Alessandro Cicognani 09/07/2025
Markets Today: Armi a Kiev dagli Usa; Dazi al 50% sul rame; Piazza Affari torna a 40 mila punti; Unicredit al 20% di Commerzbank
È sempre più una settimana “trumpcentrica”. Da lunedì ad oggi sono stati gli annunci dell’inquilino della Casa Bianca a determinare i principali andamenti dei mercati. Tutto è iniziato con le prime 14 lettere tariffarie inviate ad altrettanti Paesi del mondo, che hanno determinato un duro scontro con i leader asiatici. Poi c’è la personale lotta di Trump ai Brics e alle loro politiche considerate “antiamericane”, volte a voler “distruggere il dollaro”. Da ieri il dito è invece puntato verso Mosca e Putin, da cui si aspettava uno stop alla guerra in Ucraina. Nel frattempo, per non farsi mancare nulla, il Tycoon ha trovato anche il tempo di annunciare nuove tariffe su prodotti specifici: 50% per il rame e 200% per i prodotti farmaceutici.
“Putin dice stronzate”, così Trump annuncia nuove armi a Kiev e sanzioni per Mosca
“Putin dice solo stronzate. Sono deluso, francamente, che non si sia fermato”. Donald Trump ha dimostrato ancora una volta di non avere peli sulla lingua e nella serata di ieri ha scelto quell’epiteto diplomatico per annunciare che gli Usa ricominceranno a mandare armi a Kiev, che “deve difendersi” dalla Russia. Il Tycoon ha inoltre evocato sanzioni più dure per Mosca. Diretta la replica del portavoce del Cremlino, Peskov: “Le forniture di materiali bellici all’Ucraina non sono in linea con i tentativi di promuovere una soluzione pacifica”. Mentre sulle sanzioni afferma che “sono illegali”.
Tra due giorni lettera all’Europa; La stoccata di Trump: “sono stati peggio della Cina”
Continuano invece i segnali di distensione con l’Europa. “L’Ue ora ci sta trattando molto bene” ha affermato il presidente degli Stati Uniti durante la riunione di Gabinetto del suo governo, riferendo come il Vecchio Continente sia “a due giorni dall’invio della lettera” che preciserà l’entità dei dazi. Non è mancata però la solita stoccata. “Sono stati tra i più difficili da gestire” ha detto Trump riferendosi a Bruxelles, “molto peggio della Cina”. L’accusa è di aver trattato male le aziende americane da Apple a Google e di usare i giudici per sottrarre soldi al loro Paese. Ora però un accordo è vicino e non ci saranno ulteriori proroghe, tariffe in vigore del primo agosto.
Dazi del 50% al rame e il prezzo crescere del 13%; Tariffe al 200% per i farmaceutici
Quando il presidente Trump ha dichiarato la sua intenzione di imporre una tariffa del 50% sulle importazioni del rame, i prezzi del metallo rosso negli Stati Uniti hanno iniziato a salire senza sosta, fino a raggiungere un nuovo massimo storico di 5,8 dollari per libbra. I contratti futures per il rame sono balzati del 13%, si tratta del più grande aumento di prezzo in un giorno mai registrato dal 1968. Contestualmente, il Tycoon ha annunciato l’introduzione di tariffe fino al 200% sui prodotti farmaceutici. “Le aziende avranno un anno e mezzo di tempo per venire qui – ha detto –, prima che i nuovi dazi entrino in vigore”.
Sui listini frena Wall Street; L’Europa è attesa positiva; Milano sopra i 40 mila punti
Col susseguirsi di queste notizie, i principali listini globali continuano a rimanere sostanzialmente immobili. Ad esempio, lo S&P 500 che la scorsa settimana aveva segnato numerosi record, ieri è sceso dello 0,07%. A Wall Street il Dow Jones ha perso lo 0,37% e il Nasdaq ha guadagnato lo 0,03%. Spostandosi sulle borse asiatiche, la Cina ha aperto in rosso mentre Tokyo leggermente in positivo. In Europa i futures sull’Eurostoxx 600 si muovono in rialzo dello 0,15%. A Milano, Piazza Affari questa mattina ha aperto in rialzo dello 0,3% circa, tornando sopra quota 40 mila punti (40.289). Corrono Prysmian e Azimut (+2,2%), Unicredit e Tenaris (+0,9%).
UniCredit converte derivati e sale al 20% dei diritti di voto in Commerzbank
Oggi puntati proprio su UniCredit e la sua nuova mossa. La banca guidata da Andrea Orcel ha infatti convertito in azioni Commerzbank una parte della propria posizione in derivati, salendo così al 20% del capitale dell’istituto di Francoforte. Le ostilità dei vertici della seconda banca tedesca e della Cancelleria di Berlino alla scalata italiana si erano già rese manifeste, ma ora potrebbero acuirsi. UniCredit era entrata in Commerzbank a inizio settembre 2024 con un pacchetto del 9,9%. Il Gruppo italiano detiene ancora un 9% in derivati, che convertirà “a tempo debito” per raggiungere il 29% dei diritti di voto in Commerzbank.
I prezzi della produzione in Cina crollano del 3,6%, è il dato peggiore da due anni
Nel mese di giugno, i prezzi alla produzione in Cina sono scesi del 3,6% su base annua. Si tratta della flessione più marcata da quasi due anni e ha mandato in rosso Hong Kong, che questa mattina perdeva lo 0,85%. Il dato, peggiore delle attese, riflette l’impatto crescente della guerra dei prezzi che attraversa l’intera economia cinese, già frenata da una domanda interna debole e da un contesto globale incerto. Parallelamente, i prezzi al consumo sono tornati a salire per la prima volta da gennaio, registrando un +0,1% su base annua. Rimanendo sui listini asiatici, Shanghai sale dello 0,3% e il Nikkei dello 0,2%.
Secondo Goldman Sachs lo S&P 500 potrebbe arrivare a 6.900 punti entro un anno
Gli esperti della banca d’affari Goldman Sachs hanno rivisto al rialzo le stime di rendimento per lo S&P 500, il principale indice azionario a Wall Street. Queste le previsioni a 3, 6 e 12 mesi: più 3% (6.400 punti), più 6% (6.600 punti) e più 11% (6.900 punti). La revisione è giustificata da due aspetti principali. Prima di tutto gli economisti si aspettano un allentamento delle politiche monetarie della Federal Reserve più veloce e profondo; Jerome Powell ha annunciato almeno altri due tagli dei tassi nel 2025. Il secondo aspetto sono i fondamentali soldi delle società a maggiore capitalizzazione. I dazi al momento non hanno impattato molto sulla borsa Usa, che viaggia sempre intorno ai massimi.
Offerte fino a 10 miliardi di dollari per l’acquisto di Starbucks China
Starbucks China ha ricevuto offerte per una potenziale vendita di quote. A darne notizia è la CNBC (che ha parlato con tre persone a conoscenza della procedura di negoziazione), secondo cui il ramo cinese della catena di caffè è stato valutato fino a 10 miliardi di dollari. Stando al canale di informazione, circa 30 società di private equity nazionali ed estere hanno presentato offerte non vincolanti, aggiungendo che le proposte sul tavolo valutano l’azienda tra i 5 e i 10 miliardi di dollari. Cifre congrue, visto che la capitalizzazione di mercato di Starbucks si aggira intorno ai 108 miliardi e la sua attività in Cina genera l’8% del fatturato globale.
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