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25/08/2026
Bitcoin torna sopra gli 80.000 dollari: perché è ripartito il rally

Bitcoin torna sopra gli 80.000 dollari: perché è ripartito il rally

Il Bitcoin torna ai massimi da maggio dopo un rialzo del 25% in una settimana. Dollaro, debito Usa, Treasury e regolamentazione alimentano il nuovo rally.

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Dopo settimane di relativa debolezza, il Bitcoin è tornato sopra gli 80.000 dollari, raggiungendo un massimo di circa 81.238 dollari, livello che non toccava dal 15 maggio. Il recupero arriva dopo un primo semestre molto volatile, nel quale il Bitcoin aveva alternato forti rialzi e brusche correzioni, allontanandosi dai massimi raggiunti all’inizio dell’anno, con un minimo intorno ai 60.000 dollari a febbraio. La criptovaluta arriva quindi all’attuale fase di forza dopo essere stata sottoposta per mesi a una forte pressione da parte degli investitori. Nelle ultime settimane il Bitcoin ha però accelerato con decisione, guadagnando circa il 25% in una settimana e riportando l’attenzione degli investitori sul cosiddetto “debasement trade”, cioè una strategia che punta su beni come Bitcoin e oro quando cresce il timore che le politiche economiche possano ridurre nel tempo il valore delle valute tradizionali, in particolare del dollaro. Il concetto è importante perché aiuta a capire la natura dell’attuale rally. Quando gli investitori temono che un Paese possa aumentare molto il debito o adottare politiche che rendano più debole la propria valuta, possono cercare di proteggere una parte del patrimonio acquistando attività che non dipendono direttamente dalla solidità finanziaria di quello Stato. L’oro è da tempo considerato uno degli strumenti principali in questo senso, mentre negli ultimi anni anche il Bitcoin ha iniziato a essere visto da alcuni investitori come una possibile alternativa.

 

Il ritorno del “debasement trade”

A riaccendere questo tema è stato soprattutto l’annuncio del segretario al Tesoro americano Scott Bessent, secondo cui gli Stati Uniti intendono ampliare i riacquisti di Treasury a lunga scadenza (lo abbiamo spiegato qui). L’obiettivo dei riacquisti è sostenere i prezzi dei Treasury e contribuire a ridurne i rendimenti. Ma quando il Tesoro americano compra i propri titoli, aumenta la quantità di dollari destinata a queste operazioni e, soprattutto, rafforza la percezione che gli Stati Uniti stiano cercando di mantenere bassi i costi di finanziamento del proprio enorme debito. Questo può alimentare tra gli investitori il timore che, nel tempo, il dollaro perda valore per effetto delle politiche adottate per gestire il debito. Di fronte a questo rischio, alcuni preferiscono quindi ridurre l’esposizione alla valuta americana e acquistare beni come oro e Bitcoin, considerati strumenti alternativi per proteggere il patrimonio da un eventuale indebolimento del dollaro. È proprio questo il senso del debasement trade: quando gli investitori temono che il valore delle monete possa diminuire, cercano di spostare parte del patrimonio verso beni considerati più difficili da svalutare, come oro e Bitcoin. Gli analisti di Glassnode Research hanno osservato che “la narrativa dell’indebolimento del dollaro è tornata” dopo l’annuncio del Tesoro. Anche Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, ha indicato il Bitcoin come possibile protezione dal rischio di una futura crisi del debito. Il tema si inserisce inoltre in un quadro più ampio di preoccupazione per i conti pubblici americani. L’aumento del debito degli Stati Uniti e la necessità di continuare a finanziarlo rendono infatti particolarmente importante per gli investitori capire quale sarà l’atteggiamento delle autorità nei confronti del dollaro, dei Treasury e dei tassi di interesse.

 

Il rally è stato amplificato dalle vendite allo scoperto

Alla spinta legata al dollaro si è aggiunto un altro fattore tecnico. Il forte rialzo del Bitcoin ha costretto molti operatori che avevano scommesso sul suo ribasso a ricomprare rapidamente la criptovaluta per chiudere le proprie posizioni, alimentando ulteriormente gli acquisti. È il cosiddetto short squeeze. Secondo gli analisti di Bitfinex, in appena due giorni sono state liquidate posizioni ribassiste per circa 3 miliardi di dollari. In pratica, gli investitori che avevano aperto posizioni short, cioè avevano puntato sul calo del Bitcoin, si sono trovati costretti a ricomprarlo quando il prezzo ha iniziato a salire rapidamente. Questo meccanismo può accelerare molto i movimenti di mercato, perché gli acquisti necessari per chiudere le posizioni ribassiste contribuiscono a spingere ulteriormente il prezzo verso l’alto. Anche gli investitori istituzionali hanno mostrato un rinnovato interesse. Gli Etf spot sul Bitcoin, strumenti quotati in Borsa che permettono di investire nella criptovaluta senza acquistarla direttamente, hanno registrato oltre 500 milioni di dollari di afflussi il 21 agosto, segnalando una ripresa della domanda (sulla forte crescita degli Etf sul Bitcoin abbiamo parlato anche qui).

 

Trump riaccende le aspettative sulle criptovalute

A sostenere il mercato è anche il ritorno di un atteggiamento favorevole da parte dell’amministrazione americana. Donald Trump ha incontrato alla Casa Bianca alcuni dirigenti del settore crypto e ha chiesto al Congresso di accelerare l’approvazione del Clarity Act, una legge destinata a definire più chiaramente le regole per il settore delle criptovalute. Secondo Vladimir Tikhomirov, cofondatore di Algebra Finance, il messaggio conferma l’orientamento favorevole dell’amministrazione Trump verso le criptovalute e un approccio regolamentare più permissivo. Una maggiore chiarezza sulle regole potrebbe infatti rendere più semplice per banche, società finanziarie e grandi investitori operare nel settore. Tuttavia, l’analista invita alla prudenza: il rally potrebbe perdere rapidamente forza se alle dichiarazioni non seguiranno progressi concreti sul piano legislativo. “L’attuale ottimismo potrebbe svanire con la stessa rapidità con cui è comparso”, ha avvertito.

 

La vera prova sarà adesso

Il ritorno sopra gli 80.000 dollari rappresenta quindi un segnale importante, ma non garantisce che sia iniziata una nuova corsa al rialzo. Il Bitcoin beneficia oggi di una combinazione favorevole di dollaro più debole, maggiore interesse istituzionale, aspettative di una regolamentazione più favorevole e rinnovati timori sul debito americano. Allo stesso tempo, una parte dell’impennata è stata alimentata da fattori tecnici e potrebbe quindi perdere forza una volta esauriti gli acquisti degli operatori costretti a chiudere le posizioni ribassiste. Resta inoltre da capire quanto il Bitcoin riuscirà a mantenere il ruolo di bene rifugio che alcuni investitori gli stanno attribuendo. A differenza dell’oro, infatti, la criptovaluta ha una storia molto più breve e continua a essere caratterizzata da forti oscillazioni di prezzo. Per questo, un eventuale peggioramento del clima sui mercati potrebbe produrre effetti molto diversi rispetto a quelli osservati sull’oro: il Bitcoin potrebbe essere considerato non una protezione, ma un’attività rischiosa da vendere.



Credits: immagine Pexels

Tags:
BitcoindollarotreasuryUsa

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