Luigi Dell'Olio 28/04/2025
La migliore settimana di “Magnificent 7” da gennaio 2023 fa salire le azioni statunitensi
La tempesta per le Magnifiche 7 sembra alle spalle. La scorsa settimana è stata la migliore (+9,1%) per il paniere che racchiude le principali società tecnologiche quotate a Wall Street, vale a dire Apple, Microsoft, Amazon, Alphabet, Meta, Nvidia e Tesla. Grazie a questa performance, l’indice delle sette Big Tech è risalita a poco più di un punto dal livello raggiunto prima del 2 aprile, il giorno in cui Donald Trump ha annunciato i cosiddetti “dazi reciproci”, scatenando una pioggia di vendite su Wall Street, che hanno colpito il settore più di altri.
Dalla caduta al rimbalzo
Il Cnbc Magnificent 7 Index è crollato di oltre dieci punti all’annuncio dei dazi e poi ha vissuto un paio di settimane di alti e bassi, prima di prendere la direzione di un deciso rialzo nelle ultime sedute, quando Trump ha ammorbidito i toni sul piano tariffario, a cominciare dalla Cina. Non è un caso, considerato che – seppur a vario titolo – tutte queste società hanno un’esposizione verso Pechino.
“Da Magnificent a Maleficent, è diventata una sfida enorme”, ha dichiarato a metà aprile sul Wall Street Journal Matt Orton, responsabile della strategia di mercato di Raymond James Investment Management, riferendosi alla strega cattiva della “La Bella Addormentata”. Una posizione, la sua non isolata sul mercato. Del resto non è la prima volta che succede: quando sui mercati si diffonde il panico, le vendite colpiscono più di altri i titoli che in precedenza erano saliti tanto.
Il futuro dei sette titoli
Quanto al futuro, al momento non c’è una visione condivisa tra gli analisti. Anche perché ogni azienda ha una struttura e una specializzazione diversa dalle altre. Ad esempio Tesla è reduce da un rialzo che sfiora il 20% nell’ultima ottava soprattutto grazie a due notizie: il patron Elon Musk ha dichiarato che da maggio lascerà l’incarico governativo, dove guida il Doge, l’agenzia federale per l’efficienza della pubblica amministrazione, per dedicarsi a tempo pieno all’azienda di veicoli elettrici. Inoltre, l’Amministrazione Trump ha appena allentato i vincoli verso la guida autonoma.
Le azioni di Alphabet sono salite dopo che la casa madre di Google ha superato le stime sugli utili del primo trimestre e ha evidenziato un forte coinvolgimento per le sue nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale.
L’inatteso rimbalzo ha colto di sorpresa anche molti addetti ai lavori, che ora stanno rimettendo mano ai propri report per provare a stimare il futuro di questi titoli. Per il momento, una cosa è certa: per ora – in attesa delle trimestrali mancanti (Micrsoft e Tesla alzeranno il velo il 30 aprile) e di eventuali, nuovi cambi del trend – il mercato ha dimostrato che è molto rischioso puntare a indovinare il timing, cioè il momento giusto per investire o disinvestire. Quanti hanno venduto i titoli dopo il 2 aprile, in molti casi hanno portato a casa delle perdite e ora, qualora volessero rientrare, potrebbero farlo solo a caro prezzo.
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