Salta al contenuto principale

Finanza in Page

18/08/2026
alta tensione in Medio Oriente; petrolio a 91 dollari; tech in affanno; obbligazionario sotto pressione

Markets Today: alta tensione in Medio Oriente; petrolio a 91 dollari; tech in affanno; obbligazionario sotto pressione

Resta alta la tensione in Medio Oriente dopo la fine della tregua tra Usa e Iran; corrono petrolio e gas; Borse e tech in affano; Intesa Sanpaolo detiene 1 miliardo di dollari di SpaceX.

Ascolta l'articolo Sintesi vocale browser

Resta alta la tensione in Medio Oriente dopo che è scaduta la fragile tregua tra Stati Uniti e Iran. Il presidente degli Usa, Donald Trump, ha minacciato di attaccare l’Oman se il Paese interferirà con gli sforzi statunitensi nello Stretto di Hormuz, mentre il conflitto con l’Iran continua e la finestra di due mesi per i colloqui di pace si è chiusa senza una chiara via d’uscita dalla guerra. Inoltre, l’Iran ha deciso di modificare la propria politica da difensiva a “pienamente offensiva” a causa dell’empasse dei negoziati per fare terminare la guerra con gli Stati Uniti, secondo quanto riferito a Reuters da un alto funzionario iraniano. Infine, una nave cargo è stata colpita da un “proiettile non identificato” nello Stretto di Hormuz, ha riferito la Uk Maritime Trade Operations (Ukmto), secondo cui l’imbarcazione “stava effettuando un transito in uscita” attraverso il canale al momento dell’attacco.

Nessun accordo su Gaza; crolla il gradimento per Trump

Per quanto riguarda, invece, Gaza, Jared Kushner, genero e inviato di Trump, ha lasciato Gerusalemme il 17 agosto senza aver raggiunto alcuna svolta dopo due giorni di colloqui con i leader israeliani e di Hamas sul piano statunitense, attualmente in fase di stallo, volto a porre fine alla guerra a Gaza. Intanto è crollato al 33% negli Stati Uniti il gradimento per Trump, il livello più basso della sua presidenza, con una schiacciante maggioranza degli americani preoccupata che la guerra con l’Iran possa andare avanti a lungo.

Petrolio sopra 91 dollari con tensioni in Medio Oriente; gas a 62 euro

A causa delle tensioni in Medio Oriente, i prezzi del petrolio continuano a trattare in rialzo, con incrementi intorno all’1% e con il greggio europeo che viaggia sopra quota 91 dollari al barile. Gli analisti confermano che i prezzi del greggio stanno aumentando a causa del rinnovarsi delle tensioni geopolitiche, innescate dalle minacce del presidente Trump di ricorrere ad attacchi militari contro l’Oman e dalla sua dichiarazione di non avere fretta di porre fine alla guerra con l’Iran. Prosegue anche il rialzo del gas europeo che questa mattina viaggia sopra i 62 euro per megawattora. Sul valutario il cambio tra l’euro e il dollaro resta sopra 1,15, mentre l’oro è sceso poco sotto quota 4.400 dollari l’oncia.

Borse asiatiche sotto pressione; male i titoli tecnologici

Sul fronte azionario, le Borse asiatiche sotto finite pressione perché l’aumento dei prezzi del petrolio e la nuova crescita dei rendimenti obbligazionari ha più che compensato il ritrovato ottimismo riguardo alla spesa per l’intelligenza artificiale. Il ritracciamento è arrivato dopo diverse sedute di rialzi, con i titoli tecnologici nuovamente sotto pressione in Giappone, Corea del Sud e a Hong Kong. Il Nikkei ha chiuso in ribasso del 2,45%. Il movimento al ribasso è arrivato nonostante un altro importante impegno nell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale. Nvidia ha accettato di sostenere fino a 105 miliardi di dollari di finanziamenti per un nuovo campus di data center di OpenAI in Ohio. Diversi analisti avvertono che il profilo di rischio potrebbe deteriorarsi se il rally dell’AI dovesse perdere slancio, se le tensioni geopolitiche dovessero aumentare o se la Fed dovesse riprendere ad alzare i tassi.

Chiusura in rosso a Wall Street

Gli indici azionari statunitensi sono scesi dopo che Trump ha minacciato attacchi contro l’Oman, nel giorno in cui è scaduto il termine per raggiungere un accordo di pace permanente con l’Iran. Il Nasdaq Composite è sceso dello 0,3% a 26.644,91 punti, l’S&P 500 ha ceduto lo 0,5% a 7.745,06 punti, mentre il Dow Jones è arretrato dello 0,5% a 53.459,78 punti. Tutti i settori, ad eccezione di quello energetico, hanno chiuso in calo, guidati dalle perdite nei comparti dei servizi di comunicazione, dei beni di consumo di prima necessità, dei finanziari e dei beni di consumo voluttuari.

Intesa Sanpaolo detiene quasi 1 miliardo di dollari in SpaceX

A poche settimane dal debutto in borsa di SpaceX si è alzato il velo sull’investimento di Intesa Sanpaolo nella società di Elon Musk. Al 30 giugno la banca guidata da Carlo Messina deteneva 5,7 milioni di azioni di classe A del gruppo aerospaziale, per un controvalore di 966,4 milioni di dollari, secondo il filing depositato presso la Sec. Il documento raccoglie le partecipazioni in società quotate sui mercati statunitensi dichiarate direttamente dalla banca. Tra queste SpaceX è nettamente la principale: da sola rappresenta un terzo dei 2,92 miliardi di dollari riportati nel filing e ha fatto decollare le partecipazioni quotate di Intesa, che a marzo 2026 erano pari a 1,7 miliardi.

Tensioni sull’obbligazionario statunitense e giapponese

Sull’obbligazionario, il rendimento dei Treasury statunitensi a 30 anni è salito al 5,329%, il livello più alto dal giugno 2007, di riflesso alle preoccupazioni degli investitori per l’aumento vertiginoso della spesa pubblica, per l’ondata di emissioni di obbligazioni a lunga scadenza e per l’inflazione persistente. Anche i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni sono saliti fino al al 2,93% dopo aver raggiunto il livello più alto dal 1996, riflettendo aspettative più forti per ulteriori strette monetarie da parte della Banca del Giappone e preoccupazioni riguardo alla situazione fiscale del Paese. Intanto l’asta dei titoli di Stato giapponesi a cinque anni ha registrato la domanda più forte da giugno 2025, proprio poiché i rendimenti elevati hanno sostenuto gli acquisti. Il rapporto tra domanda e offerta (bid-to-cover ratio) è stato pari a 4,15 rispetto al 3,43 registrato nell’asta precedente e a una media di 3,34 negli ultimi 12 mesi. Il rendimento del titolo a cinque anni nell’asta è sceso di un punto base, al 2,15%.

 

Credits: Foto Magnific

 

 

Tags:
Intesa SanpaoloIranPetroliotech

Scopri le soluzioni di investimento che potrebbero interessarti

Iscriviti alla Newsletter

Non perderti gli articoli più interessanti della settimana. Ricevili tutti direttamente via mail!

Altri approfondimenti che potrebbero interessarti

Tutte le notizie di attualità
che non devi perderti e…