Bucks 30/10/2025
Markets Today: Fed taglia tassi ma dubbi su dicembre; accordo commerciale Usa-Cina di un anno; Nvidia vale 5 trilioni usd
Avvio fiacco sui listini azionari europei, con l’Euro Stoxx 50 che scende dello 0,13% dopo i primi scambi, dopo che la Federal Reserve ha tagliato come previsto i tassi di interesse. Un’altra riduzione del costo del denaro a dicembre è però tutt’altro che scontata. Nel frattempo il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso una valutazione positiva per il suo incontro con il leader cinese, Xi Jinping, affermando che è stato raggiunto un accordo commerciale che potrebbe essere firmato a breve.
Dow Jones interrompe striscia positiva; altro record per il Nasdaq Composite
A Wall Street il Dow Jones è sceso dal livello record registrato martedì. Nel dettaglio il Dow Jones è sceso dello 0,16% a 47.632 punti, mentre l’S&P 500 ha chiuso appena sotto la parità a 6.890,59 punti. Entrambi gli indici hanno interrotto una striscia positiva di quattro sedute di rialzi. Il Nasdaq Composite è invece salito dello 0,55% a 23.958,47 punti, registrando il suo quarto record consecutivo.
Fed taglia i tassi ma il board è diviso; riduzione a dicembre in bilico
Sul fronte della politica monetaria, la Fed ha ridotto il suo tasso di riferimento di 25 punti base, effettuando il secondo taglio consecutivo di un quarto di punto percentuale, ribadendo le preoccupazioni riguardo al mercato del lavoro. Due membri hanno dissentito: il nuovo governatore della Fed, Stephen Miran, avrebbe preferito un taglio di 50 punti base, mentre il presidente della Fed di Kansas City, Jeffrey Schmid, ha votato per mantenere invariati i tassi, secondo quanto riportato nel comunicato del Federal Open Market Committee. Powell ha sottolineato che un taglio dei tassi nella prossima riunione del Fomc, prevista per dicembre, non è garantito. “Nelle discussioni del comitato durante questa riunione, ci sono state opinioni fortemente divergenti su come procedere a dicembre”, ha dichiarato Powell. “Un’ulteriore riduzione del tasso di riferimento nella riunione di dicembre non è una conclusione scontata, tutt’altro”.
Banca centrale giapponese ferma come previsto
La Banca centrale del Giappone, come ampiamente previsto, ha lasciato invariato il suo tasso d’interesse di riferimento allo 0,5%. L’istituto prevede che l’inflazione rallenterà al di sotto dell’obiettivo del 2% durante la prima metà dell’anno fiscale 2026, prima di aumentare gradualmente fino a raggiungere il target nella seconda metà del periodo di proiezione. Il principale rischio per queste prospettive deriva dall’attività economica estera, secondo il report di ottobre della Banca centrale nipponica. Il rischio menzionato riguarda in particolare l’elevata incertezza che circonda l’impatto globale delle politiche commerciali e dei dazi, che potrebbe rallentare le economie straniere e indebolire gli utili aziendali giapponesi e la domanda interna. Queste politiche protezionistiche rappresentano un rischio significativo al ribasso per la crescita economica del Giappone nell’anno fiscale 2026.
Usa e Cina raggiungono accordo commerciale di un anno
Sul fronte geopolitico, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di aver raggiunto un accordo di un anno con la Cina su terre rare e minerali critici, e di aver ridotto della metà i dazi legati al fentanyl verso Pechino, al termine del suo incontro con il presidente cinese Xi Jinping in Corea del Sud giovedì. Trump ha detto ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, mentre lasciava la Corea del Sud, che l’incontro con Xi è stato “straordinario” e che “sono state prese molte decisioni. La questione delle terre rare è stata risolta“, ha detto Trump, aggiungendo che si tratta di un accordo annuale che sarà negoziato ogni anno. I dazi legati al fentanyl saranno ridotti al 10% dal 20%, con effetto immediato, ha detto Trump, abbassando l’imposta sulle esportazioni cinesi dal 57% al 47%. In cambio, Pechino “lavorerà sodo per fermare il fentanyl” e riprenderà gli acquisti di soia americana e altri prodotti agricoli.
Nvidia supera 5.000 miliardi di capitalizzazione
Sul fronte societario, le azioni di Nvidia sono salite del 2,99% a Wall Street, rendendo il colosso della tecnologia la prima azienda a superare la soglia dei 5 mila miliardi di dollari di valore di mercato. Questo straordinario traguardo riflette una crescita notevole per l’azienda, che si è evoluta da un processore di nicchia per videogiochi a un attore fondamentale nel boom dell’intelligenza artificiale. L’ultimo rialzo si verifica poco dopo che il ceo Jensen Huang ha dichiarato che Nvidia prevede ordini per 500 miliardi di dollari di chip per l’intelligenza artificiale e ha annunciato l’intenzione di costruire sette nuovi supercomputer per il governo degli Stati Uniti.
Utili e ricavi Alphabet sopra attese
Alphabet ha registrato utili e ricavi nel terzo trimestre superiori alle aspettative degli analisti. Le azioni sono salite del 6% nelle contrattazioni after-hours. I ricavi hanno raggiunto i 102,3 miliardi di dollari (+16% a/a), contro i 99,89 mld stimati. Le divisioni Google Search & other, YouTube ads, Google Subscriptions, Platforms and Devices e Google Cloud hanno tutte registrato una crescita a doppia cifra nel trimestre. In particolare, il fatturato cloud è stato pari a 15,15 mld, con un aumento del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Spese in conto capitale pesano su Microsoft
Microsoft ha riportato risultati migliori del previsto per il primo trimestre fiscale, con ricavi pari a 77,67 miliardi di dollari contro i 75,33 mld previsti, trainati da un aumento del 40% dei ricavi derivanti dall’attività cloud Azure. Tuttavia, il titolo è scivolato di quasi il 4% nelle contrattazioni after-hours dopo che il responsabile finanziario Amy Hood ha dichiarato che la crescita delle spese in conto capitale (Capex) accelererà nell’anno fiscale in corso.
Ricavi Meta oltre attese ma pesa onere fiscale
Meta Platform ha chiuso il terzo trimestre 2025 con ricavi pari 51,24 miliardi di dollari, oltre le attese ma con Eps diluito che si è fermato a 1,05 usd, in forte calo rispetto ai 6,03 usd registrati un anno prima. Tuttavia, il titolo crolla del 9% nelle contrattazioni after-hours per il pagamento di un onere fiscale una tantum di 15,93 mld usd.
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