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02/09/2025
Italia nuova meta dei milionari? Il caso dumping fiscale con la Francia

Italia nuova meta dei milionari? Il caso dumping fiscale con la Francia

La Francia teme la fuga dei ricchi verso Milano. Al centro la flat tax “CR7”. Meloni respinge le accuse: l’Italia non fa dumping, altri sì.

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Negli ultimi giorni è salita la tensione tra Italia e Francia. A scatenare lo scontro è stato il premier francese François Bayrou, che ha accusato il nostro Paese di praticare dumping fiscale, cioè di attrarre i ricchi stranieri con regimi fiscali agevolati, penalizzando così la Francia. Bayrou, già in difficoltà politica per la situazione dei conti pubblici e le pressioni interne (ne abbiamo parlato anche qui), ha lanciato un avvertimento: se il governo francese introducesse nuove tasse sui più facoltosi, molti miliardari potrebbero trasferirsi altrove, e l’Italia sarebbe la destinazione più appetibile. Il primo ministro ha parlato di una sorta di nomadismo fiscale, in cui i più ricchi scelgono di vivere dove conviene di più dal punto di vista delle tasse.

 

La replica italiana

 

Immediata è stata la risposta di Palazzo Chigi. La premier Giorgia Meloni ha definito le parole di Bayrou «affermazioni totalmente infondate». Secondo il governo italiano, l’Italia non applica politiche di immotivato favore fiscale per attrarre imprese o cittadini europei. Al contrario, Meloni ha ricordato che il suo esecutivo ha raddoppiato l’onere fiscale forfettario introdotto nel 2016 per i nuovi residenti ad alto reddito. Inoltre, la premier ha colto l’occasione per rilanciare un vecchio tema: l’Italia sarebbe piuttosto penalizzata dai veri paradisi fiscali europei, quegli Stati che da anni sottraggono risorse agli altri Paesi con sistemi fiscali ultracompetitivi. Da qui l’invito alla Francia a unirsi a Roma in una battaglia comune in sede europea.

 

La “norma CR7” e la flat tax per i ricchi

 

Al centro della polemica c’è la speciale flat tax introdotta in Italia nel 2017, ribattezzata “norma CR7” perché permise a Cristiano Ronaldo di trasferirsi alla Juventus pagando una tassa fissa e contenuta sui suoi enormi redditi esteri. Il meccanismo funziona così: chi non è stato residente fiscale in Italia per almeno 9 degli ultimi 10 anni può, trasferendo la propria residenza, pagare una tassa forfettaria di 200 mila euro all’anno (inizialmente era 100 mila) su tutti i redditi prodotti all’estero. Il regime dura 15 anni e può essere esteso ai familiari con un’integrazione di 25 mila euro a testa. In pratica, a prescindere dall’entità dei guadagni all’estero – che siano dividendi, interessi, plusvalenze o successioni – l’imposta rimane fissa.

 

Perché l’Italia attira i milionari

 

Questo regime ha reso l’Italia particolarmente attrattiva per i grandi patrimoni internazionali. Negli ultimi anni diversi miliardari hanno scelto di trasferirsi a Milano: tra loro Nassef Sawiris, l’uomo più ricco d’Egitto e co-proprietario dell’Aston Villa, dirigenti di Goldman Sachs e imprenditori del private equity. Anche il figlio di Bernard Arnault, Frédéric, si divide tra Parigi e Milano per guidare Loro Piana, marchio del gruppo Lvmh. Secondo il Financial Times, l’Italia è diventata una sorta di nuova Eldorado per gli esiliati fiscali francesi, al punto che molti londinesi benestanti hanno lasciato la City per stabilirsi nella capitale economica italiana.

 

I numeri del fenomeno

 

Il regime di flat tax ha già attratto diverse migliaia di persone, mentre oltre 100 mila lavoratori hanno usufruito di un’altra norma agevolativa: quella che consente a chi rientra dall’estero una riduzione del 50% del reddito imponibile in Italia. A pesare sulla scelta di trasferirsi ci sono anche i cambiamenti fiscali negli altri Paesi. Per esempio, il Regno Unito ha recentemente aumentato l’imposta sui carried interest dei gestori di fondi dal 28% a un effettivo 34%. Di fronte a questo aumento, l’aliquota fissa italiana al 26% è sembrata molto più conveniente.

 

L’arrivo degli investitori

 

Non si tratta solo di individui, ma anche di società. Negli ultimi anni diversi fondi di private equity e hedge fund hanno aperto uffici a Milano, tra cui Cvc Capital Partners, Ares, Capstone e Point72 di Steve Cohen. I manager spiegano che in Italia vedono grandi opportunità grazie alla presenza di imprese familiari di medie dimensioni, spesso alla ricerca di capitali o partnership per crescere. Così, il vantaggio fiscale diventa la porta d’ingresso per nuovi investimenti nell’economia reale.

 

Una partita politica e europea

 

Lo scontro tra Bayrou e Meloni non è quindi solo una lite bilaterale, ma si inserisce nel più ampio dibattito sul futuro della fiscalità europea. Da un lato, la Francia teme l’esodo dei suoi contribuenti più ricchi, soprattutto se dovessero arrivare nuove tasse sui grandi patrimoni. Dall’altro, l’Italia rivendica la legittimità delle proprie scelte fiscali e accusa altri Paesi dell’Unione di essere i veri paradisi fiscali. Il tema del dumping fiscale rischia dunque di diventare uno dei fronti caldi dei prossimi mesi, con ripercussioni sia sui rapporti tra Roma e Parigi sia sulla discussione a Bruxelles verso una maggiore armonizzazione fiscale.



Credits

Immagine: Pixabay

Tags:
dumpingfiscoflat taxFranciaItalia

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