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28/11/2024
Euro digitale verso il traguardo: cosa cambierà per i consumatori.

Euro digitale verso il debutto. Patuelli: è la “terza forma di moneta” contro “nerolandia”

Il prossimo anno è attesa la regolamentazione,con il debutto stimato per il 2026

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“Uno strumento per combattere Nerolandia”. Così Antonio Patuelli, presidente dell’Abi (Associazione bancaria italiana), ha definito l’euro digitale, per poi fornire una serie di specifiche sullo strumento e sulle tempistiche di attuazione.

 

Le nuove frontiere dei pagamenti digitali

Il capo dei banchieri italiani ha parlato dell’euro digitale durante il discorso di apertura del Salone dei Pagamenti 2024 (in corso di svolgimento a Milano), manifestazione dell’Abi dedicata all’evoluzione nei sistemi di pagamento, con riferimento in particolare alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Tra le altre cose, nel corso della manifestazione è emerso che i pagamenti diversi dal contante sono cresciuti del 13,4% tra il 2022 e il 2023, con il segmento delle carte di pagamento che ha fatto segnare un +17% in termini di transazioni e un +11,5% in termini di valore. Di conseguenza è calato lo scontrino medio e il dato viene letto positivamente dagli analisti, dato che sta a indicare un utilizzo sempre più frequente delle carte di pagamento (di credito e di debito, comprese le opzioni via smartphone) anche i piccoli pagamenti e i micro pagamenti.

 

La terza forma di moneta

Tornando a Patuelli, ha presentato l’euro digitale come “non una nuova moneta”, bensì come “la terza forma di un’unica moneta”, con le altre due che sono le monete e banconote fisiche e le carte di pagamento. Attualmente non esiste un’opzione di pagamento digitale europea che copra l’intera area euro. In alcuni Paesi si utilizzano circuiti internazionali per i pagamenti con carta.
Al pari degli altri due strumenti, l’euro digitale sarà utilizzabile in tutta l’Eurozona, senza che le controparti possano opporre un rifiuto (come avviene, ad esempio, per le criptovalute). Inoltre, essendo emesso dalla banca centrale, garantirà trasparenza e le stesse regole di banconote e monete, “combattendo al contempo il nero delle pseudovalute digitali”, per usare le parole di Patuelli.

 

A cosa serve

A fronte del crescente utilizzo degli strumenti digitali, spiega la Bce in un report di qualche tempo fa, “l’euro digitale si affiancherebbe al contante offrendo un’ulteriore opzione di pagamento”. Oggi si può usare il tempo della certezza dato che la strada è segnata e non si torna indietro.

 

Le tempistiche di adozione

“Il prossimo anno ci ritroveremo qui avendo a disposizione una bozza della regolamentazione relativa all’euro digitale“, ha aggiunto Patuelli. In effetti, l’obiettivo è definire le modalità di applicazione dello strumento entro la prossima estate, per poi avviare la procedura di osservazioni e analisi da parte degli organismi comunitari, in modo da arrivare al debutto dell’euro digitale nel corso del 2026.

“L’euro digitale non sarà un meccanismo elusivo delle regole antiriciclaggio, anzi aiuterà a rafforzarle”, ha aggiunto il capo dei banchieri italiani. Una posizione che conferma, come tra le ragioni alla base di questa innovazione, vi sia anche il desiderio di frenare il Far-West che spesso alberga tra le criptovalute, per altro non regolate da un’autorità centrale.

 

Credits

Immagine: Pixabay

Tags:
euro digitalePatuellisalone dei pagamenti

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