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Finanza in Page

16/05/2025

Spread in calo, ma debito sempre più alto per l’Italia. Cosa comporta?

Gli interessi da pagare sui titoli di Stato non dipendono dal differenziale BTp-Bund, che pure è un termometro importante in merito alla salute dei nostri conti pubblici. I rischi di un incremento senza controllo dello stock.

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Negli ultimi giorni molto si è detto a proposito dello spread, con il differenziale tra il rendimento del BTp decennale e del Bund tedesco di egual durata sceso in area 100 punti (ne abbiamo parlato qui). Poco considerato, invece, è l’andamento del debito pubblico italiano, che continua a crescere senza soste, dopo aver sfondato il tetto dei 3 mila miliardi di euro. Cerchiamo di capire cosa si nasconde dietro questa apparente contraddizione e quali conseguenze comporta.

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto

 

“Il debito italiano sale ancora, +10 miliardi a 3.034 miliardi, in compenso lo spread scende: più per demeriti della Germania che per meriti dell’Italia”, ha scritto, con una straordinaria sintesi sul proprio profilo LinkedIn, Maurizio Mazziero, economista e analista finanziario, che da anni monitora le dinamiche del debito pubblico.

 

Il riferimento è al fatto che il debito pubblico italiano ha toccato un nuovo massimo storico a marzo: è arrivato a quota 3.033,9 miliardi di euro, in crescita di 9,5 miliardi rispetto a febbraio.

Cos’è lo spread BTp-Bund e cosa indica?

 

Lo spread è la differenza tra il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni (BTp) e quello dei titoli tedeschi equivalenti (Bund). In pratica, indica quanti interessi in più lo Stato italiano deve pagare rispetto a quello tedesco (l’economia da sempre considerata come la più solida della zona euro) per finanziarsi sui mercati. Uno spread basso segnala una maggiore fiducia degli investitori nella capacità dell’Italia di ripagare il proprio debito, mentre uno spread alto indica il contrario. Attualmente il differenziale è intorno a quota 100 punti, mentre cinque settimane fa, dopo l’annuncio dei dazi da parte di Donald Trump, viaggiava a un soffio da 130. A novembre scorso era stata superata questa soglia e a giugno 2024 il differenziale era addirittura superiore a quota 150.

Cos’è il debito pubblico?

 

Il debito pubblico, invece, è la somma di tutti i prestiti che lo Stato ha contratto nel tempo per coprire la differenza tra le spese e le entrate. Quando le prime superano le seconde, lo Stato si finanzia emettendo titoli di debito, che poi dovrà rimborsare con gli interessi. Il fatto che il debito pubblico prosegua nell’ascesa sta a significare che lo Stato italiano continua a spendere più di quanto incassa. Il che dipende da una serie di fattori: il progressivo invecchiamento della popolazione, con tutto ciò che comporta in termini di spesa per la sanità e le pensioni; gli sprechi della mano pubblica; la diffusa evasione fiscale; una crescita debole, che non consente di accelerare sul fronte delle entrate da contributi e imposte.

Qual è la relazione tra debito e spread?

 

Lo spread scende perché, nonostante l’aumento del debito, i mercati percepiscono meno rischi sull’Italia rispetto al passato. Questo è dovuto a diversi fattori.

La situazione politica italiana appare stabile e la legge di Bilancio è considerata in linea con le richieste europee. In altri Paesi europei, come la Francia o la Germania, ci sono state incertezze politiche o economiche che hanno reso meno attrattivi i loro titoli di Stato. Dunque, cresciamo non solo per meriti nostri, ma anche per demeriti altrui.

Cosa comporta questa situazione?

 

Il calo dello spread è un buon segnale per l’economia italiana, ma non risolutivo. Lo Stato paga meno interessi sulle nuove emissioni di debito se scende il tasso che BoT, BTp e così spuntano sul mercato, non in base all’andamento dello spread, che – come detto – è piuttosto un termometro della maggiore rischiosità del nostro debito rispetto a quello tedesco.

 

Dall’ottica degli investitori, se scende il tasso di interesse sulle emissioni governative, si riducono i rendimenti, in parallelo con il calo della rischiosità percepita.

Infine c’è un aspetto da non trascurare. Al di là dello spread, e anche del rapporto tra debito e Pil, indicatore utilizzato spesso per valutare la sostenibilità dell’esposizione di uno Stato, il fatto che lo stock continui a crescere preoccupa. Infatti, le emissioni possono proseguire senza problemi fino a quando si trovano investitori interessati, ma più cresce il dato, tanti più investitori occorre intercettare, e non è detto che alla lunga questo processo sia sostenibile.

 

Credits

Immagine: Pixabay

Tags:
btpdebitospread

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