Luigi Dell'Olio 04/03/2025
La difesa corre in Borsa: gli strumenti per investire nel settore
La corsa dei titoli europei legati alla difesa prosegue senza soste. Se fino a pochi giorni fa sorgevano dubbi tra gli analisti sulla sostenibilità dei multipli raggiunti dalle aziende del settore, le parole di Ursula Von der Leyen hanno modificato lo scenario.
Il piano europeo
“Viviamo in tempi pericolosi, la sicurezza dell’Europa è minacciata in modo serio”, ha sottolineato la presidente della Commissione europea, presentando il piano ReArm Europe, che punta ad aumentare la spesa nel campo della difesa, per sostenere l’Ucraina e – più in generale – garantire la sicurezza nel Vecchio Continente, a fronte di Stati Uniti che puntano a ridurre i legami con l’Europa.
Tra le altre cose, il piano prevede spazi di manovra rispetto al Patto di stabilità (accordo tra i Paesi Ue che fissa tetti al deficit pubblico e al rapporto debito/Pil) per mobilitare fino a 800 miliardi di euro. Si ragiona sulla possibilità di incrementare la spesa nazionale in materia fino all’1% in Pil, che per l’Italia significherebbe oltre 30 miliardi di euro, in sostanza quanto una manovra di Bilancio. Somme che andrebbero a generare benefici per i conti delle aziende di settore.
L’indice di Borsa spicca il volo
Per questa ragione, l’indice Stoxx Europe Aerospace & Defense, composto dalle principali aziende del settore quotate nei listini dell’Eurozona, sta spiccando il volo. Nell’ultima settimana è cresciuto di circa il 15%, portando la performance da inizio anno al +35% e quella a dodici mesi al +52%. All’interno dell’indice le società più importanti in termini di capitalizzazione sono Airbus, Safran, Rolls Royce, Bae Systems e Rheinmetall, con l’italiana Leonardo all’ottavo posto. Nel corso di tre anni e tre settimane dall’invasione dell’Ucraina per mano russa, l’indice è cresciuto di ben il 162%. Per avere un termine di paragone, nel medesimo arco temporale l’indice generale Stoxx Europe 600 ha segnato un progresso del 21%.
Il nodo delle valutazioni
La maggior parte dei titoli del comparto viaggia su multipli di 22-25 volte gli utili attesi quest’anno, un livello elevato (nei listini dell’Eurozona la media è sotto quota 20), ma come detto il mercato comincia a posizionarsi sulle prospettive di investimenti pluriennali. In ogni caso, sottolinea uno studio di RedFish Listing Partners, si tratta di valori a sconto del 40% rispetto ai comparables statunitensi come Lockheed Martin e Honeywell. Mentre se si considerano le società a Stelle e Strisce impegnate nella sicurezza informatica, lo sconto nel Vecchio Continente supera il 60%.
Tra investimento diretto e diversificazione
La via più diretta per investire nel settore consiste nell’acquistare titoli che sono esposti al business della difesa. Detto di Leonardo, a Piazza Affari è quotata anche, Ala (Advanced Logistics for Aerospace), società con sede a Napoli, attiva nei servizi di logistica integrata per l’industria aeronautica e aerospaziale, sia civile, che militare.
Acquistare singoli titoli espone, tuttavia, a rischi elevati ed è per questa ragione che andrebbero sempre considerati – non necessariamente in alternativa – anche investimenti diversificati come i fondi comuni e gli Etf. I primi presentano costi commissionali intorno al 2-2,5% annuo a fronte di una gestione attiva affidata a un professionista che compra e vende titoli secondo le opportunità e i rischi che intravede. Mentre i secondi costano tra le 0,4 e lo 0,6% annuo in quanto replicano passivamente un paniere di titoli sottostanti.
Ad esempio, il Select STOXX Europe Aerospace & Defense Etf che replica il già citato indice di settore ed è denominato in dollari, il che può adattarsi a chi cerca anche una diversificazione valutaria, ma è disposto al contempo a prendersi anche il rischio legato alle fluttuazioni del biglietto verde rispetto all’euro. Il Future of Defence Ucits Etf, che ha raggiunto il miliardo di dollari di masse in gestione, ha un paniere di 60 partecipazioni tra aziende dei Paesi Nato, quindi anche con un’importante esposizione alle aziende di Stati Uniti e Gran Bretagna. Nel settore puntano anche altri fondi passivi come
l’iShares Global Aerospace & Defence, il Global X Defence Tech, il Global X Defence Tech e l’Invesco Defence Innovation.
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Immagine: DALL-E






