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25/03/2026
Quando un post di Trump muove miliardi sui mercati e il sospetto di insider trading. Cosa è successo

Quando un post di Trump muove miliardi sui mercati e il sospetto di insider trading. Cosa è successo

Dopo un post di Trump su colloqui con l’Iran, mercati e petrolio cambiano direzione. E mentre qualcuno guadagna milioni in pochi minuti, cresce il dubbio: chi sapeva prima?

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C’è stato un momento, lunedì 23 marzo, in cui tutto sembrava già scritto. Le Borse scendevano con decisione, appesantite dall’ennesima escalation in Iran, il petrolio era tornato a quota 110 dollari al barile e il clima sui mercati era quello tipico delle giornate di tensione geopolitica. Poi, all’improvviso, è bastato un post. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha parlato di “colloqui costruttivi” con Teheran. Poche righe, pubblicate sul social X, e il mercato ha cambiato direzione. Gli indizi azionari americani sono balzati di oltre il 2% e in Europa lo Stoxx 600 ha cancellato perdite superiori al 2,2% per chiudere in rialzo dello 0,7%. A fine seduta, il Dow Jones ha guadagnato l’1,38%, l’S&P 500 l’1,15% e il Nasdaq l’1,38%. Il petrolio, che fino a poche ore prima saliva, incorporando il timore di un allargamento della guerra, ha invertito bruscamente la rotta: il Brent è sceso del 10,94% a 99,90 dollari al barile e il WTI del 9,61% a 88,84 dollari. Poco importa che l’Iran abbia inizialmente smentito gli annunci del presidente Usa. I mercati hanno subito reagito. 

 

Milioni mossi in pochi minuti

 

Dopo quel post, come detto, il greggio è sceso e chi era posizionato nella direzione giusta, quindi “in vendita” o “al ribasso” ha guadagnato una “tombola”. Qui è nato il sospetto di insider trading (cioè quando qualcuno compra o vende in Borsa perché conosce in anticipo una notizia importante che il resto del mercato non sa ancora). Non la prova, ma il sospetto. Perché una cosa è indovinare il mercato. Un’altra è farlo con quella precisione, proprio nei minuti che precedono un annuncio capace di spostare centinaia di miliardi di dollari. 

 

La parte delicata, infatti, non è solo il movimento dei mercati dopo le parole del Tycoon. È quello che sarebbe successo pochi minuti prima di quel messaggio, ossia un acquisto anomalo di contratti future sull’S&P 500 per circa 1,5 miliardi di dollari, seguito da un guadagno stimato in circa 50 milioni di dollari in mezz’ora.

 

In questo caso alcuni investitori hanno iniziato a puntare sul futuro rialzo dell’indice S&P500 comprando posizioni che avrebbero guadagnato se il prezzo fosse risalito mentre questo stava, appunto, scendendo. Poi è arrivato il post di Trump ed effettivamente è arrivato il rimbalzo, consentendo quei guadagni stellari.

 

Un altro tassello lo ha aggiunto il Financial Times: circa 15 minuti prima dell’annuncio di Trump, riporta FT, sarebbero stati negoziati sul petrolio circa 6.200 contratti su Brent e WTI, per un controvalore di circa 580 milioni di dollari. Un gestore citato dal quotidiano britannico definisce quel flusso “davvero anomalo” per una giornata priva di eventi programmati capaci di giustificare un movimento così grande. 

 

Il precedente: il caso Maduro

 

Non è la prima volta che accade qualcosa del genere. Il 2 gennaio 2026, poche ore prima dell’operazione americana che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, un trader anonimo ha scommesso circa 30 mila dollari sulla sua caduta. Il giorno dopo ha incassato oltre 400 mila dollari. Le scommesse erano state piazzate su Polymarket, una piattaforma di “prediction market”, cioè un mercato dove si scommette su eventi futuri: elezioni, guerre, decisioni politiche. In teoria serve a misurare le probabilità. In pratica, sempre più spesso sembra diventare uno strumento per monetizzare informazioni sensibili. Il caso Maduro ha sollevato forti sospetti di insider trading, perché chi ha scommesso sembrava sapere in anticipo ciò che sarebbe accaduto.

 

I guadagni col Liberation Day

 

Il precedente più famoso resta però quello del Liberation Day dei dazi. Il 9 aprile 2025 Trump scrisse sui social: “Questo è un buon momento per comprare!”. Poche ore dopo annunciò una pausa di 90 giorni sui nuovi dazi per molti Paesi, pur inasprendo quelli verso la Cina (ne abbiamo parlato qui). Wall Street esplose al rialzo: l’S&P 500 chiuse a +9,5%, il Nasdaq a +12,2% e il Dow a +7,82%. Fu una delle sedute migliori degli ultimi decenni, con circa 4 mila miliardi di dollari riaggiunti alla capitalizzazione dell’S&P 500 in una sola giornata. Il Guardian ricorda che quel post di Trump arrivò poche ore prima della giravolta sui dazi e che subito si accesero accuse di manipolazione del mercato e richieste di indagine.

 

Anche qui il tema non è solo l’annuncio in sé. È la coincidenza fra parole del Presidente, improvvisa inversione della linea politica e operazioni di mercato arrivate poco prima. Reuters racconta che nei minuti precedenti al post furono comprate opzioni call sugli indici americani per milioni di dollari, poi diventate immediatamente molto redditizie. Le “opzioni call “ per i non esperti, sono contratti finanziari che danno il diritto, ma non l’obbligo, di comprare un’attività a un prezzo stabilito oggi, anche se l’acquisto avverrà in futuro. In pratica funzionano così: se pensi che il prezzo di un’azione che oggi vale 100 potrà valere domani 120, l’opzione ti consente di acquistare quell’azione comunque domani al prezzo fissato oggi, più basso. Se il prezzo sale davvero, puoi comprare a 100 qualcosa che vale 120, e la differenza è il guadagno.

 

Un mercato sempre più fragile

 

Il punto, però, non è solo chi guadagna, ma come funzionano i mercati. Sta cambiando il meccanismo di formazione dei prezzi. Un tempo erano i dati economici a muovere i mercati: inflazione, crescita, utili delle aziende. Oggi spesso conta sempre di più la comunicazione. Quando bastano poche righe per cambiare direzione, il rischio è che il prezzo degli asset non rifletta più solo la realtà economica, ma anche la narrazione politica. La guerra in Iran, le tensioni energetiche, le decisioni della Casa Bianca: tutto si intreccia in tempo reale con la finanza. E così, mentre gli investitori comuni inseguono le notizie, qualcuno potrebbe essere già un passo avanti.

 

Credits: Foto Freepik

Tags:
insider tradingPetroliotrump

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