Alessandro Cicognani 22/05/2026
Berkshire Hathaway: come il nuovo CEO Greg Abel sta cambiando il portafoglio di Warren Buffett
Il primo vero rinnovo del portafoglio Berkshire Hathaway nell’era post Warren Buffett porta già una firma precisa: più tecnologia, ritorno nelle compagnie aeree e pulizia di alcune vecchie posizioni. Il colosso di Omaha, oggi guidato dal nuovo amministratore delegato Greg Abel, ha comunicato le partecipazioni azionarie di fine trimestre attraverso i documenti depositati alle autorità di regolamentazione. Ed è da lì che emerge una delle prime fotografie della Berkshire dopo il passaggio di consegne dal leggendario Buffett. La mossa più evidente è Delta Air Lines: Berkshire ha acquistato 39,8 milioni di azioni della compagnia aerea, per un valore di circa 2,6 miliardi di dollari a fine marzo. Non è una puntata marginale: Delta è diventata la quattordicesima maggiore partecipazione del gruppo. La reazione del mercato è stata immediata, con il titolo salito di oltre il 3% durante la seduta di lunedì 18 maggio, mentre gli investitori cercavano di capire il nuovo orientamento di Omaha.
Le compagnie aeree e la scommessa su Google
Il ritorno in Delta è importante anche per un motivo simbolico. Berkshire rientra nel settore aereo sei anni dopo l’uscita completa voluta da Buffett durante la pandemia. Allora il gruppo aveva venduto partecipazioni per oltre 4 miliardi di dollari in United, American, Southwest e nella stessa Delta, sostenendo che il Covid aveva cambiato in modo permanente le abitudini dei viaggiatori. Oggi, invece, Abel sembra dire che quel settore è tornato investibile. In parole semplici: Berkshire ricompra un pezzo di un comparto che Buffett aveva abbandonato perché troppo incerto. (Dei titoli su cui puntava Warren Buffett nel 2025 e il suo consiglio sull’S&P 500 ne abbiamo parlato qui).
La seconda grande mossa riguarda Alphabet, la casa madre di Google. Berkshire ha aumentato la propria partecipazione del 224%, portandola a 16,6 miliardi di dollari e facendola diventare la settima maggiore posizione del portafoglio. Nelle ultime giornate il titolo della casa di Google è stato colpito dalle svendite sul tech, perdendo tra il 2 e il 3%, ma da inizio anno la società è ancora in positivo di oltre il 21%. È un passaggio non banale per la società americana: per decenni Buffett è stato associato a società molto tradizionali, facili da capire, con marchi forti e flussi di cassa stabili. Alphabet resta una big tech, ma ha anche caratteristiche molto “berkshiriane”: domina la ricerca online, genera enormi utili e dispone di una liquidità molto robusta (ne abbiamo parlato qui quando abbiamo scritto delle trimestrali delle Big Tech).
I pilastri restano, Chevron scende, entra Macy’s
Nonostante il cambio di passo, la classifica delle prime partecipazioni resta dominata dai grandi classici. Apple vale 57,8 miliardi di dollari ed è ancora la prima posizione, seguita da American Express con 45,9 miliardi, Coca-Cola con 30,4 miliardi e Bank of America con 25 miliardi. Poi ci sono Chevron a 17,5 miliardi, Occidental Petroleum a 17,2 miliardi, Alphabet a 16,6 miliardi, Chubb a 11,2 miliardi, Moody’s a 10,8 miliardi e Kraft Heinz a 7,3 miliardi. Ma se Alphabet sale, Chevron scende: Berkshire ha ridotto la quota nel colosso petrolifero del 35,2%, con una variazione negativa di circa 9,5 miliardi di dollari. È una delle vendite più pesanti del trimestre. Questo non significa necessariamente che Berkshire Hathaway abbia perso fiducia nell’energia, visto che Occidental Petroleum è rimasta invariata, ma segnala una riduzione dell’esposizione a uno dei grandi nomi petroliferi americani. Tra le nuove posizioni compare anche Macy’s, storica catena di grandi magazzini statunitensi: la partecipazione vale circa 55 milioni di dollari, quindi è piccola rispetto agli standard Berkshire, ma il titolo ha guadagnato oltre l’1% dopo la notizia di lunedì 18 maggio.
La pulizia delle vecchie posizioni
La parte più drastica del rinnovo riguarda però le vendite. Berkshire è uscita completamente da Visa, Mastercard, Amazon, UnitedHealth, Aon, Pool Corporation, Domino’s Pizza e Charter Communications. Ha venduto anche altre posizioni, tra cui Diageo, Liberty Formula One, Allegion, Lamar Advertising e Heico. Secondo Cnbc, molte di queste mosse potrebbero essere collegate alla liquidazione delle posizioni riconducibili a Todd Combs, uscito da Berkshire a fine 2025 per passare a JPMorgan. Combs era stato scelto personalmente da Buffett per gestire parte del portafoglio azionario insieme a Ted Weschler. In termini pratici, Berkshire sta facendo quello che farebbe un grande investitore dopo un cambio di gestione: controlla cosa ha in portafoglio, decide quali posizioni appartengono ancora alla nuova strategia e quali invece vanno chiuse. È come riorganizzare una dispensa: non si butta via tutto, ma si eliminano i prodotti che non servono più e si fa spazio a quelli considerati più utili per la nuova fase. La vera domanda è quanto questa svolta sia di Abel e quanto resti di Buffett. Il nuovo amministratore delegato ha spiegato di sentirsi ancora spesso con il suo predecessore: “Lui è in ufficio tutti i giorni”, ha detto, aggiungendo che, quando è a Omaha, si confrontano quotidianamente, e quando viaggia lo aggiorna comunque ogni uno o due giorni. Il primo portafoglio dell’era Abel, quindi, non è una rottura totale. Apple, American Express, Coca-Cola e Bank of America restano pilastri. Ma il segnale è chiaro: Berkshire non è più immobile. Compra Delta, rafforza Alphabet, riduce Chevron e chiude molte posizioni storiche o legate alla gestione precedente. È ancora Berkshire, ma con un portafoglio più aggiornato al nuovo ciclo.
Credits: Immagine generata con Chatgpt






