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09/06/2026

Markets Today: Corre il tech; Bending Spoons si quota al Nasdaq; vola l’export cinese; Mps prende tempo sul risiko

La tecnologia torna protagonista sui listini con le grandi ipo dell’AI. Rimane però incerto il quadro geopolitico, con Iraq ed Emirati che accelerano su nuovi oleodotti

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Si riparte dalla geopolitica questa mattina. Iraq ed Emirati Arabi Uniti stanno infatti accelerando sui nuovi oleodotti alternativi allo Stretto di Hormuz, la rotta da cui passa una parte enorme del greggio mondiale e che la guerra in Medio Oriente ha reso sempre più fragile. La prospettiva di nuove vie d’uscita per il petrolio del Golfo ha raffreddato i prezzi: il Brent è tornato in area 93 dollari al barile, dopo che ieri era tornato a sfiorare i 100 dollari. Il problema, però, resta politico e militare: Netanyahu ha avvertito che la guerra con Iran e Hezbollah “non è finita”, mentre Trump prova a frenare Israele e a tenere in piedi il negoziato. Il risultato è un mercato meno in panico, ma ancora appeso a ogni dichiarazione che arriva da Washington, Tel Aviv e Teheran.

 

Il tech torna a vedere positivo a Wall Street; domani test inflazione per gli Stati Uniti

In questo clima incerto, Wall Street è tornata a guardare con positività al tech. Ieri il Nasdaq ha chiuso in rialzo dello 0,9%, l’S&P 500 è salito dello 0,3%, mentre il Dow Jones ha perso lo 0,16%. A guidare il recupero sono stati i semiconduttori, dopo lo scivolone della scorsa settimana: Micron ha corso di oltre il 10%, Nvidia è salita di quasi il 2% e Broadcom ha recuperato terreno. Oggi i futures restano positivi, ma domani arriva il dato sull’inflazione Usa, ultimo grande test prima della Fed del 17 giugno. Se i prezzi dovessero sorprendere al rialzo, la banca centrale potrebbe ragionare anche su possibili rialzi dei tassi.

 

Ipo a Wall Street: OpenAI deposita le carte e Perplexity pronta a quotarsi nel 2028

La saga delle grandi ipo tecnologiche si allunga. Perplexity ha fatto sapere di volersi quotare in Borsa nel 2028, indipendentemente da come andranno le quotazioni dei rivali. Nel frattempo, OpenAI ha formalmente depositato le carte per l’ipo, prevista a settembre, mentre l’altra grande dell’intelligenza artificiale, Anthropic, sbarcherà sul listino americano entro fine anno. È infine sempre più vicino il debutto al Nasdaq di SpaceX, che questo venerdì (12 giugno) suonerà la campanella per quella che si preannuncia come l’offerta pubblica iniziale più grande della storia.

 

Anche l’italiana Bending Spoons annuncia la quotazione al Nasdaq

C’è anche un nome italiano nella grande corsa alle quotazioni tech americane. Bending Spoons ha depositato alla Sec la documentazione per l’ipo al Nasdaq e ha previsto un aumento di capitale fino a 120,2 milioni di nuove azioni, pari a circa il 14-15% della società. Il gruppo guidato da Luca Ferrari punta a raccogliere oltre 4 miliardi di dollari, con una valutazione che potrebbe più che raddoppiare rispetto agli 11 miliardi dell’ultimo round. Nel 2025 i ricavi sono stati pari a 2,6 miliardi. La quotazione servirebbe soprattutto a finanziare nuove acquisizioni, il vero motore della crescita del gruppo negli ultimi anni.

 

Asia positiva grazie al tech: il Kospi vola del 7,5% con Samsung e SK Hynix

Il ritorno degli acquisti sui chip ha spinto anche l’Asia. Il Kospi sudcoreano è balzato del 7,5% questa mattina, recuperando dopo tre sedute difficili e dopo lo scivolone dell’8,3% si ieri. Samsung Electronics ha guadagnato oltre l’8%, mentre SK Hynix è salita del 13,6% grazie anche a una nuova partnership con Nvidia. Bene anche Tokyo, con il Nikkei in rialzo del 2,25% e Tokyo Electron in corsa di quasi il 10%. Più caute Hong Kong e Australia, mentre Shanghai è salita dello 0,8% beneficiando dei dati sul commercio estero.

 

I chip per l’AI spingono alle stelle l’export cinese verso gli Usa; domani test inflazione

La Cina ha infatti sorpreso i mercati con esportazioni in crescita del 19,4% a maggio, meglio del +15% atteso dagli economisti e in accelerazione rispetto al +14,1% di aprile. Ancora più forte il rimbalzo delle spedizioni verso gli Stati Uniti, salite di circa il 35%, il ritmo più alto da cinque anni. A trainare sono tecnologia, circuiti integrati, prodotti legati all’AI e filiere verdi. Il surplus commerciale è salito a 105,4 miliardi di dollari, ma resta il nodo della domanda interna. Domani arriverà anche il test sull’inflazione cinese, utile per capire se Pechino avrà più spazio per nuovi stimoli all’economia.

 

Il caso: il Pentagono accusa Alibaba, Baidu e Byd di sostenere l’esercito cinese

Nel frattempo, però, la distensione tra Washington e Pechino resta fragile. Il Pentagono ha inserito Alibaba, Baidu e Byd nella lista delle società considerate vicine o utili all’apparato militare cinese. Non si tratta di sanzioni immediate, ma il messaggio politico è pesante: il Dipartimento della difesa non potrà stipulare contratti diretti con queste aziende e dal 2027 scatteranno limiti anche sugli acquisti indiretti. I mercati per il momento hanno comunque reagito con freddezza: Alibaba è rimasta poco mossa, Baidu e Byd hanno chiuso intorno al +1%.

 

Europa prudente: listini attesi deboli prima della riunione di giovedì della Bce

In Europa la seduta parte con più cautela. Il future sull’Eurostoxx 50 indica un avvio in calo di circa lo 0,25% alle 8.30, nonostante il petrolio sia rientrato dai massimi. Ieri le borse europee hanno chiuso deboli, frenate dalle tensioni geopolitiche. Francoforte e Parigi hanno archiviato la seduta in rosso, mentre Milano è salita dello 0,6% grazie al settore bancario. Il mercato guarda già alla Bce di giovedì 12 giugno: Francoforte dovrebbe alzare il tasso sui depositi al 2,25% e le parole di Lagarde saranno decisive per capire le prossime mosse.

 

Piazza Affari guarda alle banche dopo l’opas di Intesa; Mps valuta e prende tempo

Quanto a Milano il faro resta acceso sulle banche. Ieri il Ftse Mib, spinto dal risiko, ha chiuso in rialzo dello 0,6%, riportandosi a 50.208 punti. Dopo l’opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps (ne abbiamo parlato qui), il titolo di Mps è salito di quasi il 13%, Mediobanca del 12%, Bper del 5,2% e Unipol del 4,5%. Intesa ha invece perso l’1,4% e Unicredit il 2%. In serata il cda di Mps ha intanto deciso di prendere tempo sulla proposta di fusione alla pari arrivata da Banco Bpm, e ha comunicato di star valutando l’offerta arrivata da Intesa. Offerta, quest’ultima, che è ora al vaglio delle autorità di vigilanza. Oggi il settore resterà il grande osservato speciale.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
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