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Finanza in Page

27/01/2025

Markets Today: Attesa Bce e Fed per i tassi; Arrivano i conti di Big Tech; Test per Mps-Mediobanca; Petrolio ancora giù

Tra mercoledì e giovedì arriveranno le decisioni sul costo del denaro in Usa e Ue, mentre a Piazza Affari l'attenzione è sul risiko bancario. Scende l'oro nero sulla spinta per aumentare la produzione

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Si apre una settimana di dati rilevanti per i mercati finanziari. Mercoledì si chiuderà il meeting della Fed, che verosimilmente lascerà immutati i tassi ufficiali negli Stati Uniti, mentre all’indomani il Consiglio direttivo della Banca centrale europea dovrebbe agire in direzione opposta. I mercati si aspettano un nuovo taglio di 25 punti base, sostenuto dai dati rassicuranti sull’inflazione e da segnali preoccupanti sul fronte della crescita economica. Venerdì, negli Stati Uniti verrà pubblicato il Personal consumption expenditures Index (Pce), il calcolo dell’inflazione preferito dalla Federal Reserve, in quanto tiene conto di un paniere di beni e servizi dinamico, in grado di intercettare eventuali cambiamenti nelle abitudini dei consumatori.

Dopo il calo di venerdì, Wall Street aspetta i conti di Big Tech

Venerdì le Borse Usa hanno chiuso in calo. Una performance che – secondo gli analisti – potrebbe essere letta soprattutto alla luce delle prese di profitto dopo la corsa dei giorni precedenti. Il Dow Jones e l’S&P 500 hanno ceduto entrambi lo 0,3%, il Nasdaq lo 0,5%. Sul fronte societario, nel corso della settimana quattro delle “magnifiche sette” presenteranno i risultati trimestrali: si tratta di Apple, Amazon, Meta e Microsoft.

 

A Pizza Affari test per i titoli del credito e quelli del lusso

A Piazza Affari resta alta l’attenzione sul risiko bancario. In particolare, da monitorare l’evoluzione dell’offerta pubblica di scambio (Ops) totalitaria da 13,3 miliardi di euro di Banca Mps su Mediobanca. Venerdì Mps è scesa del 6,9%, mentre Mediobanca è salita del 7,72%, al di sopra del prezzo offerto dall’istituto senese. La mossa ha avuto un sostanziale avallo dal governo, con la premier Meloni e il ministro del Tesoro Giorgetti che hanno parlato di “operazione di mercato” e l’hanno definita “trasparente”. Focus anche sui titoli del lusso, reduci da una settimana brillante dopo conti migliori delle attese da parte di due gruppi come Richemont e di Burberry. I migliori a Piazza Affari sono stati Moncler (+24,4%) e Cucinelli (+16,8%).

 

Accordi Italia-Arabia Saudita: coinvolte Fincantieri, Leonardo e Pirelli

Nel week-end diversi ministri sono stati in missione in Arabia Saudita, per un bilaterale dal quale sono scaturiti accordi per quasi 10 miliardi di euro, nel quadro di una partnership strategica che rafforza le relazioni fra i due Paesi. Da seguire oggi l’impatto delle intese raggiunte da Fincantieri, Leonardo e Pirelli. La premier Meloni e il principe ereditario Mohammad bin Salman hanno altresì firmato una dichiarazione congiunta che eleva i rapporti bilaterali e avvia una cooperazione strutturata, ha spiegato Palazzo Chigi in una nota.
Tra le iniziative concordate, l’organizzazione nei prossimi mesi di un business forum settoriale e l’avvio di un processo per definire un piano d’azione con priorità condivise.

 

Cala la manifattura cinese; Tokyo male con i titoli dell’elettronica

Frena l’attività manifatturiera in Cina a gennaio. Lo certifica l’indice Pmi, sceso da 50,1 punti del mese precedente agli attuali 49,1 punti. Si tratta della prima contrazione dallo scorso settembre e della più marcata dell’ultimo semestre. La Borsa di Shenzhen ne ha risentito, chiudendo in contrazione dello 0,69%, mentre Shanghai ha sostanzialmente confermato i livelli della vigilia (-0,1%). Domani Borse cinesi chiuse per il Capodanno lunare. Seduta in calo per la Borsa di Tokyo, con il Nikkei che ha terminato la seduta con una flessione dello 0,9% a 39.565,80, trainata la ribasso dalla debolezza dei titoli del comparto high-tech ed elettronico. In particolare, SoftBank ha ceduto l’8,3% e Advantest l’8,6%. Bene, invece, Hong Kong (+0,96%) e Seul (+0,85%).

 

Petrolio ancora in calo per le parole di Trump

Apertura di giornata in calo di oltre mezzo punto percentuale per il petrolio, che la scorsa settimana ha perso il 3%, dopo che Trump ha chiesto a più riprese di tenere bassi i prezzi per “far finire la guerra in Ucraina”. L’appello è stato rivolto soprattutto all’Arabia Saudita, a capo dell’Opec, il cartello dei produttori di greggio.

Oro giù per la forza del dollaro

Scende dello 0,6% l’oro, con le quotazioni zavorrate dalla forza del dollaro, a +0,4% sull’euro (c’è una relazione inversa tra le due asset class, dato che la valuta nella quale viene scambiata la moneta gialla è quella americana) e dalla convinzione diffusa che la Fed non alzerà i tassi (l’oro è visto come un investimento difensivo e prospera nelle fasi di tassi bassi, che possono favorire un’accelerazione dell’inflazione).

 

Credits: Foto Freepick

Tags:
bcefedPetroliotassi

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