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28/07/2026
Perché Wall Street e la Corea del Sud sono sempre più correlate e cosa cambia per gli investitori

Perché Wall Street e la Corea del Sud sono sempre più correlate e cosa cambia per gli investitori

La corsa ai chip per l'intelligenza artificiale ha reso il Kospi sempre più dipendente dagli stessi fattori che guidano il Nasdaq, riducendo i benefici della diversificazione geografica.

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La rivoluzione dell’intelligenza artificiale sta creando un legame sempre più stretto tra due mercati azionari che fino a pochi anni fa gli investitori consideravano separati: quello americano della tecnologia e quello della Corea del Sud, storicamente legato al settore manifatturiero e ai semiconduttori. La corsa agli investimenti nell’AI ha infatti trasformato la Borsa di Seul in uno dei principali beneficiari del nuovo ciclo tecnologico, grazie soprattutto a due colossi come Samsung Electronics e SK Hynix, diventati protagonisti della catena globale di fornitura dei chip necessari per alimentare i nuovi sistemi di intelligenza artificiale. Questa nuova connessione, però, ha anche un lato meno positivo. Se fino a poco tempo fa investire in Corea del Sud poteva rappresentare un modo per diversificare rispetto a Wall Street, oggi il mercato coreano dipende sempre più dalla stessa scommessa che sostiene le grandi società tecnologiche americane: la capacità dell’intelligenza artificiale di continuare a generare crescita e profitti. Il rischio è quindi che un eventuale rallentamento degli investimenti nell’AI possa colpire contemporaneamente entrambi i mercati.

 

La Corea del Sud diventa una protagonista della rivoluzione AI

La trasformazione della Borsa coreana nasce dal ruolo sempre più centrale assunto dai semiconduttori, cioè i componenti elettronici alla base di computer, smartphone, server e sistemi di intelligenza artificiale. In particolare, la crescita dell’AI ha aumentato enormemente la domanda di memorie avanzate, necessarie per permettere ai nuovi modelli di intelligenza artificiale di elaborare enormi quantità di dati. Al centro di questo mercato ci sono Samsung Electronics e SK Hynix, due delle principali aziende mondiali nella produzione di chip di memoria. Le due società hanno un peso enorme sull’indice azionario coreano Kospi, tanto che insieme rappresentano oltre la metà del valore dell’intero listino. Questo significa che il destino della Borsa sudcoreana è diventato sempre più legato alle prospettive del settore dei semiconduttori e, in particolare, alla spesa delle grandi aziende tecnologiche americane (del rischio concentrazione e della relativa volatilità del Kospi avevamo parlato anche qui). I cosiddetti hyperscaler, cioè i giganti del cloud e della tecnologia come le grandi piattaforme digitali che gestiscono enormi infrastrutture informatiche, stanno investendo centinaia di miliardi di dollari nella costruzione di data center per sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Proprio questi investimenti alimentano la domanda di chip prodotti da Samsung e SK Hynix. Secondo Rolf Bulk, analista di Futurum Group, “la correlazione è aumentata perché il Kospi è diventato un indice dei semiconduttori”. Secondo l’analista, la domanda legata ai data center è passata dal rappresentare circa il 40% della domanda globale di memorie Dram nel 2025 a oltre la metà nel 2026. Le DRAM, acronimo di Dynamic Random-Access Memory, sono chip utilizzati nei server per archiviare temporaneamente i dati necessari al funzionamento dei sistemi informatici, compresi quelli basati sull’intelligenza artificiale.

 

Kospi e Nasdaq si muovono sempre più insieme

Questo cambiamento ha avuto un effetto evidente sui mercati finanziari. La correlazione a 60 giorni tra il Kospi, l’indice principale della Borsa sudcoreana, e il Nasdaq 100, l’indice americano che raccoglie le maggiori società tecnologiche quotate a Wall Street, è salita recentemente intorno a 0,50, il livello più alto dal 2021 secondo i dati forniti da Rayliant. La correlazione misura quanto due mercati tendano a muoversi nella stessa direzione: un valore più elevato indica che gli investitori stanno trattando due mercati come se fossero sempre più legati dagli stessi fattori. La ragione è semplice: Samsung e SK Hynix dipendono dalla stessa dinamica che sostiene i giganti americani dell’intelligenza artificiale. Se aziende come Microsoft, Amazon, Google o altri grandi operatori aumentano gli investimenti nei data center, cresce la domanda di semiconduttori e quindi migliorano le prospettive sia per i produttori americani di tecnologia sia per quelli coreani. Per questo motivo la Borsa di Seul è diventata anche una sorta di indicatore anticipato delle aspettative sull’AI. “Samsung e SK Hynix forniscono la prima reazione del mercato liquido agli sviluppi notturni che riguardano la domanda globale di intelligenza artificiale”, ha spiegato Jung In Yun, fondatore di Fibonacci Asset Management. Con “mercato liquido” si intende un mercato in cui vengono scambiati molti titoli e i prezzi reagiscono quasi in tempo reale alle nuove informazioni. Poiché la Borsa di Seul apre diverse ore prima di Wall Street, le azioni di Samsung e SK Hynix sono tra le prime a riflettere le aspettative degli investitori sulle notizie riguardanti l’intelligenza artificiale.

 

Secondo Yun, in particolare, SK Hynix è diventata un indicatore fondamentale perché è fortemente esposta alle memorie ad alta larghezza di banda (High Bandwidth Memory, Hbm), una tecnologia considerata essenziale per i sistemi di intelligenza artificiale più avanzati. La vicinanza tra i due mercati si è vista anche nei movimenti recenti. Il 13 luglio il Kospi è crollato di oltre l’8%, trascinato dal calo record del 15% di SK Hynix. Nella stessa giornata anche il Nasdaq 100 ha chiuso in ribasso dell’1,88%, mentre diversi grandi titoli tecnologici americani hanno accusato perdite: Micron Technology è scesa del 4%, Sandisk del 12% e Intel del 6% (della forte discesa del Kospi a luglio e del suo ingresso in un mercato orso abbiamo parlato anche qui).

 

Il problema per gli investitori: la diversificazione si riduce

Questa crescente integrazione rappresenta però un problema per chi utilizza i mercati internazionali per distribuire il rischio. Tradizionalmente, investire in aree geografiche diverse permette di ridurre l’impatto di eventuali problemi concentrati in un singolo Paese o settore. Oggi, invece, Corea del Sud e Stati Uniti sono sempre più esposti allo stesso tema: il successo economico dell’intelligenza artificiale. “La Corea non offre più diversificazione rispetto alla tecnologia americana. Con metà dell’indice legata a un unico tema ciclico, un rallentamento degli investimenti in conto capitale degli hyperscaler colpirebbe il mercato coreano più duramente rispetto a molti altri mercati”, ha spiegato Bulk. Il riferimento è alla spesa in conto capitale, cioè agli investimenti che le aziende effettuano per costruire nuove infrastrutture, acquistare macchinari e aumentare la propria capacità produttiva. Nel caso dell’AI, si tratta soprattutto degli enormi investimenti necessari per realizzare data center e acquistare chip avanzati. Anche Phillip Wool, responsabile della ricerca di Rayliant Global Advisors, ha sottolineato questo rischio: “quando tutti questi mercati sono sostanzialmente guidati dallo stesso grande fattore di rischio, si perde proprio il vantaggio della diversificazione internazionale che aveva portato gli investitori a cercare esposizione su mercati geograficamente diversi come Stati Uniti e Corea”. Secondo Wool, quindi, il problema non è soltanto che i due mercati si muovono insieme, ma che entrambi dipendono dalla stessa aspettativa: che la rivoluzione dell’intelligenza artificiale continui a giustificare gli enormi investimenti effettuati dalle grandi aziende tecnologiche.

 

La corsa all’AI può ancora dividere i vincitori

Nonostante i rischi, il legame tra Corea e Stati Uniti non significa necessariamente che le performance future saranno identiche. Secondo Peter Kim, responsabile della strategia globale di investimento di KB Financial Group, potrebbero emergere differenze legate alle strategie industriali delle singole aziende. Micron, Samsung e SK Hynix beneficiano oggi dello stesso aumento dei prezzi delle memorie DRAM, ma in futuro potrebbero essere penalizzate o favorite in modo diverso a seconda degli investimenti effettuati, del mix di prodotti sviluppati e delle politiche americane sulla produzione domestica di semiconduttori. Un altro elemento da monitorare è la crescita della Cina nel settore dei chip. Secondo Kim, i produttori cinesi sono ancora tecnologicamente indietro rispetto ai principali concorrenti internazionali, ma i loro progressi hanno spesso superato le aspettative degli investitori. Un segnale di questa ambizione è arrivato dal debutto in Borsa di ChangXin Technology Group (CXMT), produttore cinese di memorie, le cui azioni sono balzate del 466% nella prima seduta sul mercato STAR di Shanghai, trasformando la società nella più grande azienda cinese quotata nel settore dei semiconduttori. La sfida per gli investitori nei prossimi mesi sarà quindi capire se il boom dell’intelligenza artificiale continuerà a sostenere l’intero ecosistema tecnologico oppure se le valutazioni raggiunte dai titoli legati all’AI richiederanno una fase di normalizzazione. Per ora Corea del Sud e Wall Street viaggiano sempre più nella stessa direzione: un vantaggio quando la corsa continua, ma un rischio maggiore se la spinta dell’AI dovesse rallentare.



Credits: immagine da Magnific

Tags:
corea del sudkospiwall street

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