’Europa si prepara così a un’apertura negativa, mentre il petrolio continua a scendere sulle speranze di un’intesa tra Stati Uniti e Iran. Ma il messaggio dei mercati è chiaro: la geopolitica resta sullo sfondo, oggi il vero test è capire quanto sia profonda la presa di profitto sul tech.
A Wall Street tornano i timori sul tech: Palantir giù del 6% e SpaceX affonda del 10%
Wall Street ha chiuso contrastata ieri, ma il segnale più forte è arrivato dal Nasdaq, sceso dell’1,32% dopo le vendite sui big tech. L’S&P 500 ha perso lo 0,37%, mentre il Dow Jones ha tenuto con un +0,29% grazie a Caterpillar. A pesare sono stati Alphabet, giù di circa il 5,7% dopo l’uscita di due manager chiave dell’AI, Amazon, Nike, Microsoft e soprattutto Palantir, che ha lasciato sul terreno quasi il 6%. Ancora peggio SpaceX, che in certi momenti della giornata è arrivata a -15%, prima di chiudere in negativo del 10%. Oggi i future restano negativi: Nasdaq -0,99%, S&P 500 -0,53% e Dow Jones -0,11%.
Asia travolta dal tech: Kospi sospeso per eccessivo ribasso e Nikkei giù dopo otto rialzi
La scia del selloff americano si è vista subito in Asia, dove la tecnologia ha trascinato al ribasso i listini. Il Kospi coreano è arrivato a perdere l’8,1%, tanto da essere sospeso per eccesso di ribasso, mentre il Nikkei ha ceduto il 2,3% dopo aver toccato nuovi massimi e aver interrotto otto sedute positive. In rosso anche Hong Kong (-1,55%) e Shanghai (-0,7%), dove chip e AI hanno anche qui pesato sull’andamento dei listini. Intanto una notizia è arrivata questa mattina da Singapore, dove l’inflazione di maggio è rimasta all’1,8%, sotto il 2% atteso.
L’onda negativi è attesa anche in Europa; Londra: Starmer si è ufficialmente licenziato
Il movimento negativo arriva ora in Europa, dove i future indicano un’apertura in rosso per tutti i principali listini: –1,07% i future sull’Eurostoxx50 alle 8.30. Ancora più precisamente: il Ftse Mib è atteso in calo dello 0,8%, il Dax dell’1%, il Cac 40 dello 0,9% e Londra dell’1,1% dopo che Starmer ha definitivamente lasciato Downing Street. In generale, pesano gli andamenti negativi di ieri negli Stati Uniti e si guarda con attenzione ai dati Pmi sul manifatturiero in uscita oggi. Anche ieri il quadro è stato piuttosto complicato: Milano ha chiuso a -0,1% a 52.796 punti, Francoforte ha guadagnato lo 0,4%, Parigi ha perso lo 0,25% e Londra è salita dello 0,7%.
La spinta dell’elettrico e il boom dei marchi cinesi spinge in alto il settore auto europeo
Rimanendo in Europa, una nota positiva arriva dal settore auto. Secondo Acea a maggio le immatricolazioni sono infatti salite del 3,6% a 1,15 milioni di unità, portando il progresso da inizio anno al 4,5% a 5,82 milioni. L’Italia è il mercato migliore tra i grandi Paesi, con un +7,6%, mentre la Spagna frena a -0,8%. La spinta più forte arriva dall’elettrico, con una quota che sale al 20%, e dai marchi cinesi: Geely è al 3,3%, Byd cresce del 136,6% a 32.380 auto e sale al 2,8%. Rimbalza anche Tesla, +107,9% a 28.610 unità, più che raddoppiando la quota al 2,5%. Nei cinque mesi Byd corre del 145,2%.
Milano: Mps approva il piano di fusione con Mediobanca; Berlino dice no a Unicredit
Passando a Piazza Affari, la giornata partirà con un’impostazione prudente. Dopo il -0,1% di ieri a 52.796 punti, il Ftse Mib dovrà fare i conti con il selloff globale sul tech che mette in difficoltà titoli come Stm e Prysmian. Nella giornata di oggi occhi ancora sulle banche. Ieri si è riunito il cda di Mps che ha approvato all’unanimità i progetti legati alla fusione con Mediobanca. Investment banking, private banking, branch estere e la quota in Generali passeranno alla nuova Mediobanca Spa, mentre le reti di consulenti confluiranno in Widiba. Sull’altro fronte, Berlino ha detto no all’ops UniCredit su Commerzbank: non conferirà il suo 13% e punta a evitare il delisting.
Italgas: piano di investimenti da 13 miliardi entro il 2032 puntando su reti e AI
Tra le storie societarie da seguire c’è anche Italgas, che ha presentato il nuovo piano strategico al 2032. Il gruppo ha messo sul tavolo investimenti per 13 miliardi di euro, circa il 15% in più rispetto al piano precedente, con 8,3 miliardi destinati alla rete gas italiana e 2,4 miliardi alle gare Atem. La società punta a oltre 100 gare nell’arco del piano e a efficienze complessive per 280 milioni, con l’intelligenza artificiale al centro del modello operativo. L’Ebitda è atteso a 3,3 miliardi nel 2032, l’utile a 2,2 miliardi e il dividendo resta confermato.
Il mercato crede nella pace in Iran e il petrolio scende ancora a 76 dollari
Sullo sfondo resta la geopolitica, ma il mercato oggi sembra credere che la fine delle ostilità tra Stati Uniti e Iran sia possibile. Dopo l’incontro di Lucerna, Washington ha parlato di progressi e di un meccanismo per tenere aperto Hormuz, oltre all’intesa sull’arrivo degli ispettori Iaea, punto però smentito da Teheran. Restano nodi pesanti, a partire dal nucleare iraniano. Il petrolio intanto continua a scendere: il Wti passa di mano a 72,7 dollari questa mattina (-0,54%) e il Brent a 76, dollari (-0,71%), segnale che il rischio energia si sta raffreddando.
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