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27/05/2026
Piazza Affari torna sopra i 50mila punti dopo 26 anni: cosa spinge Milano sui record della bolla dot-com?

Piazza Affari torna sopra i 50mila punti dopo 26 anni: cosa spinge Milano sui record della bolla dot-com?

Il Ftse Mib aggiorna i massimi storici raggiunti all’apice della bolla Internet del 2000. Ecco cosa sta sostenendo la corsa di Piazza Affari.

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Piazza Affari ha riscritto la sua storia. Il Ftse Mib, l’indice che raccoglie le principali società quotate a Milano, ha chiuso a 50.220 punti lunedì 25 maggio superando il vecchio record di 50.109 punti raggiunto il 6 marzo del 2000, in piena bolla dot-com. Per capirci: era l’epoca in cui Internet sembrava poter trasformare qualunque azienda in una miniera d’oro e le Borse correvano spesso più sulle aspettative che sui numeri reali. Poi arrivarono lo scoppio della bolla tecnologica, appunto nei primi anni 2000, l’11 settembre 2001, la crisi finanziaria del 2008, la crisi del debito europeo nel 2010, il Covid nel 2000, il conflitto in Ucraina e infine la guerra Usa-Iran-Istraele. Ventisei anni dopo, Milano è tornata lì, ma con una storia molto diversa alle spalle. Questa volta il rally nasce infatti da utili solidi, dividendi generosi, buyback e un rinnovato interesse degli investitori internazionali per l’Italia. Secondo i dati di Borsa Italiana, il massimo annuo del Ftse Mib è stato fissato lunedì 25 maggio 2026 a 50.220,35 punti; nello stesso giorno l’indice ha guadagnato l’1,43%, con un progresso da inizio anno vicino al 12%.

 

Perché Milano corre

La spinta è arrivata da più motori. Il primo è stato il miglioramento del clima geopolitico: le trattative tra Stati Uniti e Iran hanno fatto sperare in una riapertura dello Stretto di Hormuz e in un calo delle tensioni sul petrolio. Quando il prezzo del petrolio scende, le Borse spesso respirano, perché imprese e famiglie temono meno rincari su energia, carburanti e inflazione. Il secondo motore è tutto italiano: molte società quotate hanno continuato a macinare utili e a restituire soldi agli azionisti sottoforma di dividendi. S&P Global stima per le società del Ftse Mib una crescita degli utili intorno al 9% nel 2026, il ritmo più alto dal 2019, mentre dal dopo-crisi 2007-2008 il mercato italiano avrebbe distribuito oltre 545 miliardi tra dividendi e riacquisti di azioni proprie (che in termine tecnico si definiscono buyback). Il buyback, in parole semplici, è infatti quando un’azienda compra le proprie azioni sul mercato: riduce il numero di titoli in circolazione e, se gli utili restano stabili, aumenta il valore potenziale di ogni singola azione. Provando a fare un esempio pratico: immaginiamo una società che guadagna 100 milioni di euro e ha in circolazione 100 milioni di azioni. Ciò vuol dire che l’utile per azione è pari a 1 (100 milioni di utili diviso 100 milioni di azioni). Se la stessa azienda fa un buyback e compra 10 milioni di azioni, togliendole di fatto dal mercato, a parità di utili i 90 milioni di azioni che rimangono sul mercato avranno un valore più elevato. 

È uno dei motivi per cui gli investitori guardano con interesse a Piazza Affari. Come hanno scritto gli esperti della società di servizi finanziari francese Kepler Cheuvreux, “le attuali valutazioni offrono un profilo rischio-rendimento molto interessante per gli investitori”. Nel senso che garantiscono buoni ritorni a rischio relativamente contenuto. 

 

Dalle banche ai chip: i nuovi protagonisti

Negli ultimi anni Piazza Affari era stata trainata soprattutto dalle banche, favorite dai tassi più alti, che hanno aumentato i margini sui prestiti (erogati con tassi di interesse più elevati). Anche nella seduta del record, Intesa Sanpaolo, UniCredit e Bper hanno guadagnato oltre il 2%. Ma il 2026 ha aggiunto nuovi protagonisti. StMicroelectronics (che produce componenti elettronici per semiconduttori) è diventata una delle storie simbolo del listino: il titolo ha più che raddoppiato la capitalizzazione ed è salito di circa il 156% da inizio anno, spinto dalle attese sulla domanda di semiconduttori, data center e infrastrutture digitali. L’azienda aerospaziale Avio, invece, è volata del 7,2% nella giornata del record, sostenuta dall’interesse per l’economia dello spazio e dalle attese sulla quotazione di SpaceX al Nasdaq. Bene anche Nexi (attiva nel servizio di pagamenti digitali) salita del 6,5% dopo la decisione di Cdp Equity (la holding d’investimento di Cassa depositi e prestiti) di acquisire fino al 29,9% del capitale, una mossa letta dal mercato come segnale di stabilità per un’infrastruttura considerata strategica nei pagamenti digitali. In rialzo anche Diasorin e Amplifon, quest’ultima sostenuta dal giudizio positivo di Kepler. Il quadro, insomma, è più ampio rispetto al passato: non solo banche, ma industria, tecnologia, pagamenti, salute e infrastrutture.

 

Quanto può durare il rally

La domanda ora è se questo record sia un punto di arrivo o una nuova partenza. Le previsioni su Milano al momento rimangono ampiamente positive. Tuttavia, il mercato appare anche “ipercomprato”, cioè è salito molto in poco tempo e potrebbe aver bisogno di una pausa. Tradotto: una lieve inversione di rotta non sarebbe per forza un segnale negativo, ma una fase fisiologica dopo una corsa intensa. Il vero rischio arriva dal contesto esterno: se il petrolio tornasse a salire, se l’inflazione riprendesse forza o se le banche centrali fossero costrette a mantenere i tassi alti più a lungo, la volatilità potrebbe aumentare. Questo perché più gli investitori diventano incerti suo futuro, più acquistano e vendono azioni rapidamente, facendo oscillare molto gli andamenti dei titoli quotati. È qui che si gioca la partita: se gli utili continueranno a crescere e la fiducia sull’Italia resterà alta, Piazza Affari potrà difendere il nuovo record, secondo gli analisti. Altrimenti, il traguardo dei 50 mila punti resterà comunque un segnale importante.

 

Credits: Foto Unsplash



Tags:
ftsemibMilanopiazzaaffari

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