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18/06/2026

Markets Today: Fed ferma alla prima di Warsh; oggi tocca alla BoE; Nikkei e Kospi record; petrolio in netto calo

Il faro resta sulle Banche centrali, con la BoE che dovrebbe restare ferma come la Fed mentre il Brasile ha tagliato i tassi; problema crediti deteriorati in Cina: Btp Italia Sì a 6,9 miliardi

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Gli investitori attendono la decisione della Banca centrale inglese sui tassi d’interesse. La Bank of England dovrebbe mantenere il costo del denaro al 3,75%, seguendo le orme della Federal Reserve, che ieri sera ha lasciato invariato l’obiettivo del tasso di riferimento dei Federal Funds nell’intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%. In attesa della BoE, il tasso di disoccupazione della Gran Bretagna si è attestato al 4,9% nei tre mesi fino ad aprile, in calo rispetto al 5% del trimestre fino a marzo, secondo i dati dell’Office for National Statistics. Il consenso degli economisti aveva previsto una conferma del dato al 5%. Nel frattempo, il tasso di occupazione del Regno Unito si è attestato al 60,7% nel trimestre fino ad aprile.

Fed ferma nella prima riunione presieduta da Warsh

Nel dettaglio la Fed ha mantenuto invariata la propria politica monetaria, segnando la quarta pausa consecutiva, e ha rimosso dal comunicato il cosiddetto orientamento favorevole a un allentamento della politica monetaria (“easing bias”). I banchieri hanno inoltre rivisto al rialzo le aspettative sui tassi d’interesse fino al 2028 e le previsioni d’inflazione per il 2026 e il 2027. E’ stata la prima riunione di politica monetaria di Warsh come presidente della Fed, in sostituzione di Jerome Powell, che resta comunque membro del Consiglio dei governatori della Banca centrale. Warsh ha dichiarato durante la conferenza stampa successiva alla riunione di non aver presentato una propria previsione sui tassi nel “dot plot”, il grafico che mostra in forma anonima le aspettative dei singoli membri riguardo alla politica monetaria. In scia alla riunione, il dollaro si è rafforzato, con il cambio tra l’euro e il biglietto verde che è sceso sotto 1,16, mentre i rendimenti dei Treasury sono saliti perchè il mercato obbligazionario si aspetta una Fed meno accomodante.

Chiusura in ribasso a Wall Street dopo la Fed

Chiusura in ribasso a Wall Street, con il Dow Jones che è sceso dai massimi storici e con i mercati che hanno reagito alla prima decisione di politica monetaria della Federal Reserve sotto la guida di Kevin Warsh. Il Dow ha perso lo 0,98% a 51.492,55 punti dopo aver registrato due massimi storici consecutivi in chiusura. Il Nasdaq Composite è sceso dell’1,34% a 26.021,66 punti e l’S&P 500 ha ceduto l’1,21% a 7.420,1 punti. Tutti i settori hanno chiuso in territorio negativo, guidati al ribasso dai servizi di comunicazione. Sul fronte societario, il vicepresidente dell’ingegneria di Google e co-responsabile dei modelli di intelligenza artificiale Gemini, Noam Shazeer, lascerà il colosso tecnologico per unirsi a OpenAI.

Nikkei e Kospi record

In luce, invece, in Asia l’indice Nikkei che è salito dell’1,65% a 71.053 punti, aggiornando il massimo storico nel corso della seduta. Anche il più ampio indice Topix è salito dell’1,5% circa, raggiungendo un nuovo record storico. Record anche per l’indice Kospi della Corea del Sud è avanzato di oltre il 2%, toccando un nuovo massimo storico sopra i 9.100 punti durante la seduta. I rialzi sono stati alimentati dai titoli dei produttori di semiconduttori e delle società legate all’intelligenza artificiale, poiché i mercati scommettono che la continua crescita della domanda trainata dall’AI continuerà a generare una forte espansione del settore tecnologico.

300 miliardi di crediti deteriorati minacciano l’economia cinese

Restando in Asia, fino a 100 milioni di consumatori cinesi fa fatica a rimborsare i propri debiti, alimentando una crisi in gran parte nascosta che minaccia gli sforzi di Pechino per rilanciare la seconda economia mondiale. I crediti deteriorati delle famiglie, dalle carte di credito ai mutui, sono aumentati negli ultimi anni, segnala Bloomberg. I crediti inesigibili dei nuclei familiari sono cresciuti del 21% lo scorso anno, raggiungendo il record di almeno 2,22 trilioni di yuan (329 miliardi di dollari), secondo Gavekal Dragonomics. L’azienda ha analizzato i bilanci di 26 banche e altre fonti dopo che le autorità hanno smesso di pubblicare le cifre aggregate sui prestiti personali in default e in arretrato.

La Banca centrale del Brasile taglia ancora i tassi

Restando tra i Paesi emergenti, la Banca centrale del Brasile ha tagliato i tassi d’interesse per il terzo mese consecutivo, poiché la crescita economica rimane debole nonostante l’inflazione continui a essere elevata. Nel dettaglio, il Comitato di politica monetaria, noto come Copom, ha ridotto il tasso di riferimento Selic al 14,25% dal 14,5%. L’autorità monetaria ha indicato che l’incertezza riguardo alle proprie previsioni sull’inflazione resta superiore alla norma. “Il contesto globale rimane incerto a causa della mancanza di chiarezza sui termini dell’accordo per la cessazione dei conflitti armati in Medio Oriente e delle conseguenze degli effetti di tali conflitti già manifestatisi fino a questo momento, che stanno modificando le condizioni finanziarie globali”, ha dichiarato il Copom.

Petrolio in netto calo dopo la firma dell’accordo Usa-Iran

Sul fronte delle commodity, i prezzi del petrolio trattano in netto calo, con ribassi superiori al 2%, ben sotto gli 80 dollari al barile, dopo che Stati Uniti e l’Iran hanno pubblicato il testo di un accordo provvisorio che i rispettivi presidenti hanno firmato per porre fine alla guerra, anche se Donald Trump ha minacciato di riprendere gli attacchi se Teheran non rispetterà gli impegni. Il “memorandum d’intesa” tra Stati Uniti e Iran per porre fine alle ostilità prevede che Teheran riapra lo Stretto dopo che gli Stati Uniti avranno revocato le sanzioni sul esportazioni di petrolio del Paese. Restano però i timori: gli armatori potrebbero essere riluttanti a far tornare le petroliere nel Golfo Persico finché esisterà il rischio che l’accordo possa saltare. Nel frattempo, l’oro, nonostante il rafforzamento del dollaro, si mantiene sopra i 4.300 dollari l’oncia.

Collocamento Btp Italia Sì al giro di boa con raccolta pari a 6,9 miliardi

Infine, per quanto riguarda l’Italia, il collocamento del Btp Italia Sì, arrivato al giro di boa con oltre 6,9 miliardi di raccolta, sta dando un’indicazione abbastanza chiara, scrive MF: il titolo di Stato del Mef indicizzato all’inflazione è un prodotto che sta riscuotendo grande interesse tra il pubblico retail puro. Il taglio minimo di 31.889 euro dei primi tre giorni, non a caso, è il più basso degli ultimi cinque collocamenti speciali. Non mancano però, scorrendo nella lista degli ordini contrassegnati da codici alfanumerici, delle sorprese. Una su tutte desta particolare attenzione: alle 16:26 di lunedì 15 giugno, quasi sul gong di fine collocamento, è arrivato il più grande ordine di sempre per un Btp speciale destinato a investitori individuali. Un ordine da 42 milioni di euro.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
boefedNikkeiPetrolio

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