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26/08/2026

Markets Today: Banco Bpm gela Mps; arrivano i conti di Nvidia; Draghi lancia un think tank; i controdazi del Canada agli Usa

Il risiko bancario resta al centro di Piazza Affari dopo il cda di Bpm. Europa verso un’apertura positiva, mentre una Wall Street attendista guarda a Nvidia e all’inflazione

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Il risiko bancario resta il primo tema di Piazza Affari. Il cda di Banco Bpm ha “preso atto” dell’Ops da 25,3 miliardi lanciata da Mps, ma ha messo nero su bianco due obiezioni: l’operazione è un’acquisizione, non la fusione tra pari proposta a giugno, e non riconosce alcun premio agli azionisti di Piazza Meda. Il board tornerà sul dossier dopo gli approfondimenti, mentre il Tesoro ha congelato il 4,8% di Mps per non interferire con la partita. Luigi Lovaglio, intanto, ha scritto al Financial Times contestando l’idea che il piano Mps abbia più rischi di quello di Intesa: Mediobanca è già in integrazione e Banco Bpm e Banca Generali, sostiene, sono due operazioni diverse. Moody’s vede però “notevoli incertezze” di esecuzione. Il prossimo snodo certo è il 10 settembre, quando l’assemblea di Intesa voterà l’aumento di capitale per l’Opas su Mps.

 

Piazza Affari riparte da 52.720 punti: fari sul risiko e sulle operazioni Eni in Egitto

Piazza Affari riparte oggi da 52.720 punti, dopo il +0,34% di ieri del Ftse Mib, sostenuto da Tenaris (+3,74%), Prysmian (+2,9%) e Buzzi (+2,14%), mentre hanno sofferto Moncler (-2,2%) e Brunello Cucinelli (-1,9%). Oggi il faro resta sul risiko: Banco Bpm, Mps, Intesa e Banca Generali saranno ancora al centro degli scambi. Da seguire anche Eni, al lavoro con Bp ed Egyptian Petroleum Corporation sul giacimento Denise West, e l’ex Ilva: CE Industries si aggiunge a Jindal, Flacks e alla cordata italiana, portando a quattro i potenziali acquirenti. Sullo sfondo, il rendimento del Btp decennale scende intorno al 4%, in calo.

 

Europa attesa in rialzo in apertura; EssilorLuxottica paga l’addio di Del Vecchio

Intanto l’Europa si prepara a un avvio leggermente positivo, con il future sull’Eurostoxx 50 in rialzo dello 0,1% alle 8.30, aiutato dal calo del petrolio. Ieri le borse hanno chiuso in ordine sparso: Francoforte +0,56%, Londra +0,3%, mentre Parigi e Madrid hanno ceduto lo 0,16%. A pesare sul listino francese è stata anche EssilorLuxottica, scesa dell’1,6% a 159,55 euro dopo l’addio di Leonardo Maria Del Vecchio, presidente con deleghe di Ray-Ban. Per la successione circola il nome interno di Stefano Butturini. Oggi attenzione anche alla Bce: Isabel Schnabel ha ribadito che, con l’inflazione ancora rischiosa, i tassi potrebbero salire.

 

Draghi lancia il think tank Rhine Group per rilanciare la competitività europea

La politica europea si arricchisce nel frattempo di una novità. Mario Draghi ha lanciato il Rhine Group, think tank creato insieme a Patrick Collison, fondatore e ceo di Stripe. L’obiettivo è trasformare le raccomandazioni del rapporto Draghi sulla competitività in una vera agenda di riforme, con studi e incontri tra economisti, imprese e politica. Tra gli italiani: Andrea Pignataro di Ion, Luca Ferrari di Bending Spoons, Lucrezia Reichlin, Francesco Decarolis, Beatrice Weder di Mauro, Francesco Giavazzi e Vittorio Colao. Il gruppo, indipendente e apartitico, ha sede a Ginevra e sarà coordinato dall’economista ed ex eurodeputato Luis Garicano. Obiettivo: accelerare le riforme.

 

Asia in rimbalzo grazie alla tecnologia; l’inflazione australiana sorprende al rialzo

Passando all’Asia, questa mattina i listini salgono con la tecnologia che recupera terreno in attesa dei conti di Nvidia e il petrolio in calo che riduce le paure sull’inflazione. Il Nikkei guadagna circa lo 0,6%, il Kospi oltre l’1%, mentre Hong Kong sale dello 0,7%; in Cina il Csi 300 avanza vicino all’1% e Shanghai dello 0,6%. Bene i semiconduttori: Samsung Electronics sale quasi del 2% e SK Hynix oltre l’1%. In controtendenza l’Australia, dove l’indice di riferimento arretra leggermente dopo un’inflazione superiore alle attese (+3,5% il dato annuo), complicando il lavoro della banca centrale.

 

Wall Street guarda ai numeri di Nvidia questa sera; alle 14.30 il dato sull’inflazione

Wall Street arriva all’appuntamento clou della giornata dopo una seduta positiva: Dow Jones +0,30% a 53.577 punti, S&P 500 +0,32% e Nasdaq +0,66%. Questa mattina i future sono poco mossi. Tutti gli occhi sono sui conti di Nvidia, attesi dopo la chiusura: il consenso FactSet indica utili per azione di 2,09 dollari e ricavi per 92,28 miliardi. La trimestrale è vista come un test per l’intero rally dell’intelligenza artificiale. Prima, alle 14.30 italiane, arriverà il Pce di luglio, l’indicatore d’inflazione preferito dalla Fed: il mercato si aspetta +0,1% mensile e +3,6% annuo. Sullo sfondo resta il debutto di Warsh a Jackson Hole: il forum economico si terrà dal 27 al 29 agosto.

 

Gli smart ring di Oura verso l’Ipo mentre si scaldano anche SB Energy e Inspire

A Wall Street si scalda anche il mercato delle Ipo. Oura, produttore di smart ring, valuta il debutto tra settembre e ottobre con una valutazione superiore agli 11 miliardi di dollari dell’ultimo round. In fila ci sono anche SB Energy, sostenuta da SoftBank, Switch, Nscale e Inspire Brands, proprietaria di Dunkin’. Le Ipo tradizionali Usa hanno già raccolto 137 miliardi nel 2026, vicine al record di 156 miliardi del 2021. A fare da calamita restano i colossi AI: Anthropic potrebbe arrivare in Borsa già in autunno, mentre OpenAI potrebbe slittare al 2027. Calendario Ipo sempre più affollato a Wall Street.

 

Trump porta il nucleare saudita al Congresso; petrolio in discesa a 86 dollari

Parlando di geopolitica, Donald Trump ha inviato al Congresso l’accordo sul nucleare civile con l’Arabia Saudita, per esportare tecnologia americana e costruire reattori AP1000. Il Congresso avrà 90 giorni di sessione per esaminarlo, mentre gli esperti contestano l’assenza di un divieto permanente all’arricchimento dell’uranio. Sul fronte Iran, Teheran e Oman discutono un corridoio marittimo temporaneo nello Stretto di Hormuz e operazioni di sminamento. La minore tensione militare spinge il petrolio giù: Brent intorno a 86 dollari, in calo di oltre il 2%, Wti vicino a 80. Il calo del greggio aiuta anche i bond.

 

Il Canada risponde a Trump: dazi su 20 miliardi di merci Usa dall’8 settembre

Il Canada ha invece deciso di rispondere ai nuovi dazi di Donald Trump. Ottawa ha annunciato controtariffe su circa 20 miliardi di dollari di merci statunitensi, con aliquote dal 15% al 50% su oltre 700 prodotti, tra cui acciaio, alluminio, latticini, elettrodomestici, legno, carta e abbigliamento. Le misure entreranno in vigore l’8 settembre e comprendono dazi del 50% su acciaio e alluminio Usa. Il governo canadese ha inoltre varato un pacchetto da 7,5 miliardi a sostegno di imprese e lavoratori. La risposta arriva dopo il fallimento dei negoziati e i nuovi dazi americani al 50%.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
Banco BpmdazidraghiNvidia

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