Alessandro Cicognani 24/09/2026
Markets Today: Tregua Usa-Cina per due mesi; oggi il vertice Trump-Xi; Treasury al 5,1%; Agricole blinda Bpm
La tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina guadagna altri due mesi, ma il rinvio è più corto di quanto il mercato si aspettasse. Scott Bessent ha annunciato l’estensione fino al 10 gennaio dell’accordo che mantiene più bassi i dazi e garantisce il flusso delle terre rare, mentre Xi Jinping ha iniziato la visita di Stato a Washington. Il presidente cinese, che incontrerà Donald Trump proprio oggi, ha invitato i due Paesi a essere “partner piuttosto che rivali”. Sul tavolo restano commercio, terre rare, chip e sicurezza dell’AI, oltre all’Iran. Prima del vertice si ipotizzava una proroga di almeno sei mesi: averne ottenuti due evita una nuova escalation immediata, ma lascia aperti quasi tutti i dossier. Per i mercati il faccia a faccia vale quindi soprattutto come test sulla capacità delle due potenze di trasformare la tregua in una stabilizzazione più duratura.
Treasury al 5,10%: Pmi, Fed e petrolio riaccendono i rendimenti dei titoli Usa
A dare il vero scossone al mercato ieri sono però stati i bond americani. Il rendimento del Treasury decennale è balzato di oltre 13 punti base fino al 5,10%, massimo dal luglio 2007, mentre il due anni è salito al 4,89%. A riaccendere le vendite sono stati i dati su manifatturiero più forti delle attese e i toni ancora restrittivi della Fed. A complicare il quadro anche il petrolio: ieri il Brent ha chiuso in risalita a 103,08 dollari dopo che il presidente iraniano Pezeshkian ha detto all’assemblea dell’Onu che “l’Iran è vittima di terrorismo”. La delegazione Usa ha lasciato l’assemblea rimettendo così la tregua in discussione.
Wall Street paga i Treasury e l’ipotesi di rialzi Fed a ottobre; oggi futures ancora deboli
I Treasury oltre il 5% e la probabilità di un nuovo rialzo Fed a ottobre salita oltre il 68% (dal 49% di una settimana fa) hanno scatenato una serie di vendite ieri a Wall Street. Il Dow Jones ha perso lo 0,7%, l’S&P 500 circa lo 0,8% e il Nasdaq l’1,1%. McDonald’s è arrivata a cedere oltre il 6% dopo aver avvertito che inflazione e minori afflussi potrebbero durare. Passando alla giornata odierna, il listino a stelle e strisce va in cerca di stabilizzazione dopo il rosso, anche se per il momento i futures su S&P 500 e Nasdaq 100 cedono circa lo 0,3%. Oggi sono tra l’altro attesi i dati sui sussidi di disoccupazione.
Decennale giapponese al massimo da tre anni; Cina in rosso; maxi bond per SoftBank
Anche l’Asia subisce il contraccolpo del sell-off dei titoli di Stato Usa. Tokyo riapre dopo tre giorni festivi e il Nikkei guadagna circa l’1%, ma il rendimento del decennale giapponese è salito al 3,06%, massimo da trent’anni. Seul resta chiusa per festività. Più deboli i listini cinesi: Hang Seng a -0,5% e Shanghai -1,3%, in attesa del vertice Trump-Xi. In evidenza SoftBank, salita oltre il 7% sul listino nipponico dopo un’emissione obbligazionaria da 11,1 miliardi di dollari: servirà anche a finanziare l’ultima tranche da 10 miliardi dell’investimento in OpenAI, attesa per il primo ottobre.
Europa attesa negativa in apertura; gli Arnault preparano l’offerta su Dior
Europa verso un’apertura debole, con i futures sull’Eurostoxx 50 in calo di circa lo 0,6% alle 8.30. Ieri lo Stoxx 600 ha perso lo 0,4%: Francoforte ha chiuso a -0,6%, Parigi a -0,39% e Londra poco sotto la parità, appesantite dal rialzo dei rendimenti e dal petrolio. Oggi il mercato guarda al vertice Trump-Xi e ai dati macro, ma a Parigi riflettori soprattutto su Christian Dior: la famiglia Arnault prepara un’offerta sulle azioni non detenute dal gruppo a un valore indicativo di 469,05 euro, con un premio teorico del 27,3%, nell’ambito della semplificazione della catena di controllo di Lvmh.
Auto sotto i riflettori a Piazza Affari: immatricolazioni sotto la media europea
Piazza Affari riparte dai 51.987 punti, dopo il -0,21% di ieri. Milano ha chiuso in rosso nuovamente in rosso, ma questa volta non è stata la peggiore d’Europa. Oggi occhi sulle banche, con Mps, Banco Bpm e Banca Generali al centro del risiko, e su Stellantis: ad agosto le immatricolazioni del gruppo sono salite del 3,5%, meno del +5,3% del mercato europeo. Sul settore auto pesa anche il conto CO2: secondo Dataforce l’Italia ha accumulato 4,4 miliardi di debiti potenziali, il dato più alto in Europa; Volkswagen è a 2,7 miliardi e Stellantis a 1,4. Chi avanza senza sosta è sempre la Cina: le vendite della sola Byd sono schizzate del +129% ad agosto nell’Ue.
Risiko: Crédit Agricole blinda Bpm; Lovaglio rilancia l’asse con Generali
Nel risiko bancario Crédit Agricole alza il muro su Banco Bpm. Il gruppo francese, salito al 29,3% di Piazza Meda, ha ribadito che “nulla può essere fatto senza di noi” e considera “molto interessante” una combinazione tra Bpm e Crédit Agricole Italia, mentre attende le mosse di Mps. Luigi Lovaglio ieri aveva difeso invece il proprio progetto: Banco Bpm porterebbe scala e sinergie ha detto, mentre Banca Generali rafforzerebbe il wealth management e aprirebbe a una partnership più ampia con Generali. L’obiettivo indicato è un gruppo da 100 miliardi di valore; il voto Mps del 29 ottobre, dice il ceo, non sarà un referendum tra le offerte.
I “capi” dell’AI al Consiglio di sicurezza: “attenzione, può sfuggirci di mano”
Infine si torna negli Stati Uniti, perché l’intelligenza artificiale è tornata al Consiglio di sicurezza dell’Onu e, questa volta, al tavolo erano seduti i vertici delle aziende: Sam Altman di OpenAI, Dario Amodei di Anthropic e Clément Delangue di Hugging Face. Altman ha chiesto che siano governi e istituzioni, non solo i laboratori, a definire le regole. Amodei ha indicato due rischi: uso dei modelli per minacce biologiche e perdita di controllo, chiedendo standard internazionali. Delangue ha insistito su monitoraggio e trasparenza degli incidenti. Il messaggio comune: “L’Ai può sfuggirci di mano”, ma “sarà un nuovo rinascimento”.
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