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16/10/2025
Debito globale al 100% nel 2029; Trump e Xi verso l'incontro; Lvmh su del 12%; banche italiane ancora in rosso

Markets Today: Debito globale al 100% nel 2029; Trump e Xi verso l’incontro; Lvmh su del 12%; banche italiane ancora in rosso

Il mercato atteso a due velocità questa mattina. Wall Street positiva nonostante il sedicesimo giorno di shutdown. Europa negativa con gli Usa che cercano una sponda anti Cina.

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In primo piano ancora le tensioni tra Stati Uniti e Cina. Gli esponenti delle due potenze non abbandonano i toni a volte aspri, ma alla fine il mercato sembra convinto che l’obiettivo sia quello di trovare un’intesa. I funzionari sono infatti al lavoro per organizzare un incontro Trump-Xi. A Wall Street è andata in onda una seconda giornata all’insegna della volatilità, con gli indici che a fine seduta hanno chiuso positivi. E questo nonostante ieri al senato Usa sia fallito un altro tentativo per finanziare il governo federale. Gli Stati Uniti sono quindi entrati ufficialmente nel loro sedicesimo giorno di shutdown. A due velocità l’Europa, con Francoforte e Milano sottozero ieri e Parigi che, invece, è balzata del 2% trainata dall’ottimo andamento del lusso. Sempre più su l’oro, ora scambiato a 4.250 dollari l’oncia.

 

Allarme debito globale: secondo l’Fmi arriverà alla soglia del 100% del Pil entro il 2029

Il Fondo monetario internazionale ha lanciato l’allarme “debito pubblico”. Nel Fiscal Monitor l’istituto ha aggiornato le sue stime. E ora il debito globale è visto arrivare alla soglia del 100% del Pil entro il 2029, non più nel 2030. Sarebbero i massimi dal 1948. “La persistenza della spesa al di sopra delle entrate fiscali spingerà a livelli sempre più alti, minacciando la sostenibilità finanziaria” scrivono gli esperti. È allarme anche sul deficit statunitense: ad avviso dell’Fmi il gettito generato dai dazi di Trump non basterà a mettere in equilibrio i conti. Anzi, come emerso dai Beige Book della Fed, le tariffe trumpiane stanno aumentando i prezzi dei prodotti venduti e a farne le spese sono i consumatori americani.

 

Ancora volatilità a Wall Street con lo scontro Usa-Cina; record per il Russell 2000

A Wall Street il Dow Jones ha chiuso a meno 0,1%, l’S&P500 ha guadagnato lo 0,4% e il Nasdaq ha fatto più 0,7%. Ma i numeri finali non riflettono l’isterismo dei listini. Ieri lo scossone negativo c’è stato verso le 19 ora italiana. Tutta colpa di una dichiarazione del segretario di stato Scott Bessent, che in un gesto del tutto inusuale per i protocolli della diplomazia ha criticato il funzionario cinese Li Chenggang, accusandolo di essere un interlocutore “irrispettoso e difficile”. Da tenere monitorato è infine il Russell 2000. L’indice delle “piccole” quotate statunitensi è salito dell’1,5% ieri, portandosi a un nuovo massimo storico a 2.541 punti. Oggi Wall Street è attesa positiva: +0,14% i futures statunitensi.

 

I ricavi da trading azionario portano 15 miliardi nelle tasche delle banche americane

Intanto va avanti la stagione delle trimestrali, da cui emerge un dato interessante. I sei più grandi istituti finanziari statunitensi hanno chiuso il terzo trimestre dell’anno con ricavi da trading di azioni piuttosto elevati. I continui rally di questi mesi hanno portato nelle tasche degli istituti ben 15 miliardi di dollari. A trainare è Morgan Stanley, che ha battuto la sua rivale storica Goldman Sachs. Ad aprire le danze in Italia sarà Unicredit, che presenterà i suoi conti il 22 ottobre (mercoledì prossimo). Le stime parlano di una pioggia di utili in arrivo per gli istituti italiani, pari ad almeno 6 miliardi di euro.

 

Parigi batte tutti grazie al lusso; Lvmh su del 12% con la ripresa delle vendite in Cina

Passando allora all’Europa, la grande protagonista di ieri è stata la Francia. Il listino principale di Parigi ha infatti chiuso con un balzo del 2%, portandosi così sopra gli 8 mila punti. A dare slancio alla borsa è stato il comparto del lusso, tornato a mettersi in mostra con l’ottima trimestrale del colosso francese Lvmh, che dopo mesi complicati è tornata a stupire il mercato grazie a ricavi da inizio anno per 58 miliardi e alla notizia di una ripresa dei volumi di vendita in Cina. Tutte novità premiate dal mercato, con gli investitori che hanno comprato proprio Lvmh (salita del 12%), ma anche Hermès (+5%) e Kering (+6%).

 

Piazza Affari la peggiore d’Europa; rosso delle banche in vista del contributo in manovra

Il listino francese ha ampiamente sovraperformato Francoforte, che ha chiuso con un meno 0,1%, ma soprattutto Piazza Affari, che con il suo meno 0,4% è stata la borsa peggiore del Vecchio Continente ieri. Sull’onda dell’entusiasmo parigino solo Moncler ha dato prova di forza a Milano, con il titolo salito di un solido 7,7%. Per il resto quasi tutti segni meno, dal meno 5,4% di Nexi, che paga l’abbassamento di giudizio da parte degli analisti di Intesa Sanpaolo, al rosso delle banche, nel mirino del governo che cerca da loro un contributo alla manovra per 4,5 miliardi. Domani la legge di bilancio andrà in Consiglio dei ministri.

 

Europa negativa con gli Usa che cercano una sponda anti Cina; oggi l’inflazione italiana

Oggi l’Europa è attesa negativa in apertura (-0,25% i futures sull’Eurostoxx50 alle 8.30 del mattino), con il segretario Usa Bessent che spinge per una risposta coordinata contro la Cina su terre rare e petrolio russo. Si fa sempre più largo l’ipotesi di dazi mirati all’uso degli asset di Mosca. Il premier francese Lecornu sta invece provando a portare a casa una manovra da 30 miliardi per il 2026. Nel frattempo, andrà in onda una “pioggia” di dati macro. In mattinata è uscito quello sulla produzione industriale in Gran Bretagna ad agosto, cresciuta ad agosto dello 0,4%. Alle 10 è prevista l’inflazione finale a settembre dell’Italia e alle 14:30 le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti.

 

Le incertezze mettono sotto pressione la Cina che si prepara al Quarto Plenum di lunedì

Sotto il peso delle tensioni politiche con gli Stati Uniti, la Cina viaggia in negativo questa mattina. Hong Kong cede lo 0,7%, mentre Shanghai è sotto la parità, a quota meno 0,2%. È crollato in particolare il titolo del produttore cinese di auto elettriche Nio (-12%), portato in giudizio dal fondo sovrano di Singapore perché avrebbe gonfiato i suoi ricavi. Intanto, Pechino si prepara a tracciare la rotta per i prossimi cinque anni. Da lunedì a giovedì prossimi il presidente Xi Jinping e il Comitato Centrale del Partito Comunista si riuniranno per il Quarto Plenum: incontro tenuto una volta ogni cinque anni per definire gli obiettivi economici e sociali del Paese. Bene il Giappone, +1,2% nonostante le incertezze politiche.

 

Gli utili di Tsmc fanno più 40%; l’AI spinge i ricavi del colosso taiwanese dei chip

A Taiwan stupiscono ancora una volta i conti del più grande produttore indipendente di semiconduttori al mondo. Questa mattina Tsmc ha riportato un aumento del 39,1% degli utili del terzo trimestre rispetto all’anno scorso, superando le stime e raggiungendo un nuovo record, dato che la domanda di chip per l’intelligenza artificiale è rimasta forte. I ricavi sono risultati pari a 989,92 miliardi di nuovi dollari taiwanesi (27,72 miliardi di euro), in aumento del 30% rispetto all’anno precedente, e gli utili sono saliti a quota 452,3 miliardi di nuovi dollari taiwanesi (12,7 miliardi di euro).

 

Credits: Foto Freepik

Tags:
banchelvmhUsa-Cina

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