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25/05/2026
SpaceX verso l’Ipo record: come Elon Musk diventa il primo trilionario della storia

SpaceX verso l’Ipo record: come Elon Musk diventa il primo trilionario della storia

La società dei razzi e di Starlink punta a Wall Street con una valutazione fino a 2 mila miliardi di dollari. Ma dietro l’entusiasmo ci sono anche perdite pesanti e una grande scommessa sul futuro.

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SpaceX si prepara allo sbarco in Borsa e, se le attese saranno confermate, non sarà una quotazione qualsiasi. La società fondata da Elon Musk ha depositato i documenti per l’Ipo presso la Sec, l’autorità americana che vigila sui mercati, scegliendo il Nasdaq come listino. Il debutto è atteso per giugno e l’operazione potrebbe raccogliere fino a 75 miliardi di dollari, una cifra enorme che supererebbe di gran lunga il record storico di Saudi Aramco, ferma a 29,4 miliardi nel 2019. Per capire la portata dell’operazione basta ricordare che un’Ipo, cioè un’offerta pubblica iniziale, è il momento in cui una società vende per la prima volta le proprie azioni al mercato. In cambio incassa capitali freschi e diventa acquistabile dagli investitori. Nel caso di SpaceX, però, i numeri sono fuori scala: la valutazione stimata oscilla tra 1.700 e 2 mila miliardi di dollari, con alcune ipotesi che arrivano fino a 2.200. Significa che Wall Street sarebbe pronta a dare a SpaceX un valore vicino a quello dei grandi colossi tecnologici già quotati. Il punto è che SpaceX non viene più raccontata solo come una società di razzi. Nel prospetto si presenta come un gruppo integrato tra spazio, connettività satellitare e intelligenza artificiale. Dentro ci sono i lanci spaziali, Starlink, i progetti su Marte, i satelliti, i data center del futuro e anche xAI, l’azienda di intelligenza artificiale di Musk acquisita all’inizio del 2026 (ne abbiamo parlato qui). È una storia molto ambiziosa, quasi da fantascienza.

 

Musk supera quota mille miliardi

La quotazione di SpaceX ha già avuto un effetto simbolico fortissimo: ha spinto Elon Musk oltre una soglia mai raggiunta prima. Secondo i calcoli di Barron’s, Musk possiede 6,4 miliardi di azioni SpaceX. Sulla base delle ultime transazioni private, arrivate fino a 130 dollari per azione, questa partecipazione varrebbe circa 830 miliardi di dollari. Sommando anche le azioni Tesla e le stock option già maturate, stimate intorno a 290 miliardi, il patrimonio complessivo di Musk arriverebbe a circa 1.100 miliardi di dollari. In altre parole, Musk sarebbe diventato il primo trilionario della storia. Il termine può creare confusione: nel linguaggio finanziario internazionale indica una persona con un patrimonio superiore a mille miliardi di dollari. Non significa però che Musk abbia questa cifra depositata in banca. La gran parte della sua ricchezza è legata al valore delle azioni che possiede. Se Tesla o SpaceX salgono, Musk diventa più ricco; se scendono, il suo patrimonio si riduce. Il dato resta comunque impressionante, perché la ricchezza attuale dell’imprenditore supera il Pil annuo di Taiwan.

 

Starlink corre, ma SpaceX perde miliardi

Dietro l’entusiasmo, però, ci sono numeri da leggere con attenzione. SpaceX cresce molto, ma brucia anche moltissimo denaro. Nel 2025 ha registrato 18,7 miliardi di dollari di ricavi, in aumento del 33% rispetto all’anno precedente. Nel primo trimestre 2026 i ricavi sono saliti a 4,7 miliardi, con una crescita di circa il 15%. Sono dati da grande azienda tecnologica in espansione. Il problema è che le perdite sono altrettanto grandi. Nel 2025 SpaceX ha chiuso con un rosso di circa 4,94 miliardi di dollari; nei primi tre mesi del 2026 la perdita netta è stata di 4,28 miliardi. È come se l’azienda corresse velocissima, ma consumasse una quantità enorme di carburante lungo la strada. Il motivo è semplice: costruire razzi riutilizzabili, sviluppare Starship, lanciare satelliti, investire nell’intelligenza artificiale e immaginare infrastrutture nello spazio richiede spese enormi prima che i profitti arrivino. Il motore più solido oggi è Starlink, la rete satellitare per internet veloce. Gli abbonati sono raddoppiati da 4,4 milioni nel 2024 a 8,9 milioni nel 2025. I ricavi della connettività sono saliti a 11,4 miliardi di dollari e l’utile operativo del segmento ha raggiunto 4,4 miliardi, più del doppio rispetto all’anno precedente. In pratica, Starlink è la parte che genera cassa e sostiene il resto del gruppo. Più fragile, invece, è il ramo dell’intelligenza artificiale, che nel 2025 ha registrato una perdita operativa di 6,35 miliardi. C’è anche il tema dei contratti pubblici. SpaceX è un fornitore chiave per la Nasa e per il Pentagono, e circa un quinto dei ricavi arriva da contratti federali. È un punto di forza, perché garantisce entrate importanti, ma anche un rischio: una parte del futuro dell’azienda dipende dai rapporti con il governo americano e dalle sue priorità politiche.

 

Una scommessa sul futuro

L’Ipo di SpaceX arriva in un momento in cui il mercato delle nuove quotazioni sembra tornare a scaldarsi. Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, ricorda che il mercato delle Ipo è “un indicatore storico del sentiment degli investitori”: quando c’è domanda per nuove quotazioni, spesso significa che il mercato ha più voglia di rischiare. Ed è proprio questo il punto. SpaceX non chiede agli investitori di essere valutata solo per gli utili di oggi, che ancora non ci sono. Chiede di credere a una traiettoria: internet satellitare globale, lanci sempre più economici, intelligenza artificiale, infrastrutture nello spazio e, un giorno, missioni regolari verso Marte. È una promessa enorme, e come tutte le promesse enormi contiene opportunità e rischi. La quotazione di SpaceX sarà quindi molto più di un’Ipo. Sarà un test sulla fame di rischio degli investitori e sulla capacità di Wall Street di dare un prezzo al futuro.

 

Credits: Foto Pexels

Tags:
elonmuskipospacex

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