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04/08/2026

Markets Today: Bruxelles stringe contro l’AI; volano i conti di Palantir; Dow da record; 25 Stati contro i dazi di Trump

OpenAI e Anthropic sotto pressione in Europa mentre DeepSeek e Alibaba rilanciano la sfida cinese. Petrolio in ripresa con la guerra in Iran: Trump attacca i guadagni delle major

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L’intelligenza artificiale si sveglia circondata da fronti aperti. La prima notizia arriva da Bruxelles: dal 2 agosto la Commissione europea può infatti ispezionare i modelli di uso generale, imporre correzioni e comminare sanzioni fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato globale: nel mirino finiscono anzitutto OpenAI e Anthropic. Per OpenAI arriva anche l’offensiva di Apple, che ha chiesto a un giudice Usa un’ingiunzione per impedire alla società e a due suoi ex dipendenti di utilizzare presunti segreti commerciali. Intanto riparte la sfida cinese: DeepSeek torna alla ribalta con V4-Flash, modello che promette costi fino a cento volte inferiori, mentre Alibaba accelera con Qwen3.8-Max.

 

I conti di Palantir sorprendono il mercato; Amazon entra nel club dei 3 mila miliardi

Proseguono poi i conti delle grandi del tech. Palantir a mercati chiusi ha riacceso l’entusiasmo per l’AI con una trimestrale oltre le attese. Nel secondo trimestre i ricavi sono saliti del 93% a 1,94 miliardi di dollari e quelli commerciali negli Usa del 149%. Il gruppo ha alzato le stime 2026 a 8,15-8,16 miliardi, quasi il doppio dei 4,48 miliardi del 2025, mentre il titolo è balzato di oltre il 10% nell’after hours. Festeggia anche Amazon: dopo il rally post-conti (+21% il titolo nell’ultime settimana), la società ha superato i 3 mila miliardi di capitalizzazione, spinta dalla domanda di cloud per l’AI.

 

Wall Street cerca il bis dopo il record del Dow Jones; in arrivo oggi i Jolts statunitensi

Wall Street prova dunque a proseguire il rally, con i future sui principali indici leggermente positivi. Ieri il Dow Jones ha guadagnato l’1,32% e chiuso al nuovo massimo storico di 53.178 punti; l’S&P500 è salito dell’1,48% e il Nasdaq del 2,13%, sostenuti dalle big tech e dalla discesa del petrolio. Oggi l’attenzione torna sul lavoro con le offerte Jolts, attese in calo da 7,594 a 7,45 milioni, primo test sul raffreddamento dell’occupazione statunitense. Il passaggio decisivo arriverà venerdì con i Nonfarm Payrolls del mese di luglio e il tasso di disoccupazione, previsto in rialzo dal 4,2% al 4,3%.

 

Tokyo debole con lo yen sempre più forte; a sorpresa scende l’inflazione a Seul

L’Asia chiude invece ancora debole, senza lasciarsi trascinare dal rally del Nasdaq. Il Nikkei ha viaggiato sempre in rosso, salvo uno spunto rialzista sul finale, il Kospi ha perso l’1,3% e Hong Kong lo 0,7%, mentre Shanghai si è mossa sopra la parità. A Tokyo pesano la forza dello yen e le vendite sui tecnologici: SoftBank ha perso il 2,4%, mentre la valuta giapponese resta al centro dell’attenzione dopo l’intervento coordinato di Stati Uniti e Giappone e scambia intorno a 157 sul dollaro. Dalla Corea del Sud arriva intanto un’inflazione più debole del previsto: a luglio il Cpi è rallentato dal 3,2% al 2,8%, minimo da tre mesi.

 

Europa attesa in rialzo; utili semestrali record per Hsbc a 15,3 miliardi di euro

Le borse europee sono attese in rialzo dello 0,45%, vicine ai massimi (dati future sull’Eurostoxx 50 alle 8.30), dopo la chiusura positiva di ieri: Francoforte +1,5%, Parigi +1,2%, mentre Londra ha ceduto lo 0,1%. A sostenere il sentiment sono ancora tecnologia e trimestrali. In particolare Hsbc ha battuto le attese sugli utili (pari a 15,3 miliardi di euro nel primo semestre 2026, +23%) e riavviato il buyback, mentre Lufthansa ha deluso per l’aumento dei costi del carburante; oggi sono attesi anche i conti di Continental e Bayer. Attenzione infine al livello delle acque del Reno, sceso ai minimi da quasi 150 anni, con effetti sui trasporti e sui costi logistici.

 

Piazza Affari guarda ai conti di Buzzi, Banca Ifis e Credem; Ferragamo torna in utile

Piazza Affari riparte dai 52.871 punti, dopo il rialzo dell’1,34% di ieri. La seduta sarà guidata soprattutto dai conti societari: sono attesi i risultati semestrali di Buzzi, Banca Ifis, Credem e Safilo, mentre il mercato continuerà a valutare il ritorno all’utile di Ferragamo di ieri, pari a 1,5 milioni di euro (ricavi a 468 milioni). Riflettori anche su Stellantis dopo i dati delle immatricolazioni italiane e su Eni e Saipem, chiamate a reagire al nuovo rialzo del petrolio dopo le vendite di lunedì. Sul fronte macro, l’Istat pubblicherà le vendite al dettaglio di giugno, mentre il Tesoro ha comunicato per luglio un avanzo del fabbisogno statale di 13,4 miliardi.

 

Auto in Italia: la crescita rallenta ma avanzano ancora i marchi cinesi

Occhi sul mercato dell’auto italiano oggi, che cresce a luglio ma perde velocità. Le immatricolazioni sono state 123.184, il 3,9% in più rispetto a un anno fa, ma in frenata rispetto al +10,6% di giugno. Nei primi sette mesi il totale sale a 1,06 milioni di vetture, +8,9%. Stellantis ha registrato un +3,8%, in linea con il mercato, con una quota del 25,9% e sarà tra gli osservati speciali a Milano. Continua intanto l’avanzata cinese. Byd ha più che raddoppiato le vendite, +127% a 4.466 auto e una quota del 3,63%, mentre Omoda e Jaecoo di Chery sono balzate del 168,5% a 3.786 unità. Tesla è invece crollata del 77% a sole 105 immatricolazioni.

 

Venticinque Stati fanno causa a Trump sui nuovi dazi e chiedono che vengano bloccati

Si chiude sulla geopolitica, perché la battaglia sui dazi di Donald Trump torna nelle aule di tribunale. Una coalizione di 25 Stati a guida democratica ha citato l’amministrazione davanti alla Corte per il commercio internazionale, contestando le tariffe del 10% e del 12,5% imposte sulle merci provenienti da 60 partner commerciali. Secondo i ricorrenti, la Casa Bianca avrebbe utilizzato la Sezione 301 del Trade Act per ricostruire un sistema di dazi generalizzati già bocciato dalla Corte Suprema. I Paesi colpiti rappresentano il 99,4% delle importazioni Usa. La causa chiede di bloccare e annullare le tariffe.

 

Iran: il petrolio risale e Trump attacca i maxi-profitti delle major Exxon e Chevron

Restano contrastanti i segnali sulla guerra con l’Iran: Trump sostiene che i colloqui sono in corso, mentre Teheran nega negoziati diretti. Il Brent risale verso 85 dollari e il Wti oltre 81, recuperando parte del crollo di lunedì. Il caro greggio continua intanto a gonfiare i bilanci delle major: Saudi Aramco ha chiuso il trimestre con un utile netto rettificato di 33,4 miliardi di dollari, BP con 5,7 miliardi. Trump è intervenuto attaccando Exxon e Chevron, accusandole di avere guadagnato “troppo” e chiedendo prezzi più bassi: Chevron ha quadruplicato gli utili a 12 miliardi, Exxon li ha raddoppiati a 14,5.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
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