Salta al contenuto principale

Finanza in Page

09/09/2026
Hera torna sul supporto decisivo: occasione di ripartenza o rischio di rottura?

Hera torna sul supporto decisivo: occasione di ripartenza o rischio di rottura?

Hera torna nell’area 3,60-3,70 euro, supporto chiave dopo il breakout del 2025. La sua tenuta può aprire a una ripartenza, la rottura cambierebbe lo scenario.

Ascolta l'articolo Sintesi vocale browser

Quando si parla di Hera non si parla certo di un titolo abituato ai riflettori delle società tecnologiche o alle accelerazioni spettacolari dei titoli più speculativi.

Si parla, invece, di una delle principali multiutility italiane, attiva in settori essenziali come energia, acqua, gestione dei rifiuti e servizi ambientali.

Un business che per sua natura tende a essere più difensivo e che negli anni ha costruito la propria storia sulla crescita progressiva, sugli investimenti nelle infrastrutture e sulla remunerazione degli azionisti.

Ma anche i titoli considerati più tranquilli possono arrivare a momenti tecnicamente molto delicati.

Ed è esattamente quello che sta succedendo a Hera.

Dopo aver raggiunto nel 2026 area 4,40 euro, il titolo ha progressivamente perso terreno fino a tornare verso una fascia di prezzo che il mercato conosce molto bene.

Parliamo dell’area compresa tra 3,60 e 3,70 euro.

Una zona che in passato ha rappresentato una barriera per i compratori e che oggi è chiamata a svolgere il ruolo opposto: quello di supporto.

Grafico settimanale Hera – Fonte TradingView
Grafico settimanale Hera – Fonte TradingView

Interessante: la vecchia resistenza di Hera è diventata supporto

Osservando il grafico mensile emerge un dettaglio particolarmente interessante. L’area 3,60-3,70 euro non nasce oggi. Tra il 2020 e il 2022 questa fascia aveva infatti rappresentato più volte una resistenza importante. Il titolo provava a superarla, ma i venditori tornavano puntualmente a farsi sentire. Poi qualcosa è cambiato. Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 Hera è riuscita a portarsi stabilmente oltre questa barriera, aprendo la strada alla successiva accelerazione rialzista. Da quel momento la vecchia resistenza ha iniziato a comportarsi come un supporto. Ed è proprio qui che entra in gioco uno dei concetti più interessanti dell’analisi tecnica.

(Cos’è un cambio di polarità?)

Immaginate un soffitto che per molto tempo impedisce al prezzo di salire. Quando quel soffitto viene finalmente superato, il mercato può tornare indietro per verificare se sia abbastanza solido da trasformarsi in un pavimento. In analisi tecnica questo fenomeno viene spesso definito cambio di polarità. La vecchia resistenza diventa un nuovo supporto. Ed è esattamente ciò che Hera sta cercando di confermare.

 

Situazione tecnica: area 3,60-3,70 euro è il vero spartiacque

Il grafico settimanale rende la situazione ancora più evidente.

La fascia compresa tra 3,60 e 3,70 euro è stata testata in più occasioni e, almeno fino a questo momento, gli acquirenti sono tornati a farsi vedere proprio in prossimità di questi prezzi.

Il primo test importante è arrivato nel 2025.

Un nuovo test si è verificato nell’estate del 2026.

In entrambi i casi il titolo ha reagito.

Ora Hera è nuovamente tornata da quelle parti, con una chiusura indicata dal grafico intorno a 3,71 euro.

Ed è qui che si gioca probabilmente la partita più importante delle prossime settimane.

Finché il titolo riuscirà a difendere la fascia 3,60-3,70 euro, la struttura rialzista di medio-lungo periodo non potrà essere considerata definitivamente compromessa.

Una rottura decisa al ribasso, invece, cambierebbe sensibilmente lo scenario.

Perché un supporto è importante finché il mercato dimostra di volerlo comprare.

Quando smette di farlo, la storia cambia.

E adesso il mercato deve scegliere da che parte stare.

Una reazione convincente da questi livelli rafforzerebbe l’ipotesi che il movimento attuale rappresenti una correzione all’interno della struttura di lungo periodo.

Una chiusura mensile nettamente sotto questa fascia, al contrario, rappresenterebbe un segnale tecnico decisamente meno rassicurante.

 

Fondamentali: dietro al grafico rimane il modello difensivo di una multiutility

Dal punto di vista fondamentale, Hera presenta caratteristiche molto diverse rispetto ai titoli ciclici o alle società ad alta crescita.

Il Gruppo opera attraverso un modello multibusiness che combina attività regolate e attività a libero mercato, con una presenza significativa nelle reti, nell’ambiente e nell’energia.

Tra gli elementi che caratterizzano maggiormente la società troviamo:

la presenza in servizi essenziali come acqua, energia e gestione dei rifiuti; una componente significativa di attività regolate;  importanti investimenti destinati alle reti e alle infrastrutture; una strategia orientata alla transizione energetica, all’economia circolare e alla resilienza; una politica di remunerazione degli azionisti attraverso dividendi progressivamente crescenti. 

Il Piano industriale al 2028 aveva previsto 5,1 miliardi di euro di investimenti, destinandone oltre la metà alle reti, con l’obiettivo di mantenere il rapporto tra debito netto ed EBITDA sotto la soglia prudenziale di 3 volte e portarlo a circa 2,8 volte nel 2028. Lo stesso piano aveva indicato un dividendo atteso fino a 0,17 euro per azione nel 2028. 

Già sul dividendo relativo al 2024 Hera aveva compiuto un ulteriore passo avanti, portandolo a 0,15 euro per azione. 

Si tratta quindi di un modello industriale che punta meno sulla crescita esplosiva e molto di più sulla continuità dei risultati, sulla generazione di cassa e sullo sviluppo delle infrastrutture.

Ed è proprio questa natura relativamente difensiva che rende particolarmente interessante osservare la reazione del titolo su un supporto pluriennale.

 

Conclusioni: Hera è arrivata al bivio

Dal punto di vista tecnico Hera si trova probabilmente in uno dei punti più interessanti degli ultimi mesi.

La fascia 3,60-3,70 euro ha una storia importante alle proprie spalle.

E adesso viene nuovamente messa alla prova.

Per questo motivo lo scenario può essere sintetizzato in tre punti:

Tenuta di 3,60-3,70 euro: il supporto rimane valido e aumenta la possibilità di assistere a una reazione del titolo. 

Ripartenza sopra l’area: la struttura potrebbe progressivamente tornare costruttiva, con il mercato che avrebbe spazio per provare a recuperare parte della correzione partita dai massimi. 

Rottura decisa di 3,60 euro: il quadro tecnico si indebolirebbe e il vecchio breakout rischierebbe di trasformarsi in un falso segnale di lungo periodo. 

Hera, insomma, è arrivata a un bivio.

 

Credits: Grafico mensile Hera – Fonte TradingView

Tags:
AnalisiCharthera

Scopri le soluzioni di investimento che potrebbero interessarti

Iscriviti alla Newsletter

Non perderti gli articoli più interessanti della settimana. Ricevili tutti direttamente via mail!

Altri approfondimenti che potrebbero interessarti

Tutte le notizie di attualità
che non devi perderti e…