Bucks 19/08/2026
Euro digitale, la Bce accelera: come cambierà il modo di pagare e cosa sarà diverso da carte e app
L’euro digitale entra in una nuova fase di sperimentazione. La Banca centrale europea ha selezionato 36 fornitori di servizi di pagamento dell’area euro che parteciperanno al progetto pilota destinato a testare il funzionamento concreto della futura valuta digitale europea. L’obiettivo è verificare gli aspetti tecnici, operativi e l’esperienza degli utenti in vista di una possibile introduzione ufficiale. Ma che cos’è esattamente l’euro digitale? Si tratta di una forma elettronica della moneta emessa dalla Bce, che affiancherebbe le banconote e le monete tradizionali senza sostituirle. Sarebbe quindi una valuta digitale pubblica, garantita direttamente dalla Banca centrale, utilizzabile da cittadini e imprese per effettuare pagamenti quotidiani sia online sia nei negozi fisici. A differenza degli attuali strumenti di pagamento elettronici, come carte e applicazioni bancarie, che dipendono da circuiti privati e intermediari finanziari, l’euro digitale rappresenterebbe una forma di denaro della banca centrale disponibile in formato digitale. Il progetto nasce anche dalla necessità dell’Europa di rafforzare la propria autonomia nel settore dei pagamenti, in un mercato oggi dominato da operatori internazionali.
Ma cosa cambierebbe rispetto ai pagamenti elettronici di oggi?
A prima vista l’euro digitale potrebbe sembrare molto simile agli strumenti che già utilizziamo ogni giorno: una carta, un’app bancaria o un pagamento con lo smartphone. La differenza, però, non sarebbe nel modo in cui si paga, ma nella natura del denaro utilizzato.
Oggi, quando paghiamo con una carta di credito o con un’app bancaria, utilizziamo denaro elettronico emesso dalle banche commerciali. Se, ad esempio, acquistiamo un caffè pagando con una carta collegata al nostro conto corrente, il pagamento passa attraverso una serie di intermediari: la banca del cliente, il circuito di pagamento e la banca dell’esercente.
Con l’euro digitale, invece, il pagamento utilizzerebbe denaro della banca centrale in formato elettronico, cioè una forma digitale della stessa moneta pubblica rappresentata oggi dalle banconote.
Un esempio pratico: immaginiamo di comprare un paio di scarpe in un negozio. Oggi possiamo pagare con una carta: l’importo viene addebitato sul nostro conto bancario e trasferito al commerciante attraverso l’infrastruttura dei pagamenti elettronici. Con l’euro digitale potremmo utilizzare un portafoglio digitale (un’app simile a quelle già esistenti) per effettuare il pagamento in euro digitali, cioè con una valuta garantita direttamente dalla Bce.
La differenza sarebbe quindi soprattutto nella garanzia e nell’infrastruttura alla base del pagamento: un euro digitale non rappresenterebbe un credito nei confronti di una banca commerciale, ma sarebbe una forma di denaro emessa direttamente dalla banca centrale. Inoltre, il progetto punta a rendere possibile anche l’utilizzo offline e a creare un sistema europeo di pagamento pubblico, riducendo la dipendenza da circuiti privati internazionali.
Il progetto pilota
La fase pilota servirà a capire come funzionerà concretamente il sistema prima di un’eventuale emissione definitiva. La sperimentazione dovrebbe partire nella seconda metà del 2027 e durare dodici mesi. La Bce utilizzerà una versione “beta” dell’euro digitale, cioè una versione tecnicamente molto vicina a quella prevista dalla proposta legislativa europea, ma che non avrà ancora valore di moneta avente corso legale. La decisione finale sull’introduzione dell’euro digitale spetterà infatti al Consiglio direttivo della Bce, una volta completato il percorso legislativo dell’Unione europea. L’obiettivo dell’istituto di Francoforte è arrivare a essere pronto per una possibile prima emissione nel 2029, a condizione che la normativa necessaria venga approvata nel corso del 2026 (del percorso verso l’euro digitale avevamo parlato anche qui).
Trentasei operatori coinvolti nella sperimentazione
La selezione dei 36 fornitori di servizi di pagamento è arrivata dopo un invito a manifestare interesse pubblicato dalla Bce nel marzo 2026, che ha raccolto oltre 50 candidature. Gli operatori scelti comprendono sia banche sia società non bancarie e rappresentano diversi modelli di business e aree geografiche dell’area euro. Tra i partecipanti italiani figurano sette operatori: Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, Isybank, Nexi Payments, Numia, Poste Italiane e UniCredit. La forte presenza italiana riflette la varietà del sistema nazionale dei pagamenti e il ruolo degli operatori privati nella costruzione del nuovo ecosistema digitale europeo. Secondo Bankitalia, la selezione rappresenta un’importante occasione di sperimentazione per mettere alla prova differenti modelli operativi e di servizio. Nel progetto alcuni fornitori avranno il ruolo di distributori, consentendo agli utenti coinvolti di accedere ai servizi dell’euro digitale beta, come l’apertura di un conto digitale e l’esecuzione dei pagamenti. Altri operatori avranno invece il compito di supportare gli esercenti nell’accettazione dei pagamenti in euro digitale. Alcuni svolgeranno entrambe le funzioni. La sperimentazione coinvolgerà la Bce e le 19 banche centrali nazionali dell’area euro, compresa la Banca d’Italia. Saranno coinvolti dipendenti delle istituzioni, commercianti ed operatori di e-commerce, con test relativi a diverse modalità di pagamento: tra privati, tra privati e imprese, nei punti vendita fisici e online, compresi i pagamenti tramite dispositivi mobili.
L’obiettivo: creare un nuovo strumento di pagamento europeo
La Bce considera l’euro digitale un progetto strategico per il futuro del sistema finanziario europeo. L’iniziativa nasce in un contesto in cui l’utilizzo del contante è progressivamente diminuito e in cui una quota crescente dei pagamenti passa attraverso piattaforme private. L’obiettivo non è eliminare il contante, ma affiancare agli strumenti esistenti una nuova forma di denaro pubblico digitale, sicura e accessibile a tutti i cittadini dell’area euro. Il progetto dovrà inoltre verificare alcuni aspetti fondamentali, come la facilità di utilizzo, la sicurezza delle transazioni e la capacità del sistema di funzionare anche offline, cioè senza una connessione internet attiva.
Un percorso ancora lungo prima della decisione finale
Nonostante l’accelerazione degli ultimi mesi, l’introduzione dell’euro digitale non è ancora definitiva. Il progetto pilota rappresenta infatti una fase tecnica di preparazione e non equivale a una decisione di emissione. La Bce dovrà valutare i risultati della sperimentazione e attendere il completamento del quadro normativo europeo. Solo dopo questi passaggi il Consiglio direttivo potrà decidere se procedere con il lancio della nuova valuta digitale. La sfida principale sarà trovare un equilibrio tra innovazione, sicurezza e tutela della fiducia dei cittadini. L’euro digitale dovrà dimostrare di poter offrire un valore aggiunto rispetto agli strumenti di pagamento già esistenti, diventando un elemento complementare del sistema monetario europeo.
Credits: immagine da Magnific






