Bucks 10/07/2026
Kospi in bear market: perché la Borsa migliore del 2026 è entrata in mercato orso
Solo poche settimane fa era considerata la Borsa più brillante del 2026. Oggi, invece, gli investitori guardano con molta più cautela alla Corea del Sud. Il principale indice della Borsa di Seul, il Kospi, è infatti entrato in quello che gli operatori definiscono “territorio orso”, ossia una fase in cui un indice perde o si dice anche “corregge” di almeno il 20% rispetto al massimo più recente. Si tratta di una soglia simbolica che segnala un forte peggioramento del sentiment dei mercati, cioè della fiducia degli investitori. Il brusco cambio di rotta racconta molto di quello che sta accadendo attorno all’intelligenza artificiale: dopo mesi di entusiasmo, il mercato sta iniziando a chiedersi quando gli enormi investimenti effettuati dalle aziende produrranno ritorni economici concreti.
Il rally si interrompe dopo i massimi storici
Mercoledì 8 luglio il Kospi ha perso oltre il 5% in una sola seduta, arrivando oltre il 20% sotto il record storico raggiunto il 19 giugno, secondo i dati di Lseg. Giovedì l’indice ha poi recuperato leggermente terreno in una giornata caratterizzata da forti oscillazioni. Secondo diversi analisti, il ribasso riflette soprattutto il cambiamento dell’umore degli investitori nei confronti del settore dell’intelligenza artificiale, più che un deterioramento delle aziende. Manishi Raychaudhuri, amministratore delegato della società di investimento Emmer Capital, spiega a cnbc che “la recente correzione della Corea del Sud è stata guidata dal crescente scetticismo globale sull’intelligenza artificiale e dall’estrema concentrazione del mercato”.
Quando poche aziende muovono un intero mercato
Uno degli aspetti più significativi della vicenda riguarda proprio la struttura della Borsa sudcoreana. Il Kospi dipende in misura eccezionale da un numero molto limitato di società, soprattutto dai due colossi dei semiconduttori Samsung Electronics e SK Hynix. I semiconduttori sono i minuscoli componenti elettronici che costituiscono il “cervello” di computer, smartphone, server e sistemi di intelligenza artificiale. Le memorie prodotte da Samsung e SK Hynix sono oggi tra i componenti più richiesti al mondo per alimentare i grandi data center utilizzati dall’AI. Secondo i dati di Emmer Capital, a giugno Samsung Electronics e SK Hynix rappresentavano insieme oltre la metà del peso dell’intero Kospi. In pratica, quando questi due titoli salgono o scendono in modo significativo, finiscono per trascinare con sé l’intero indice (del rischio concentrazione e della relativa volatilità del Kospi avevamo parlato anche qui).
La corsa all’AI aveva attirato troppi investitori
Jung In Yun, fondatore di Fibonacci Asset Management Global, ritiene che la flessione sia dovuta soprattutto al posizionamento degli investitori. In altre parole, moltissimi fondi avevano acquistato azioni coreane per “scommettere” sul boom dell’intelligenza artificiale. Dopo una corsa così forte è bastato poco perché molti decidessero di vendere per incassare i guadagni accumulati. Questa operazione viene definita “presa di profitto”: gli investitori vendono titoli che sono saliti molto di valore per trasformare i guadagni “sulla carta” in denaro reale. Secondo Jung, inoltre, l’aumento dell’incertezza economica globale e il timore che la crescita degli utili possa rallentare hanno spinto molti operatori a ridurre il rischio. Per l’analista, però, si tratta di una correzione fisiologica dopo un forte rialzo e non di un cambiamento delle prospettive di lungo periodo.
Mercati sempre più volatili
Peter Kim, global investment strategist di KB Financial Group, ritiene che questa vicenda rappresenti anche un cambiamento più ampio del funzionamento dei mercati finanziari. Secondo l’esperto, la cosiddetta “gamification” della finanza sta rendendo le Borse molto più sensibili alle notizie e alle mode del momento. Con questa espressione si indica un mercato sempre più influenzato dalle piattaforme digitali di trading, dai social network e da strumenti che consentono di comprare e vendere con estrema rapidità. Kim cita anche il ruolo crescente degli Etf a leva, fondi quotati che amplificano i movimenti del mercato sia al rialzo sia al ribasso, e la forte concentrazione degli investimenti sull’intelligenza artificiale. Tutti questi fattori contribuiscono ad accentuare la volatilità, cioè le oscillazioni dei prezzi. Non a caso, l’indice della volatilità del Kospi, una sorta di “termometro della paura” che misura quanto il mercato si aspetta forti sbalzi dei prezzi, è aumentato di oltre il 200% dall’inizio dell’anno.
Gli utili restano solidi, ma il mercato vuole di più
La particolarità di questa correzione è che arriva nonostante risultati aziendali molto positivi. Samsung Electronics ha pubblicato martedì 7 luglio utili superiori alle attese, mentre il mercato delle memorie continua a beneficiare di prezzi in crescita. Eppure, il titolo è sceso perché gli investitori iniziano a interrogarsi sull’entità dei ritorni economici generati dagli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale. Il mercato non sta mettendo in dubbio il futuro dell’AI, ma si chiede se la crescita degli utili sarà abbastanza rapida da giustificare le valutazioni raggiunte dalle società del settore. Jung sottolinea che questa distinzione è fondamentale. A suo giudizio non siamo davanti alla fine del ciclo dell’intelligenza artificiale, ma a un semplice aggiustamento delle valutazioni. Significa che gli investitori ritengono che alcuni titoli siano diventati troppo costosi rispetto agli utili attesi e stanno quindi rivedendo i prezzi senza cambiare idea sulle prospettive del settore. In altre parole, gli investitori ritengono che alcuni titoli siano saliti troppo rispetto a quanto le aziende potrebbero guadagnare in futuro. Per questo vendono parte delle azioni, facendo scendere i prezzi, pur continuando a credere nelle prospettive di crescita del settore.
I produttori di memorie continuano a beneficiare della domanda
Anche altri esperti restano fiduciosi. Rolf Bulk, responsabile dei semiconduttori e delle infrastrutture presso Futurum Group, evidenzia che nel secondo trimestre i prezzi delle memorie sono aumentati tra il 50% e l’80% rispetto ai tre mesi precedenti e che ulteriori rincari sono attesi entro la fine dell’anno. Secondo Bulk, i fondamentali del settore rimangono solidi grazie a una carenza di offerta destinata a durare ancora diversi anni e ai contratti di lungo periodo stipulati con gli hyperscaler, cioè i grandi gruppi del cloud come Microsoft, Amazon, Alphabet e Meta. Queste aziende gestiscono enormi reti di data center e acquistano grandi quantità di chip e memorie per sviluppare i propri servizi di intelligenza artificiale. Anche Peter Kim condivide questa impostazione e ritiene che l’attuale correzione possa rappresentare un’opportunità per gli investitori in grado di sopportare la volatilità nel breve periodo.
Le prospettive restano positive, ma serviranno nuove conferme
Nonostante il recente ribasso, il bilancio del 2026 resta ampiamente positivo: il Kospi guadagna ancora oltre il 70% dall’inizio dell’anno, dopo aver chiuso il 2025 con un progresso superiore al 75%. Secondo Jung, una volta che il clima sui mercati internazionali tornerà più stabile, gli investitori esteri potrebbero tornare a guardare con interesse alla Corea del Sud, considerata uno degli snodi più importanti della filiera mondiale dell’intelligenza artificiale.
Credits: immagine da Magnific






