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Finanza in Page

10/02/2026

Le Big Tech si finanziano a debito per l’AI: emissioni record di obbligazioni per data center e chip

Le aziende che guidano lo sviluppo dell’intelligenza artificiale stanno aumentando rapidamente il loro indebitamento per finanziare data center e processori sempre più avanzati, con investimenti record che superano i 660 miliardi di dollari.

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Il 2026 sarà un anno senza precedenti per le Big Tech: si stima che investiranno complessivamente circa 660 miliardi di dollari in intelligenza artificiale (AI). Una cifra che non ha eguali nella storia aziendale americana, paragonabile al Pil di intere nazioni, e che segna un punto di svolta per il settore tecnologico. Si tratta di un aumento del 36% rispetto al 2025, numeri così grandi da sollevare una questione centrale: questi investimenti genereranno rendimenti adeguati o metteranno sotto pressione modelli di business finora estremamente redditizi? È proprio su questo punto che si concentrano le preoccupazioni degli investitori.

Chi sta spendendo e quanto? Amazon prevede circa 200 miliardi di dollari in investimenti complessivi, che includono AI, chip, robotica e satelliti. Alphabet investirà 185 miliardi di dollari, mentre Meta fino a 140 miliardi, con un’impennata dell’87% rispetto al 2025. Microsoft investirà circa 135 miliardi di dollari. Si tratta di cifre enormi, che stanno costringendo i colossi tecnologici a scegliere come finanziare questa corsa all’oro dell’AI.

 

La corsa al debito corporate

 

Per molte di queste aziende, anche le più redditizie al mondo, le spese in conto capitale (capex), cioè quelle per acquistare o migliorare beni durevoli come data center e macchinari, stanno superando i flussi di cassa operativi. Amazon, ad esempio, prevede investimenti per 200 miliardi, mentre il flusso di cassa dalle operazioni dovrebbe essere di circa 180 miliardi. Meta si trova in una situazione simile, con spese previste fino a 140 miliardi a fronte di circa 130 miliardi di flussi operativi, pur continuando a finanziare i programmi di buyback (riacquisto)delle azioni.

 

Per questo motivo, le aziende stanno cercando soluzioni per finanziare la loro espansione. Le opzioni principali sono tre: ridurre i ritorni di capitale agli azionisti riducendo buyback e dividendi, utilizzare le riserve di cassa accumulate oppure emettere nuovi bond o azioni sul mercato. Secondo JP Morgan, la scelta più probabile sarà proprio quella di emettere obbligazioni, con le aziende tecnologiche e media pronte a lanciare almeno 337 miliardi di dollari in obbligazioni investment-grade nel 2026.

 

Alphabet e Oracle aprono la strada

 

Lunedì 9 febbraio, Alphabet, la società madre di Google, ha emesso obbligazioni negli Stati Uniti, raccogliendo venti miliardi di dollari tramite obbligazioni senior non garantite, cioè titoli non supportati da beni specifici ma dalla solidità finanziariacomplessiva dell’azienda. Gli investitori contano sulla capacità di Alphabet di restituire capitale e interessi. Le obbligazioni sono state suddivise in sette tranche con scadenze e tassi diversi, secondo International Financing Review (IFR). Il Financial Times ha inoltre riportato che la società valuta un debutto in sterline, che potrebbe includere un’obbligazione a 100 anni, operazione rara che sottolinea la fiducia degli investitori nella solidità a lungo termine di Alphabet.

 

Non è un caso isolato: anche Oracle ha emesso obbligazioni per venticinque miliardi di dollari all’inizio di febbraio, confermando una tendenza più ampia. Gli hyperscaler (leggi anche qui), cioè aziende con infrastrutture cloud gigantesche capaci di gestire enormi volumi di dati a livello globale, come Amazon, Google, Meta, Microsoft e Oracle, stanno aumentando rapidamente il loro indebitamento per finanziare data center e processori sempre più avanzati. Lo scorso anno, questi hyperscaler hanno emesso complessivamente 121 miliardi di dollari in obbligazioni societarie negli Stati Uniti, secondo BofA Securities. Moody’s prevede che i sei principali hyperscaler spenderanno circa 500 miliardi di dollari nel 2026 per sostenere la loro espansione tecnologica.

 

Un mercato obbligazionario in espansione

 

Le previsioni degli analisti confermano che il 2026 sarà un anno storico per le emissioni corporate. Barclays stima emissioni complessive negli Stati Uniti per 2,46 trilioni di dollari, con un aumento dell’11,8% rispetto al 2025. Morgan Stanley prevede che gli hyperscaler emetteranno 400 miliardi di dollari solo per finanziare la spesa prevista in AI, con un effetto complessivo che potrebbe portare fino a 2,3 trilioni di dollari in nuove obbligazioni. Questi numeri mostrano come le aziende tecnologiche non stiano solo investendo in innovazione, ma stiano plasmando le dinamiche del mercato obbligazionario globale, creando opportunità ma anche rischi per gli investitori.

 

L’impatto strategico dell’AI

 

Se da un lato le emissioni di Alphabet e Oracle non sorprendono gli esperti, dall’altro hanno un valore simbolico. Un gestore di portafoglio di obbligazioni ad alto rendimento, che ha preferito rimanere anonimo, ha osservato che stiamo vivendo una delle più grandi spese in conto capitale della nostra vita. La corsa agli investimenti in AI ha già avuto effetti concreti su altri settori, come dimostra il recente crollo delle azioni delle aziende softwaredopo il lancio del modello Claude da parte di Anthropic, che ha intaccato i flussi di cassa di molte imprese. Karthik Nandyal, cofondatore di CredCore, piattaforma basata su AI per investitori nel credito, spiega che l’AI ha aperto nuove fonti di spesa e che molte valutazioni finanziarie devono essere completamente rianalizzate a partire da gennaio 2026. In sostanza, l’intelligenza artificiale non è più solo una tecnologia emergente, ma un fattore che influenza profondamente le dinamiche finanziarie e gli investimenti obbligazionari.

 

Le emissioni di Alphabet e degli altri hyperscaler confermano che il mercato obbligazionario corporate è destinato a vivere un 2026 da record. Gli investitori osservano come l’AI stia diventando non solo un motore tecnologico, ma anche un vero e proprio motore finanziario. La capacità delle aziende di trasformare l’indebitamento in crescita sostenibile sarà determinante per capire chi riuscirà a dominare questa nuova era digitale.

 

Immagine generata con Sora

Tags:
AIalphabetbondoracle

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