Alessandro Cicognani 16/07/2026
Markets Today: Chip di nuovo in caduta; Sk Hynix perde l’11%; la Corea alza i tassi; utili record di Tsmc; oggi cda Mps su Intesa
Semiconduttori, dalle stelle al capitombolo nel giro di poche ore. Dopo due sedute in cui i chip avevano sostenuto le borse, questa mattina il settore si è risvegliato sotto una pioggia di vendite dall’Asia agli Stati Uniti. Il caso più clamoroso resta IBM: il titolo ha perso circa il 27% tra martedì e ieri, cancellando 65 miliardi di dollari di capitalizzazione e andando contro la narrativa positiva che aveva accompagnato il comparto dall’inizio della settimana. Ora la paura è che non sia solo un incidente aziendale, ma il segnale di una rotazione più profonda dentro il tech. Questa mattina i big asiatici dei chip hanno chiuso tutti in rosso, a testimonianza di quanto il mercato sia diventato nervoso nonostante i forti risultati economici.
SK Hynix scivola dell’11%; Alibaba e Baidu siglano accordo con Apple e salgono del 5%
Come anticipato, a Seul SK Hynix ha ceduto oltre l’11%, cancellando il rialzo vicino al 10% segnato ieri, mentre Samsung ha perso più del 7%. In generale l’indice Kospi ha archiviato la seduta con un -4,6%. Le vendite hanno colpito anche Tokyo: Nikkei in calo di circa il 3%, con Advantest, Tokyo Electron e SoftBank giù tra il 5% e il 7%. In Cina il quadro è opposto: Shanghai ha arretrato dello 0,8%, ma Hong Kong è salita di oltre il 2% grazie ad Alibaba e Baidu, in rialzo di circa il 5% e il 4% dopo il via libera di Pechino all’integrazione dei loro modelli di AI nei servizi Apple per gli utenti cinesi.
Tsmc: utile record e ricavi in crescita del 36% per il colosso taiwanese dei chip
Nel pieno della tempesta sui chip, Tsmc ricorda al mercato che la domanda legata all’intelligenza artificiale resta comunque robusta. Il colosso taiwanese ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto record di 706,6 miliardi di dollari taiwanesi, in aumento del 23,4% e sopra i 632,6 miliardi attesi dagli analisti. I ricavi sono saliti del 36% a 1.270 miliardi di dollari taiwanesi, circa 39,5 miliardi di dollari Usa. Il 77% delle vendite di wafer è arrivato dai processi utilizzati per i chip più potenti. Il titolo, già in rialzo di oltre il 58% da inizio anno, ha guadagnato circa l’1%, ma senza spegnere il nervosismo globale.
La Corea alza i tassi al 2,75% a causa dell’inflazione: è la prima stretta in tre anni
Rimanendo in Asia, questa mattina dalla Corea del Sud è arrivata una svolta monetaria. La banca centrale ha alzato i tassi di 25 punti base, dal 2,50% al 2,75%: è il primo aumento da gennaio 2023 e apre un nuovo ciclo di stretta. La decisione era attesa, ma pesa in una giornata difficile per il Kospi. A spingere la Bank of Korea è un’inflazione salita al 3,2% a giugno, massimo dal 2023 e sopra l’obiettivo del 2%. Il boom dei chip sostiene esportazioni, salari, bonus e domanda interna, mentre il won debole rende più costosa l’energia importata. Il governatore Shin Hyun-song ha lasciato intendere che potrebbero arrivare altri rialzi.
Wall Street attesa positiva in apertura; PayPal su del 16% con offerta di Stripe e Advent
Quanto a Wall Street, questa mattina si prepara a un avvio leggermente positivo, con i future su Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq in rialzo di circa lo 0,1%, ma i semiconduttori restano sotto pressione dopo i ribassi di Micron, Intel, Marvell e Sandisk. Ieri gli indici hanno chiuso in verde: Dow +0,29%, S&P 500 +0,38% e Nasdaq +0,62%, sostenuti dalle big tech e dal calo dello 0,3% dei prezzi alla produzione a giugno. Oggi il mercato attende ulteriori dati macro: vendite al dettaglio e richieste settimanali di sussidio. Tra i titoli osservati c’è PayPal, balzata del 16% nel premarket dopo l’offerta da 53 miliardi di Stripe e Advent, pari a 60,50 dollari per azione. La società non ha ancora dato una risposta ufficiale.
Volkswagen in crisi: Berlino apre agli acquirenti cinesi; Europa attesa in verde oggi
Passando all’Europa, i listini del Vecchio continente sono attesi in leggero rialzo, con il future sull’Eurostoxx 50 avanti di circa lo 0,25% alle 8.30, nonostante il tonfo asiatico dei chip e le tensioni in Medio Oriente. Ieri la seduta è stata debole: Francoforte -0,5%, Londra -0,15%, mentre Parigi ha tenuto con un +0,15%. Oggi focus sulla crisi di Volkswagen, impegnata in una ristrutturazione che potrebbe portare fino a 100 mila esuberi entro il 2030. La notizia più importante è però arrivata in serata per voce del cancelliere Friedrich Merz, che ha aperto alla possibilità che gruppi cinesi comprino fabbriche tedesche in difficoltà: una soluzione “estrema”, ma che Berlino non intende impedire.
Oggi il cda di Mps: si prevede una richiesta di rilancio all’offerta di Intesa Sanpaolo
A Piazza Affari il Ftse Mib riparte da 52.411 punti, dopo il calo dello 0,85% di ieri, con il listino appesantito dal -4% di Stm e dal-3,85% di Technoprobe. Oggi i riflettori sono tutti su Mediobanca: si riunirà infatti per la prima volta il cda dopo l’offerta di Intesa Sanpaolo. Secondo le indiscrezioni, probabilmente verrà chiesto un rilancio all’offerta all’istituto torinese. Attenzione anche a Unicredit, visto che il cancelliere Friedrich Merz ha cambiato tono sul dossier Commerzbank, chiarendo che Berlino non bloccherà una fusione o acquisizione, pur criticando il modo in cui la banca tedesca è stata avvicinata.
Mediolanum vende Flowe agli sloveni di Dinit che entrano così nel mercato italiano
Occhi puntati anche su Banca Mediolanum, che cede Flowe a Dinit Card Services chiudendo così un capitolo non più strategico. La società slovena dei pagamenti ha battuto Nexi, Bancomat e Numia, acquistando la fintech per circa 500 mila euro. Un prezzo contenuto perché Flowe resta in perdita, anche se il rosso è sceso a 8,4 milioni nel 2025. Mediolanum smetterà così di coprirne i conti, mentre Dinit entrerà nel mercato italiano e potrà valorizzare un patrimonio di circa 10 milioni. Il piano è sviluppare il business B2B nei pagamenti. Ora manca solo l’autorizzazione di Bankitalia.
Nuovi raid Usa contro l’Iran; Trump impone dazi del 25% al Brasile
Infine uno sguardo alla geopolitica, che continua a rimanere il grande rischio sullo sfondo. Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro siti iraniani e ripristinato il blocco navale vicino allo Stretto di Hormuz, mentre Teheran minaccia ritorsioni. Trump sostiene che l’Iran voglia trattare, ma per ora ci sono poche certezze. Il Fmi ha tra l’altro detto ieri che l’economia globale ha oggi minori capacità di assorbire l’impatto di nuove tensioni su Hormuz. Intanto Washington ha imposto dazi del 25% su molte merci brasiliane dal 22 luglio, accusando Brasilia di pratiche scorrette; restano esclusi alcuni prodotti strategici. Un nuovo fronte commerciale che si aggiunge alle tensioni militari e rende ancora più fragile il quadro dei mercati.
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