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08/10/2024
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I dazi di Trump farebbero più male al Canada e al Messico che alla Cina

I dazi di Trump colpirebbero più duramente Canada e Messico rispetto alla Cina, causando un forte calo delle loro esportazioni e mettendo a rischio l'accordo USMCA.

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I dazi sulle importazioni degli Stati Uniti voluti da Donald Trump potrebbero fare male più al Canada e al Messico che alla Cina.

 

Secondo i calcoli dell’Ifo Institute e di EconPol Europe, le esportazioni globali dei due Paesi diminuirebbero rispettivamente del 14%, mentre quelle di Pechino solo del 7%. “I nostri dati indicano che la Cina può riorientare le sue esportazioni verso altri Paesi”, afferma Dorothee Hillrichs, esperta di commercio dell’Ifo.

 

I piani di Trump sui dazi

 

Il candidato alla presidenza degli Stati Uniti, Trump, vuole imporre dazi del 60% sulle importazioni dalla Cina e del 20% su quelle da altri Paesi. L’applicazione di tariffe generali porterebbe in pratica allo smantellamento dell’accordo Stati Uniti-Messico-Canada (Usmca), entrato in vigore nel 2020 sotto la sua precedente amministrazione. L’Usmca sostituisce il precedente accordo Nafta, in vigore dal 1994, che aveva liberalizzato il commercio tra i tre Paesi nordamericani. Rispetto al Nafta, l’Usmca ha introdotto nuove regole su temi come il settore automobilistico, i diritti dei lavoratori e la protezione della proprietà intellettuale, aggiornando l’accordo alle nuove dinamiche economiche globali. Tuttavia, con le nuove tariffe, queste relazioni commerciali verrebbero seriamente compromesse.

 

L’impatto sui Paesi dell’America centrale e meridionale

 

I Paesi dell’America centrale e meridionale sarebbero duramente colpiti: l’Honduras dovrebbe far fronte a un calo del 12% delle sue esportazioni totali, Panama subirebbe un calo del 9%, il Venezuela dell’8%, la Repubblica Dominicana e il Guatemala del 7% e la Colombia del 6%.

 

La Cina reggerebbe meglio il colpo

 

Anche se le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti diminuirebbero del 78%, il Paese ha una base di clienti globale molto ampia e gli Usa rappresentano solo il 19% delle esportazioni del Paese asiatico. Al contrario, il 62% delle esportazioni canadesi è diretto verso gli Stati Uniti e addirittura il 68% di quelle messicane. I dazi statunitensi del 20% avrebbero quindi un impatto maggiore sul totale delle esportazioni rispetto al 60% imposto alla Cina. Le esportazioni del Messico verso gli Stati Uniti diminuirebbero del 25%, quelle del Canada addirittura del 28%.

 

L’impatto di Trump sulle esportazioni tedesche

 

Infine, sempre secondo l’istituto Ifo e EconPol Europe, se Donald Trump dovesse vincere le elezioni presidenziali americane, le esportazioni tedesche negli Stati Uniti potrebbero diminuire del 14,9%. Quelle di automobili negli Stati Uniti sarebbero particolarmente colpite, con un calo del 32%, così come quelle di prodotti farmaceutici, con un calo del 35%. Le esportazioni tedesche verso la Cina potrebbero diminuire complessivamente del 9,6%.

“Se Trump venisse rieletto e iniziasse una nuova guerra commerciale con la Cina, la Germania, in quanto nazione esportatrice, ne soffrirebbe molto”, afferma Lisandra Flach, esperta di commercio dell’Ifo.

 

Credits

Immagine: Pixabay

Tags:
cinadazigermaniaIfotrump

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