Salta al contenuto principale

Finanza in Page

09/06/2026
BCE pronta ad alzare i tassi dopo tre anni: prima tra le grandi banche centrali a reagire all’inflazione

BCE pronta ad alzare i tassi dopo tre anni: prima tra le grandi banche centrali a reagire all’inflazione

Bce attesa al primo rialzo dei tassi dopo tre anni: inflazione in aumento e crescita debole spingono la stretta, mercati in attesa delle indicazioni di Lagarde.

Ascolta l'articolo Sintesi vocale browser

legato alle tensioni in Medio Oriente, la Banca centrale europea si prepara a compiere una mossa che potrebbe segnare una svolta per la politica monetaria globale. Giovedì 11 giugno, secondo le attese dei mercati, la Bce dovrebbe alzare i tassi d’interesse per la prima volta da quasi tre anni, diventando la prima tra le principali banche centrali a reagire con un irrigidimento delle condizioni monetarie al nuovo shock energetico. Il principio alla base è semplice: quando una banca centrale alza i tassi, il costo del denaro aumenta, cioè diventa più caro chiedere prestiti per famiglie e imprese. Questo tende a rallentare consumi e investimenti e, di conseguenza, a ridurre la pressione sui prezzi, contribuendo nel tempo a raffreddare l’inflazione. La decisione arriva in un contesto fragile, in cui l’inflazione è tornata a salire mentre la crescita dell’eurozona mostra segnali di rallentamento. È proprio questo equilibrio instabile tra la necessità di combattere l’aumento dei prezzi e il rischio di frenare ulteriormente l’economia a rendere la riunione particolarmente delicata.

 

Una mossa attesa ma non senza incertezze

Gli investitori si aspettano che la Bce possa limitarsi a un ciclo di rialzi dei tassi molto contenuto. Le previsioni parlano di un massimo di tre aumenti complessivi, che porterebbero il tasso di riferimento dall’attuale 2% fino a circa 2,75%. Tuttavia, ciò che verrà detto dalla presidente Christine Lagarde in conferenza stampa sarà almeno importante quanto la decisione stessa. Lagarde dovrebbe infatti sottolineare il livello elevato di incertezza macroeconomica legato alle prospettive dell’inflazione, soprattutto finché il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare i prezzi dell’energia. Per questo motivo, gli osservatori si attendono indicazioni molto caute sul futuro percorso dei tassi. Carsten Brzeski, economista di Ing, sentito da Cnbc, si aspetta che “la Bce trovi un equilibrio delicato tra il non definire questo rialzo come un movimento isolato e il non anticipare ulteriori aumenti. Chiamiamolo un tono leggermente restrittivo “.

 

Il contesto globale: Fed Ferma, BoJ in movimento

Mentre la Bce si prepara a muoversi, le altre grandi Banche centrali stanno seguendo strade diverse. La Federal Reserve e la Bank of England non dovrebbero intervenire sui tassi nelle prossime riunioni, segnalando una fase di pausa dopo i cicli di rialzi precedenti. Diverso il caso del Giappone, dove la Bank of Japan potrebbe alzare i tassi il 16 giugno, preoccupata che le conseguenze del conflitto possano alimentare ulteriormente l’inflazione. Questo scenario evidenzia come la Bce, almeno temporaneamente, possa trovarsi in una posizione di leadership tra le principali autorità monetarie nel rispondere al nuovo shock energetico.

 

Il nodo dell’inflazione e il rischio “secondo giro”

Uno dei principali timori delle banche centrali riguarda i cosiddetti effetti di “secondo giro”. In termini semplici, si tratta del rischio che l’aumento dei prezzi dell’energia si trasformi in richieste salariali più elevate, che a loro volta costringerebbero le imprese ad aumentare ulteriormente i prezzi, alimentando così una spirale inflazionistica. Al momento, però, non ci sono segnali chiari che questo meccanismo si sia attivato nell’Eurozona, anche perché molti contratti salariali vengono rinnovati solo all’inizio dell’anno. Nonostante ciò, la Bce ritiene che agire in anticipo sia necessario per evitare che le aspettative di inflazione si “disancorino”, cioè che famiglie e imprese inizino a credere che i prezzi continueranno a salire in modo persistente. Come scrivono gli economisti di Morgan Stanley “in assenza di prove concrete di effetti di secondo giro e in un contesto di elevata incertezza, questa mossa serve principalmente a ridurre il rischio di disancoraggio delle aspettative di inflazione”.

 

Inflazione in rialzo e crescita debole

I numeri mostrano un quadro sempre più complesso. L’inflazione nell’eurozona è salita al 3,2% a maggio, rispetto all’1,9% di febbraio. Tuttavia, gran parte di questo aumento è legata ai prezzi dell’energia e ai servizi particolarmente sensibili ai costi energetici, come i voli aerei. Allo stesso tempo emergono segnali di rallentamento della domanda. Le vendite al dettaglio sono scese ad aprile e la fiducia dei consumatori è in calo. Anche le indagini tra le imprese indicano il rischio di una contrazione economica nel secondo trimestre. Il quadro è stato confermato anche dai dati sul Pil dell’Eurozona, che hanno mostrato una contrazione nel primo trimestre dell’anno, aumentando i timori di una possibile recessione tecnica.

 

Quante mosse dopo la prima? Il dibattito resta aperto

Se sul rialzo di giugno sembra esserci un consenso diffuso, più incerta è la traiettoria successiva. Secondo Simon Wells, economista di Hsbc “per giugno sembra esserci un ampio accordo sul fatto che un rialzo sia giustificato. Dopo, il dibattito potrebbe accendersi. Le preoccupazioni sulla crescita economica stanno aumentando”. Anche la durata del conflitto e l’andamento dei prezzi energetici, in particolare quelli legati allo Stretto di Hormuz, restano variabili decisive per le prossime decisioni. Secondo un report dell’Ocse, la Bce potrebbe alzare i tassi solo una volta e poi invertirne la direzione nel caso in cui il conflitto si attenuasse rapidamente. Una visione più prudente rispetto alla media degli analisti, che invece prevedono almeno due interventi (ne abbiamo parlato anche qui). Jack Allen-Reynolds di Capital Economics osserva che “sarebbe molto insolito per la Bce aumentare i tassi solo una volta e rischierebbe di sembrare una mossa simbolica più che una risposta credibile di politica monetaria”.



 

Credits: Immagine da Magnific

Tags:
bceinflazionetassi di interesse

Scopri le soluzioni di investimento che potrebbero interessarti

Iscriviti alla Newsletter

Non perderti gli articoli più interessanti della settimana. Ricevili tutti direttamente via mail!

Altri approfondimenti che potrebbero interessarti

Tutte le notizie di attualità
che non devi perderti e…