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27/09/2024
Migliore settimana dal 2008 per l’azionario cinese con nuovi stimoli Pechino

Migliore settimana dal 2008 per l’azionario cinese con nuovi stimoli Pechino

Pechino taglia i tassi e prepara fondi per rilanciare l’economia. Le banche restano sotto pressione e gli utili industriali calano, ma l’azionario festeggia.

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L’azionario cinese ha festeggiato il nuovo pacchetto di stimoli economici lanciato dal governo di Pechino, che ha aumentato la fiducia degli investitori, lasciando in secondo piano il crollo dei profitti industriali registrato ad agosto.

 

Migliore settimana dal 2008 per le Borse cinesi

 

L’indice Shanghai Composite, che è il principale riferimento per i titoli cinesi, ha guadagnato il 2,9% (86,58 punti), chiudendo la giornata a 3.087,53 punti. Anche l’indice Shenzhen Component ha registrato un forte rialzo, salendo del 6,7% (598,22 punti) e raggiungendo quota 9.514,86 punti. Nel complesso, i titoli cinesi hanno vissuto la loro migliore settimana dal 2008, portando anche il mercato azionario asiatico ai massimi degli ultimi due anni e mezzo.

 

Le mosse della Banca centrale cinese

 

La Banca Centrale Cinese (People’s Bank of China, PBoC) ha continuato a tagliare i tassi d’interesse, confermando il suo impegno a sostenere un’economia che sta rallentando. In particolare, ha abbassato il coefficiente di riserva obbligatoria per le banche di 0,5 punti percentuali, riducendolo al 6,6% in media. Questo coefficiente rappresenta la quantità di denaro che le banche devono tenere da parte come riserva, e ridurlo significa che possono prestare di più. Tuttavia, per le banche che già operano con un coefficiente del 5%, non ci saranno cambiamenti.

 

Inoltre, la PBoC ha ridotto di 20 punti base (0,2%) il tasso di interesse sui pronti contro termine a sette giorni, portandolo all’1,5%. Questo tasso è importante perché influenza i tassi di prestito in tutto il Paese. La banca ha anche dichiarato che i tassi di interesse sui reverse repo (operazioni di mercato con cui la banca centrale acquista titoli per iniettare liquidità) a 14 giorni e su altre operazioni simili verranno adeguati in linea con questo taglio.

 

Secondo Ting Lu, capo economista per la Cina di Nomura, “Pechino sembra finalmente pronta a lanciare una serie di stimoli economici con forza e rapidità. Il fatto che il governo riconosca la gravità della situazione economica e l’inefficacia di un approccio frammentario è visto come un segnale positivo dai mercati”.

 

Male però gli utili industriali

 

Nonostante questi nuovi stimoli economici, resta comunque il dato negativo del crollo degli utili industriali, che ad agosto sono scesi del 17,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnando il calo più forte degli ultimi 15 mesi. A luglio, invece, i profitti avevano mostrato una crescita del 4,1%.

 

Il calo dei profitti industriali di agosto ha avuto un impatto negativo anche sui risultati complessivi dell’anno. Nei primi otto mesi del 2024, i profitti delle grandi imprese industriali sono cresciuti solo dello 0,5%, raggiungendo i 4,65 trilioni di yuan (circa 663,47 miliardi di dollari). Questo dato è un netto rallentamento rispetto all’aumento del 3,6% registrato nei primi sette mesi dell’anno.

 

Shehzad Qazi, direttore operativo della società di ricerca China Beige Book, con sede negli Stati Uniti, ha commentato che “il declino dei profitti industriali cinesi, in atto da tempo, non potrà che peggiorare se Pechino non affronterà il problema della sovraccapacità”. Secondo Qazi, la soluzione potrebbe essere un incremento delle esportazioni di manufatti, come le auto elettriche e l’acciaio, per stimolare la crescita economica del Paese.

 

Cina valuta iniezione da 1.000 miliardi di yuan

 

Infine, la Cina sta considerando di iniettare fino a 1.000 miliardi di yuan (circa 142 miliardi di dollari) nelle principali banche pubbliche per aumentare la loro capacità di sostenere l’economia, che sta attraversando un periodo difficile. La notizia è stata riportata da Bloomberg, che cita fonti informate sulla questione.

 

Questi fondi arriveranno principalmente dall’emissione di obbligazioni sovrane speciali, una forma di debito pubblico. I dettagli del piano non sono ancora definitivi e potrebbero essere soggetti a modifiche. L’ultima volta che Pechino ha adottato una misura simile è stato durante la crisi finanziaria globale del 2008, quando ha iniettato capitale nelle sue grandi banche per stabilizzare il sistema finanziario.

 

Nonostante le sei maggiori banche del Paese abbiano livelli di capitale che superano abbondantemente i requisiti minimi, la Cina sta accelerando i piani per rafforzarle ulteriormente. Questo perché, negli ultimi anni, le banche sono state coinvolte nel sostenere l’economia, presentando tagli significativi ai tassi ipotecari e abbassando i tassi d’interesse principali per stimolare la crescita. Tuttavia, istituti come la Industrial & Commercial Bank of China e la Bank of China stanno ora affrontando margini di profitto ridotti ai minimi storici, utili in calo e un aumento dei crediti inesigibili (prestiti che non possono essere recuperati).

 

Credits

immagine: Pixabay

Tags:
bancheBorse cinesicinastimolitassiutili industriali

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