Bucks 11/09/2024
Automotive in crisi tra rinvii degli obiettivi sull’elettrico e crollo Bmw
Le grandi case automobilistiche europee sono in crisi nel salto verso l’elettrico. Tra i nodi principali: pochi modelli economici, scarsa diffusione delle colonnine di ricarica e minacce di dazi sui veicoli elettrici cinesi.
Rinviati gli obiettivi sulle auto elettriche
Volvo Cars ha annunciato che abbandonerà il suo ambizioso piano di vendere solo auto elettriche entro il 2030. L’azienda svedese ha spiegato che deve essere “pragmatica e flessibile” a causa dei cambiamenti nel mercato. Anche Volkswagen, Ford e Mercedes-Benz, tra gli altri produttori, hanno tutti annunciato di voler posticipare i loro obiettivi per eliminare le auto a combustione interna in Europa.
Per S&P serve pragmatismo su passaggio all’elettrico
Tim Urquhart, analista di S&P Global Mobility, conferma che molte case automobilistiche stanno ritardando i loro piani di elettrificazione. “Stiamo vedendo questo fenomeno in tutta l’industria”. L’esperto evidenzia che i governi stanno cercando di incoraggiare l’acquisto di auto elettriche attraverso obblighi e incentivi. Ad esempio, nel Regno Unito è stato introdotto un mandato che richiede che il 22% delle nuove auto vendute quest’anno siano a zero emissioni. Questa percentuale aumenterà ogni anno fino a raggiungere il 100% entro il 2035. “Serve un po’ di pragmatismo sia dai regolatori che dai produttori,” conclude Urquhart. “I produttori sono probabilmente più avanti dei regolatori su questo tema, e vedono che i clienti non stanno comprando così tante auto elettriche come si pensava”.
Un’altra grana sull’automotive è arrivata da Bmw
Un’altra grana per il comparto automotive europeo è arrivata da Bmw che è crollata di oltre l’11% nella seduta del 10 settembre. Il gruppo tedesco ha infatti rivisto al ribasso le stime per l’anno fiscale 2024 sulla scia della pesante campagna di richiami che ha interessato più di 1,5 milioni di veicoli a causa di sistemi frenanti difettosi, che si va a sommare alla generale debolezza delle vendite, soprattutto nel mercato cinese. Bmw, nel dettaglio, stima ora una leggera contrazione delle vendite, mentre in precedenza aveva preventivato un leggero incremento. Il margine Ebit è invece atteso in una fascia del 6-7%, a fronte di una previsione precedente di 8-10%, mentre il rendimento del capitale investito (RoCE) è visto tra l’11-13% e non più tra il 15% e il 20%. Per l’utile ante imposte di gruppo è atteso un netto decremento, mentre originariamente Bmw puntava su un lieve diminuzione. Il free cash flow è visto sopra i 4 miliardi di euro.
La scure di Berenberg sul comparto automotive
Nel frattempo, Berenberg ha ridotto il target price (prezzo obiettivo) di diverse aziende del settore (il tp Stellantis passa a 17 euro da 19 euro, con rating hold). Gli esperti segnalano che il rischio regolatorio offusca il momentum sui nuovi prodotti nel settore. Berenberg, in particolare, analizza tre fattori trainanti a breve termine per il settore automobilistico: lo slancio dei prodotti e dei prezzi; le tensioni commerciali Ue/Cina; il momentum dei veicoli elettrici a batteria, con il regolamento sulle emissioni Ue del 2025 in vista. Mentre i produttori di auto hanno generalmente registrato un miglioramento sequenziale dei margini nel secondo trimestre, gli esperti segnalano che è probabile che la volatilità rimanga nel breve termine.
Il rallentamento del momentum dei veicoli elettrici, l’inversione dei prezzi, una domanda in calo e le sfide persistenti in Cina stanno aggiungendo incertezze macroeconomiche, politiche e normative. Berenberg ha tagliato infine anche i target di Bmw (hold) a 90 euro da 110 peraltro prima del warning, di Mercedes-Benz Group (buy) e 75 euro da 86, di Porsche (buy) a 83 euro da 109 e di Volkswagen (buy) a 120 euro da 125. Giudizio buy confermato su Renault (tp pari a 55 euro).
Quadro cupo per l’intero automotive tedesco
Bmw non è un caso isolato. Il quadro di business nell’industria automobilistica tedesca è peggiorato ad agosto. L’indice sul settore elaborato dell’istituto Ifo si è attestato a -24,7 punti, rispetto ai -18,5 punti di luglio. “Il sentiment dell’industria automobilistica sta crollando”, afferma Anita Woelfl, esperta del settore dell’Ifo. Il motivo sono le aspettative estremamente pessimistiche per i prossimi sei mesi che sono crollate a -40,5 punti, rispetto ai -29,5 di luglio. L’indice di valutazione della situazione economica corrente è inoltre sceso di 0,3 punti a -7,2 punti.
“Le aziende dell’industria automobilistica tedesca soffrono per la mancanza di nuovi ordini, soprattutto dall’estero. Questo si riflette anche nella pianificazione del personale”, puntualizza Woelfl. L’indice sulle aspettative di esportazione è sceso significativamente per la terza volta consecutiva ed è ora a -29,6 punti. Infine, l’indice sulle aspettative dei dipendenti è sceso a -27,6 punti, dai -15,6 di luglio.
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