Bucks 10/09/2026
Germania, AfD oltre il 40% alle elezioni in Sassonia-Anhalt ma i mercati non reagiscono. Per ora
Una vittoria politica clamorosa, ma per ora quasi invisibile sui mercati. L’AfD ha conquistato il 43,8% dei voti alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, più che raddoppiando il risultato di cinque anni fa e lasciando la Cdu del cancelliere Friedrich Merz al 17,2%. Eppure, il giorno successivo, lunedì 7 settembre, il Dax ha perso appena lo 0,2% e anche il mercato dei titoli di Stato tedeschi ha reagito poco. È questo il paradosso del voto tedesco: per la politica è un terremoto, per gli investitori non ancora. Il motivo è che la Sassonia-Anhalt è un piccolo Land dell’est della Germania, con circa 2,1 milioni di abitanti e un peso limitato sull’economia nazionale. Ma il risultato potrebbe diventare molto più importante se anticipasse quello che accadrà nel resto del Paese.
Una vittoria senza maggioranza
L’AfD ha ottenuto 39 degli 83 seggi del Parlamento regionale, appena tre in meno dei 42 necessari per governare da sola. La Cdu è crollata al 17,2%. Il successo è storico non soltanto per le dimensioni. L’AfD è diventata nettamente il primo partito in una regione tedesca e ha sfiorato la possibilità di governare autonomamente. Gli altri principali partiti continuano però a rifiutare alleanze con la formazione, rendendo molto complicata la costruzione di una maggioranza alternativa. Per i mercati questo punto è importante. Vincere un’elezione regionale non significa automaticamente poter cambiare la politica economica della Germania. Le decisioni che contano davvero per euro, bilancio federale, politica industriale, rapporti con l’Unione europea e sostegno all’Ucraina vengono prese soprattutto a Berlino e, in parte, a Bruxelles.
Perché Dax e Bund quasi non si sono mossi
Un “market mover” è una notizia capace di modificare rapidamente le scelte degli investitori e quindi i prezzi di azioni, obbligazioni o valute. Per il momento il risultato della Sassonia-Anhalt non lo è stato. Il Dax, principale indice della Borsa tedesca, ha reagito con un calo molto contenuto. Anche i Bund, cioè i titoli di Stato emessi dalla Germania, non hanno mostrato movimenti riconducibili a un improvviso aumento del rischio politico. Persino sulle obbligazioni emesse direttamente dalla Sassonia-Anhalt la reazione è stata minima. La ragione è semplice: gli investitori non vedono oggi il risultato regionale come una minaccia immediata alla capacità della Germania di pagare il proprio debito o alla stabilità della sua economia. La Sassonia-Anhalt, inoltre, è inserita nel sistema federale tedesco e il suo peso politico nazionale è ridotto: dispone di appena quattro dei 69 voti del Bundesrat, la Camera che rappresenta i Länder. Il mercato sta quindi distinguendo tra un segnale politico molto forte e un rischio finanziario immediato. È una distinzione che potrebbe però non durare per sempre.
Il vero rischio è l’effetto domino
Il punto centrale non è tanto ciò che l’AfD può fare oggi a Magdeburgo, quanto il risultato possa essere replicato altrove. A livello nazionale il partito è ormai vicino o davanti alla Cdu in diversi sondaggi e la vittoria in Sassonia-Anhalt rafforza l’idea che il suo consenso non sia più soltanto un fenomeno di protesta marginale. Il prossimo test arriverà presto. Il 20 settembre si voterà sia a Berlino sia in Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Un’altra forte avanzata dell’AfD aumenterebbe la pressione su Merz e potrebbe far crescere i dubbi sulla capacità del governo federale di portare avanti le proprie riforme economiche. Per gli investitori questo diventerebbe un problema più concreto. La Germania deve affrontare anni di crescita debole, investire in infrastrutture e difesa e riformare un’economia penalizzata dall’invecchiamento della popolazione e dalla crisi di parte dell’industria manifatturiera (del maxi-stimolo fiscale tedesco da 500 miliardi di euro per rilanciare economia, infrastrutture e difesa ne avevamo parlato anche qui). Un governo politicamente più fragile potrebbe avere maggiori difficoltà a prendere decisioni impopolari ma necessarie.
Il nodo euro ed Europa
C’è poi una questione ancora più grande. L’AfD non è soltanto un partito contrario all’immigrazione. Nel proprio programma mantiene posizioni fortemente critiche verso l’attuale struttura dell’Unione europea e dell’euro. Il partito rifiuta una maggiore integrazione politica europea e sostiene che la Germania dovrebbe poter recuperare una maggiore sovranità nazionale; documenti ufficiali dell’AfD hanno anche sostenuto l’uscita dal sistema dell’euro. Finché queste posizioni appartengono a un partito forte soprattutto in alcuni Länder, i mercati possono considerarle lontane dalla possibilità di essere trasformate in politica concreta. La situazione cambierebbe se l’AfD diventasse una forza capace di condizionare o guidare il governo federale. La Germania non è infatti un Paese qualsiasi dell’area euro. È la maggiore economia europea e uno dei principali pilastri politici e finanziari dell’Unione. Una seria messa in discussione dell’euro o dell’integrazione europea da parte di Berlino avrebbe quindi conseguenze ben diverse da quelle di un’elezione regionale. È proprio questo il rischio che oggi il mercato sembra tenere sullo sfondo. Non il 43,8% ottenuto dall’AfD in una regione di poco più di due milioni di abitanti, ma la possibilità che quella percentuale rappresenti un’anticipazione di ciò che potrebbe accadere su scala nazionale.
Per ora è un segnale, non uno shock
Il risultato della Sassonia-Anhalt resta quindi soprattutto un avvertimento politico. Gli investitori non hanno venduto in massa azioni tedesche, non hanno chiesto rendimenti molto più elevati per comprare Bund e non hanno trattato il voto come l’inizio di una crisi tedesca. Ma il “per ora” è fondamentale. La reazione potrebbe cambiare se i prossimi appuntamenti elettorali confermassero l’avanzata dell’AfD, se il governo Merz entrasse in una fase di maggiore instabilità o se le posizioni più radicali del partito sull’Europa diventassero realisticamente applicabili. I mercati non stanno ancora prezzando un rischio AfD sulla Germania. Stanno però iniziando ad avere un motivo in più per osservarlo.
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