Luigi Dell'Olio 20/06/2025
Dichiarazione dei redditi: ecco come pagare le imposte sulle cripto entro il 30 giugno
A meno di non voler incorrere in sanzioni, i contribuenti sono tenuti a pagare le imposte Irpef entro il 30 giugno. Ecco perché è opportuno attivarsi da subito per compilare in proprio o affidare la pratica a un professionista. Nel primo caso, è importante seguire con attenzione la nuova normativa relativa agli investimenti in criptovalute, non propriamente semplice da seguire per i non addetti ai lavori.
Quadri da compilare: come orientarsi tra le varie sigle
Per chi utilizza il Modello Redditi Persone Fisiche, occorre compilare il quadro RW, indipendentemente dal fatto che abbia realizzato plusvalenze o meno. Serve per il monitoraggio fiscale delle attività finanziarie detenute all’estero o in wallet digitali, e per il calcolo dell’imposta di bollo sulle cripto-attività (2 per mille sul valore al 31 dicembre 2024). Sullo stesso modello, poi, occorre compilare il quadro RT se sono state realizzate plusvalenze (vendita a un prezzo più alto rispetto a quello di acquisto) superiori alla soglia di esenzione di 2 mila euro annui. Qui si indicano anche eventuali minusvalenze (l’opposto delle plusvalenze, quindi le perdite). Per chi utilizza il Modello 730, dal 2024 è stato introdotto il quadro W per dichiarare sia la detenzione, sia le plusvalenze da criptovalute.
Quando e come dichiarare le criptovalute
Chiunque detenga criptovalute (su piattaforme italiane o estere, wallet o chiavette private) deve sempre dichiararle nel Quadro RW del Modello Redditi Persone Fisiche o nel Quadro W del 730, indicando: il codice del bene (21 per criptovalute); Stato estero (se applicabile); Quota di possesso; Valore iniziale e finale dell’anno (in questo caso il 2024); Giorni di detenzione.
È poi importante informarsi sulla politica della piattaforma alla quale si è iscritti in materia di imposta di bollo. Quest’ultima ammonta al 2 per mille del patrimonio detenuto nel corso dell’anno e riguarda tutte le forme di investimento. Se l’intermediario non la versa per conto del contribuente (quindi come sostituto d’imposta), occorre calcolare e versare il bollo sulle cripto-attività.
Come dichiarare le plusvalenze
La tassazione sulle plusvalenze scatta solo se i guadagni superano i 2 mila euro nel corso dell’anno. Sotto questa soglia, i redditi non sono fiscalmente rilevanti. Il prelievo sui guadagni da cripto è nell’ordine del 26%, che poi è l’aliquota ordinaria nel campo degli investimenti finanziari, mentre i titoli di Stato godono dell’aliquota agevolata al 12,5%.
Qualche esempio pratico può aiutare a comprendere meglio le situazioni nelle quali ci si può trovare:
Mario possiede 1 Bitcoin su un wallet privato. Deve compilare il Quadro RW (o W) indicando il valore al 31 dicembre, anche se non ha mai venduto o scambiato nulla.
Paola ha venduto Ethereum nel 2024 realizzando una plusvalenza di 3 mila euro. Deve compilare il Quadro RT (o T) e versare il 26% di imposta su tutto l’importo (780 euro).
Fabio opera solo su una piattaforma italiana che versa già il 26% sulle plusvalenze. Deve solo dichiarare il possesso delle criptovalute nel Quadro RW (o W), senza ulteriori adempimenti fiscali sulle plusvalenze.
Novità dal 2026: aumenta la fiscalità di settore
A partire dal 2026, è previsto un aumento dell’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da criptovalute: si passerà dall’attuale 26% al 33%. Questo cambiamento avrà un impatto significativo sulla tassazione dei guadagni da cripto-attività, rendendo ancora più importante una corretta compilazione della dichiarazione e una pianificazione fiscale attenta.
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