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Finanza in Page

23/09/2026

Markets Today: Dialogo Usa-Iran e petrolio a 98 dollari; Nasdaq record; Mediobanca muove su Bpm; rame ai massimi

I colloqui a New York tra Stati Uniti e Iran mettono un freno al prezzo del greggio e Teheran apre sulla riapertura di Hormuz. Domani grande attesa per il vertice Trump-Xi

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A dettare il passo ai mercati torna la geopolitica. Dopo aver minacciato all’Onu di “annientare” l’Iran in assenza di un accordo, Donald Trump ha riferito di un colloquio di tre ore “molto positivo” tra funzionari americani e iraniani a New York. Il mercato è quindi tornato a credere nella fattibilità di un accordo tra i due Paesi ha subito rimesso prezzo alla diplomazia: il Brent è sceso in area 98 dollari al barile nelle ultime ore, circa il 7% in meno in sette giorni, mentre il Wti viaggia attorno a 89 dollari. Teheran ha fatto inoltre sapere di poter riaprire Hormuz entro una settimana se Washington ridurrà la pressione militare e revocherà il blocco dei porti. Sullo sfondo resta l’ipotesi di un incontro Trump-Pezeshkian (presidente dell’Iran), ma non c’è alcuna conferma e una fonte iraniana citata da Reuters lo esclude. A spingere il greggio verso il basso contribuisce anche il riavvio dell’oleodotto saudita Est-Ovest, alternativa strategica a Hormuz.

 

Xi arriva negli Usa: domani il faccia a faccia con Trump su dazi, AI e geopolitica

Nel frattempo il mercato guarda anche a un altro faccia a faccia, quello tra Xi Jinping e Donald Trump. Il leader cinese ha iniziato oggi la visita negli Stati Uniti e domani incontrerà il presidente a Washington. Il vertice arriva dopo i colloqui preparatori tra Scott Bessent e il vicepremier He Lifeng e dovrà misurare la tenuta della fragile tregua commerciale, in scadenza il 10 novembre. Sul tavolo ci sono dazi, terre rare, controlli alle esportazioni, catene di fornitura e soprattutto intelligenza artificiale. Nel dialogo a due entreranno anche Iran e Taiwan.

 

Wall Street attesa poco mossa dopo che l’AI ha spinto il Nasdaq a un nuovo record

È in questo contesto che Wall Street si prepara a un avvio poco mosso: questa mattina i future indicano S&P 500 +0,09%, Dow Jones +0,18% e Nasdaq 100 sostanzialmente piatto. Ieri il Dow ha perso lo 0,4%, l’S&P 500 ha chiuso appena sotto la parità, mentre il Nasdaq ha guadagnato circa lo 0,5%, centrando il quarto rialzo consecutivo e un nuovo record. A sostenere il listino tech sono stati ancora semiconduttori e titoli legati all’AI, mentre le grandi banche hanno frenato. Il rendimento del Treasury decennale resta vicino al 4,9%. Oggi attenzione ai dati sul manifatturiero americano.

 

Asia contrastata: Seul in verde e Cina in rosso; il solare sudcoreano vola in Borsa

L’Asia viaggia in ordine sparso in attesa di Trump-Xi. Tokyo è rimasta chiusa per festività e il Nikkei non ha quindi fornito indicazioni, mentre a Seul il Kospi sale di circa lo 0,4% e il Kosdaq dello 0,95%. Più deboli i listini cinesi: Hang Seng -0,76% e Shanghai attorno a -0,35%. La notizia del giorno arriva però dal solare sudcoreano: Hanwha Solutions e OCI Holdings sono infatti balzate di oltre l’8%. Gli investitori scommettono che Washington non allenterà le restrizioni sui prodotti solari cinesi, considerati ormai strategici per sicurezza energetica, semiconduttori e domanda elettrica legata all’AI.

 

Europa verso un’apertura positiva; Euronext apre a nuove aggregazioni tra le borse

L’Europa prova a partire in rialzo, con il future sull’EuroStoxx 50 a +0,28% alle 8.30, aiutato dal petrolio in calo e dalle speranze di distensione tra Stati Uniti e Iran. Ieri lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,1%; Parigi ha chiuso a +0,2%, Francoforte invariata e Londra a -0,3%. Oggi il mercato guarda ai Pmi dell’Eurozona e al vertice Trump-Xi. Intanto Euronext apre a nuove aggregazioni: il ceo Stéphane Boujnah sostiene che l’Europa deve aumentare scala e liquidità per competere con Usa e Cina. Un’integrazione con Deutsche Börse, ha detto, avrebbe logica industriale, anche se al momento non esiste alcuna trattativa.

 

Milano la peggiore d’Europa ieri; deficit al 3,1%; Pirelli e il piano Usa da 1 miliardo

Piazza Affari riparte dopo essere stata ieri la peggiore borsa europea: il Ftse Mib ha ceduto lo 0,5% a 52.095 punti, penalizzato da Poste (-4%), Fineco (-3,7%), Tim e Generali (-3,3%). Oggi pesa il dato Istat sul deficit 2025, confermato al 3,1% del Pil: salta così l’uscita anticipata dalla procedura Ue per deficit eccessivo. Segnale opposto dai Btp Green: il Tesoro ha collocato 8 miliardi a 12 anni con domanda oltre 110 miliardi e rendimento del 4,492%, con il 74,7% finito all’estero. Tra i titoli da seguire Pirelli, che ha approvato un piano da 1 miliardo negli Usa per ampliare lo stabilimento in Georgia. Un’altra notizia coinvolge sempre Pirelli: Marco Tronchetti Provera è infatti salito al 29,9% della società.

 

Mediobanca compra 55 mila azioni Banco Bpm: il risiko resta acceso

Nel risiko bancario spunta un nuovo dettaglio: Mediobanca ha acquistato 55 mila azioni Banco Bpm. In termini assoluti è un pacchetto minimo, dal valore inferiore a un milione di euro ai prezzi attuali, e da solo non modifica gli equilibri azionari della banca milanese. Il movimento secondo gli analisti merita però attenzione perché Mediobanca è nel perimetro di Mps, che ad agosto ha lanciato un’offerta in azioni su Banco Bpm mentre cerca di difendersi dall’offerta di Intesa Sanpaolo. Più che una partecipazione strategica, il dato andrebbe quindi letto come un piccolo tassello dentro un risiko ancora aperto.

 

Terremoto sulla Borsa in Turchia: 5 arresti e 18 miliardi in liquidazione

Una scossa finanziaria attraversa invece la Turchia, dove la crisi dei fondi ha portato all’arresto di cinque esponenti del settore e alla liquidazione di 131 fondi gestiti da sette società, per 891 miliardi di lire turche, oltre 18 miliardi di dollari, coinvolgendo 353 mila investitori. Il meccanismo è partito da portafogli molto esposti a titoli con poca liquidità: vendite obbligate e riscatti hanno amplificato i ribassi, spingendo il Bist-100 a perdere oltre l’8% in una settimana. La banca centrale è intervenuta portando i prestiti garantiti a 300 miliardi di lire, mentre i margini sul trading sono stati ridotti dal 35% al 20%.

 

Rame ai massimi storici: l’offerta si restringe mentre AI e reti spingono la domanda

Infine uno sguardo al rame, che questa mattina ha aggiornato i massimi storici, con i future vicini ai 6,8 dollari per libbra. A spingere il metallo c’è soprattutto un problema di offerta: secondo Sprott la produzione mineraria globale potrebbe calare quest’anno per la prima volta dal 2017, mentre le interruzioni in Indonesia e Repubblica Democratica del Congo hanno ridotto di circa 600 mila tonnellate le stime di produzione. Dall’altra parte la domanda resta forte per reti elettriche, data center, intelligenza artificiale e difesa, settori ad alta intensità di rame. Sullo sfondo pesano anche i possibili dazi Usa sul rame: 15% dal 2027 e 30% dal 2028.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
mediobancaPetroliorame

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