Bucks 02/06/2026
“L’intelligenza artificiale sarà 50 volte più grande del boom internet”: la previsione del Ceo di SoftBank
Quando si parla di intelligenza artificiale, il confronto con la bolla dot-com degli anni 2000 è diventato inevitabile. Da una parte c’è il ricordo del boom di internet e del successivo crollo delle società tecnologiche. Dall’altra, una nuova fase di investimenti globali che alcuni protagonisti del settore considerano molto più ampia.Tra questi c’è SoftBank, gruppo giapponese guidato da Masayoshi Son, attivo negli investimenti tecnologici e nelle telecomunicazioni. La società è finita sotto i riflettori anche sui mercati finanziari: per la prima volta da oltre vent’anni ha superato Toyota per capitalizzazione, diventando la società giapponese con il maggiore valore di Borsa. È proprio Son che, in un’intervista a Cnbc, ha definito la rivoluzione dell’intelligenza artificiale “più di 10 volte, probabilmente 50 volte più grande” della dot-com era, la stagione di crescita esplosiva di internet tra fine anni ’90 e primi 2000 seguita poi dal famoso crollo delle aziende tecnologiche.
SoftBank e il maxi piano da 75 miliardi sull’intelligenza artificiale
L’intervista arriva subito dopo un annuncio industriale di grande scala. SoftBank ha comunicato un investimento da 75 miliardi di euro (circa 87 miliardi di dollari) destinato alla costruzione di infrastrutture per l’intelligenza artificiale in Francia, inclusi data center con una capacità complessiva di circa 5 gigawatt (GW).Secondo Son, si tratta di un investimento di dimensioni eccezionali: “è un investimento di enorme portata”, ha sottolineato durante un briefing con la stampa insieme al presidente francese Emmanuel Macron, aggiungendo che la Francia può diventare “il centro dell’intelligenza artificiale in Europa”.
“Più grande della dot-com”: la lettura di Masayoshi Son
Il punto centrale delle dichiarazioni riguarda la scala della rivoluzione tecnologica. “Credo che sia più di 10 volte, probabilmente 50 volte più grande della dot-com”, ha detto Son a Cnbc. Il riferimento è al boom di internet tra fine anni ’90 e primi 2000, che portò a una crescita esplosiva delle società tecnologiche, seguita però da una fase di forte correzione dei mercati. Son ha però invitato a leggere quei crolli in un’ottica storica più ampia: “il crollo delle aziende internet è stato solo una correzione in un trend di crescita molto più lungo”, è il concetto espresso nel suo intervento. E ancora, facendo un parallelo storico: “nel 1929 anche settori come automobili ed elettronica hanno subito un crollo, ma poi hanno continuato a crescere per molti decenni”. Il messaggio è che anche l’intelligenza artificiale potrebbe attraversare fasi di forte volatilità, senza però interrompere la crescita strutturale (del perché il rally dell’AI non è ancora una bolla secondo delle grandi istituzioni come Deutsche Bank e Morgan Stanley, abbiamo parlato anche qui).
“È solo l’inizio”: la visione sull’intelligenza artificiale
Son ha descritto l’AI come una fase ancora iniziale di trasformazione tecnologica. “Questa è la più grande rivoluzione tecnologica e la più grande realizzazione che l’umanità abbia mai vissuto”, ha dichiarato. E ha aggiunto un paragone diretto con la fase iniziale di internet: “è come essere all’inizio dell’era di internet”. L’idea centrale è che il pieno impatto economico dell’intelligenza artificiale non sia ancora visibile.
“Le correzioni fanno parte del ciclo”
Il ceo di SoftBank ha anche affrontato il tema della volatilità dei mercati. “C’è sempre una correzione”, ha detto, riferendosi ai cicli tipici dei settori tecnologici. Nel suo ragionamento, le correzioni non rappresentano la fine di un ciclo innovativo, ma una fase naturale all’interno di un processo di crescita più ampio.In questo senso, eventuali ribassi vengono interpretati come possibili fasi di aggiustamento, non come inversioni strutturali del trend.
OpenAI, Arm e la struttura del gruppo SoftBank
Nel corso dell’intervista, Son ha anche chiarito come sono distribuiti i principali investimenti del gruppo. SoftBank è coinvolta nel progetto Stargate insieme a OpenAI, la società statunitense che ha sviluppato ChatGPT e che oggi è tra le aziende più influenti nel settore dell’intelligenza artificiale generativa, cioè i sistemi capaci di creare testi, immagini, codice e altri contenuti. Stargate è una joint venture dedicata alla costruzione di infrastrutture per l’AI negli Stati Uniti, in particolare data center e capacità di calcolo necessarie ad addestrare e far funzionare modelli sempre più avanzati.Nonostante la centralità mediatica di OpenAI, Son ha voluto ridimensionare il peso dell’investimento all’interno del gruppo: secondo il ceo, OpenAI rappresenta poco più del 20% del valore netto degli asset di SoftBank, cioè del valore complessivo delle sue partecipazioni al netto dei debiti. L’investimento principale resta invece Arm, società britannica specializzata nella progettazione di semiconduttori, ossia i chip utilizzati in smartphone, computer, server e sistemi di calcolo avanzati, che pesa per oltre il 50% del portafoglio del gruppo. Son ha comunque ribadito la sua fiducia sul futuro di OpenAI, affermando che la società “avrà un enorme successo”, anche mentre continuano le indiscrezioni su una possibile futura quotazione in Borsa.
La Francia come hub dell’AI
Il piano francese prevede la costruzione di circa 3,1 gigawatt di data center nel nord della Francia entro il 2031, in collaborazione con la società Schneider Electric. L’obiettivo è creare un polo europeo dell’intelligenza artificiale, in grado di sostenere la crescente domanda globale di potenza di calcolo. Il piano sarà finanziato soprattutto tramite project financing, una formula in cui il denaro necessario per costruire le infrastrutture non arriva principalmente dalle casse di SoftBank, ma viene raccolto attorno ai singoli progetti, spesso con il supporto di banche, investitori e futuri contratti commerciali. In pratica, l’idea è che siano gli stessi data center, grazie agli accordi di lungo periodo con i clienti che li utilizzeranno, a contribuire nel tempo a sostenere il costo dell’investimento, limitando così l’impiego diretto di capitale da parte del gruppo.
La scommessa di SoftBank
Le dichiarazioni di Masayoshi Son rafforzano una visione chiara: l’intelligenza artificiale non è solo un’evoluzione tecnologica, ma una trasformazione strutturale dell’economia globale. “Anche se ci saranno correzioni, questa è solo l’inizio”, è la sintesi della sua lettura del ciclo. Per SoftBank, la scommessa non riguarda solo la partecipazione alla rivoluzione dell’AI, ma la costruzione della sua infrastruttura fisica.
Credits: immagine da Magnific






