Bucks 30/07/2026
Markets Today: Fed ferma ma tre membri volevano rialzo tassi; oggi tocca alla BoE; petrolio sale ancora; in luce Microsoft
Avvio poco mosso sui listini azionari europei in vista della decisione sui tassi di interesse della Banca centrale inglese. I mercati si aspettano quasi all’unanimità che l’Istituto lasci il costo del denaro invariato, con un’inflazione che continua a rimanere vicina all’obiettivo del 2%, nonostante il conflitto in Medio Oriente stia spingendo al rialzo i prezzi dell’energia. La decisione della Banca centrale britannica arriva il giorno dopo quella della Federal Reserve, che ha mantenuto invariati i tassi d’interesse.
Fed ferma ma tre membri avrebbero voluto un rialzo immediato dei tassi
La Federal Reserve ha deciso di lasciare invariati i tassi d’interesse, ma la scelta non è stata unanime: tre membri hanno votato a favore di un rialzo, preoccupati per un’inflazione che continua a rimanere elevata. Nel dettaglio il Federal Open Market Committee (Fomc) ha approvato con 9 voti favorevoli e 3 contrari la conferma del tasso sui Federal Funds nell’intervallo compreso tra 3,5% e 3,75%. I tre voti contrari sono arrivati dai presidenti delle Fed regionali di Cleveland (Beth Hammack), Minneapolis (Neel Kashkari) e Dallas (Lorie Logan), da tempo tra i sostenitori di una politica monetaria più restrittiva per contrastare un’inflazione che resta sopra l’obiettivo del 2% della Banca centrale da oltre cinque anni. Nel comunicato diffuso al termine della riunione, la Fed ha precisato che i tre dissenzienti “avrebbero preferito aumentare il tasso sui Federal Funds di 25 punti base già in questa riunione”. Si tratta del maggior numero di voti contrari, favorevoli a un rialzo dei tassi, registrato dalla Fed dal settembre 2016.
Rendimento Treasury a 30 anni sui massimi dal 2007
Il rendimento del Treasury americano trentennale, dopo la decisione della Fed, è salito sui massimi dal 2007 (5,23%), con gli investitori che valutano se la Federal Reserve riuscirà a mantenere sotto controllo l’inflazione dopo la sua ultima decisione di politica monetaria. Il cambio tra l’euro e il dollaro è tornato sopra 1,14, con il biglietto verde che, a detta degli analisti, potrebbe essere penalizzato dalle differenze nell’orientamento comunicativo tra la Federal Reserve e le altre principali Banche centrali. Eliminando la forward guidance e lasciando i tassi invariati, il presidente della Fed Kevin Warsh ha lasciato i mercati statunitensi “al buio”. Al contrario, la Banca centrale europea ha mostrato maggiore compattezza nel segnalare un possibile rialzo dei tassi a settembre, offrendo così all’euro un vantaggio rispetto al dollaro. Sul fronte delle commodity l’oro viaggia intorno a 4.044 dollari l’oncia.
Alta volatilità sulle Borse asiatiche
Sull’azionario, seduta molto volatile per i mercati asiatici. Il Kospi sudcoreano ha azzerato un rialzo iniziale superiore al 5%, mentre Nikkei e Taiex hanno sovraperformato. In calo invece i listini cinesi. Samsung Electronics ha oscillato bruscamente, arrivando a guadagnare e perdere oltre il 5% nel corso della seduta, dopo aver annunciato un aumento di 250 volte degli utili nel business dei chip e previsto un ulteriore peggioramento della carenza di memorie nel 2027. Bene Advantest, che ha rivisto al rialzo la guidance per l’intero esercizio oltre le attese del mercato. Al contrario, i titoli tecnologici cinesi, in particolare quelli dei semiconduttori, sono stati colpiti da prese di profitto per i timori di valutazioni ormai troppo elevate e di un eccessivo affollamento degli investitori sul comparto.
Wall Street in calo dopo la Fed; striscia negativa Nasdaq si allunga a sei sedute
Le azioni statunitensi sono scese dopo che la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse in una decisione caratterizzata da profonde divisioni interne, con alcuni membri del Comitato favorevoli a una politica monetaria più restrittiva. Il Dow Jones Industrial Average è sceso del 2,2%, chiudendo a 51.594,14 punti, interrompendo una serie positiva durata tre sedute consecutive. Il Nasdaq Composite ha perso l’1,7%, attestandosi a 24.442,94 punti, estendendo a sei sessioni consecutive la sua serie negativa. L’S&P 500 è arretrato dell’1,5%, chiudendo a 7.316,15 punti. Per l’indice si è trattato del primo calo dopo quattro sedute consecutive in rialzo.
In luce Microsoft dopo i conti
Da Wall Street sono arrivate però anche notizie positive. Dopo la chiusura dei mercati, Microsoft è salita dell’8% nelle contrattazioni after hours grazie a risultati superiori alle attese, trainati ancora una volta dalla crescita del cloud. Meta ha invece perso terreno (-1,3%) dopo una guidance sui ricavi giudicata deludente. Arm Holdings ha fornito previsioni di vendita inferiori alle aspettative degli investitori, mentre Qualcomm ha pubblicato una stima sugli utili debole, segnalando che la carenza di componenti e l’aumento dei costi stanno pesando sul business.
Il petrolio continua a salire dopo le minacce di Trump
Infine, sul fronte mediorientale, la tensione resta altra tra Usa e Iran. I prezzi del petrolio, dopo una breve pausa, sono tornati a salire, con il greggio europeo e quello americano che registrano rialzi superiori all’1%. Il presidente americano, Donald Trump, ha promesso una dura risposta dopo che l’Iran ha lanciato un attacco a sorpresa con missili balistici contro le forze statunitensi in Medio Oriente, minacciando di alimentare ulteriormente il conflitto con una nuova escalation di azioni e ritorsioni. Gli analisti continuano a ritenere che la riduzione dei flussi di petrolio e il progressivo irrigidimento dell’equilibrio tra domanda e offerta a livello globale rappresentino fattori favorevoli a un ulteriore rialzo dei prezzi del greggio. In territorio negativo, invece, il gas europeo. Nel dettaglio, ad Amsterdam, il future Ttf ad agosto lascia sul terreno il 2% circa a 59 euro per megawattora.
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