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28/08/2026

Markets Today: Generali apre a Mps; Nvidia spinge Wall Street; Warsh debutta a Jackson Hole; grano alle stelle

Il Leone non chiude la porta all’offerta Montepaschi su Banca Generali, mentre Unipol promette che Mps resterà a Siena. Borse europee prudenti in attesa del presidente Fed

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Il risiko bancario italiano entra nella fase più delicata. Dopo il no sostanziale espresso a inizio settimana dal cda di Banco Bpm all’ops di Mps, Generali sceglie una strada diversa: il board del Leone ha confermato la disponibilità a valutare l’offerta sulla controllata Banca Generali e, soprattutto, la prospettiva di una più ampia collaborazione industriale. Trieste analizzerà implicazioni commerciali, economiche e di valore, nel rispetto delle regole sulle parti correlate. Sul tavolo c’è anche la bancassurance, con l’accordo Mps-Axa in scadenza nel 2027. Sullo sfondo resta il rischio di riuscire a sostenere l’integrazione di due operazioni straordinarie di questa portata. Dopo Moody’s, anche Fitch ha espresso parere negativo e per ora il mercato non sta premiando le banche. Intanto Carlo Cimbri assicura che, se l’ops Intesa-Unipol su Siena andrà in porto, la sede di Mps resterà in città. E Consob dovrà pronunciarsi dopo l’esposto di Intesa sulle offerte lanciate da Mps su Bpm e Generali. Sullo sfondo resta il rischio di

 

Piazza Affari: il risiko resta il barometro del listino; Stm sale del 3% sulla scia di Nvidia

Piazza Affari riparte dunque dal -1,17% di ieri, con il Ftse Mib sceso a 52.265 punti in una seduta appesantita dalle banche: Unicredit ha perso il 3,2%, Mps circa il 2%, Banco Bpm il 2,1%, mentre Stm è salita del 2,9% sulla scia di Nvidia. Oggi il risiko resterà il principale market mover, con Generali e Banca Generali sotto osservazione dopo il cda di Trieste. Attenzione anche a Eni, reduce da cinque ribassi consecutivi sulle ipotesi di tassa sugli extraprofitti, e all’asta del Tesoro da 8,5 miliardi. Lo spread Btp-Bund riparte da 83 punti e il decennale dal 4,08%.

 

Europa attesa positiva dopo il segno meno di ieri; oggi l’inflazione in Francia e Spagna

Il resto d’Europa prova a stabilizzarsi dopo una seduta, quella di ieri, abbastanza negativa. Parigi ha perso l’1,7% per i timori sul quadro fiscale e politico francese. Milano ha ceduto l’1,17%, Madrid lo 0,9% e Londra lo 0,75%, mentre Francoforte ha chiuso in controtendenza a +0,2%. Oggi, come detto, il vento soffia in senso contrario, con i future sull’Eurostoxx50 che segnavano un deciso +0,33% alle 8.30 di questa mattina. In agenda la disoccupazione tedesca e la stima preliminare dell’inflazione francese e spagnola, utili per capire le prossime mosse della Bce. Per entrambe le stime sono di un’inflazione al rialzo.

 

Nvidia capitalizza 440 miliardi dopo i conti record; ipotesi nuovi dazi Usa sui chip

Wall Street ha chiuso in rialzo grazie soprattutto a Nvidia. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,20%, l’S&P 500 lo 0,72% e il Nasdaq l’1,57%, con il titolo del colosso dei chip balzato dell’8,74% e circa 440 miliardi di dollari di capitalizzazione aggiunti in una sola seduta. A sostenere gli acquisti sono stati i risultati record e la previsione di una crescita dei ricavi del 70% nell’esercizio 2028. Oggi però i futures sono quasi fermi: il mercato aspetta Warsh. Sullo sfondo resta l’ipotesi di nuovi dazi Usa sui semiconduttori, estesi anche a server, laptop e hardware per videogiochi.

 

PayPal: salta l’acquisizione da parte di Advent e Stripe e il titolo scivola del 12%

Non solo Nvidia, un altro titolo di peso sta facendo parlare di sé nelle ultime ore sul Nasdaq. E non in positivo questa volta. Si tratta di PayPal, la cui quotazione è finita sotto pressione dopo che il consorzio formato da Advent International e Stripe ha abbandonato il tentativo di acquisire il gruppo. Il titolo ha perso oltre il 12% nell’after-hours, scendendo sotto 54 dollari, dopo che il cda ha giudicato insufficiente l’offerta da 60,50 dollari per azione, che valutava la società oltre 53 miliardi. Il ritiro fa evaporare così il premio che aveva sostenuto il titolo da metà luglio e riporta l’attenzione sui fondamentali societari.

 

Occhi su Jackson Hole: alle 16 il debutto del nuovo presidente Fed Kevin Warsh

Oggi il centro dei mercati si sposta però a Jackson Hole, dove alle 16 italiane è atteso l’intervento del presidente della Fed Kevin Warsh. Gli investitori cercano indicazioni sui tassi dopo che diversi esponenti della banca centrale hanno rilanciato l’allarme inflazione: il Pce core è salito al 3,7%, ben sopra il target del 2%. I future sui Fed funds assegnano circa il 35% di probabilità a un rialzo già a settembre e circa il 75% entro dicembre. Sullo sfondo c’è anche il confronto con il Tesoro: Scott Bessent ha ampliato i riacquisti di Treasury a lunga scadenza per ridurre i rendimenti e può complicare il lavoro della Fed.

 

Asia divisa: Tokyo guadagna con l’inflazione stabile e Seul in rosso dopo il rally dei chip

Seduta contrastata in Asia, con gli investitori già in attesa di Warsh. Il Nikkei guadagna circa lo 0,5% e il Topix quasi l’1% dopo un’inflazione di Tokyo in linea con le attese e con il mercato che assegna l’84% di probabilità a un rialzo dei tassi BoJ a settembre. Il tasso di disoccupazione giapponese a luglio è sceso al 2,4% dal 2,5%, meglio delle attese. Male Seul: il Kospi perde circa l’1,8%, con Samsung e SK Hynix in calo dopo il rally post-Nvidia. In Cina Shanghai è piatta, mentre Hong Kong sale di circa lo 0,4%. Debole poi l’asta dei bond giapponesi a due anni.

 

Medio Oriente: Trump frena sull’intesa e Teheran detta legge su Hormuz

Sullo sfondo resta il tema geopolitico, con il Medio Oriente che resta un grande fattore di rischio. L’Iran ha legato la piena riapertura dello Stretto di Hormuz alla fine delle guerre regionali, chiedendo tra l’altro lo stop ai combattimenti a Gaza e il ritiro israeliano dal Libano. Trump, secondo il Wall Street Journal, non sarebbe invece interessato a tornare all’intesa di giugno con Teheran. Il traffico nello Stretto resta molto ridotto: giovedì sono transitate solo sette navi cargo, contro una media recente di 15. Il petrolio corregge: il Brent scende a 87 dollari e perde oltre il 5% nella settimana.

 

Ucraina: il grano vola ai massimi da tre anni con la crisi delle rotte nel Mar Nero

Infine la guerra in Ucraina torna a farsi sentire sui prezzi agricoli. Il grano ha toccato i massimi da luglio 2023 a 7,67 dollari per bushel, dopo un +6,4% nella seduta di mercoledì e un ulteriore +1,24% ieri. Da inizio agosto il rialzo supera l’11%, mentre da gennaio le quotazioni sono cresciute di oltre il 35%. Il motivo è il nuovo deterioramento delle rotte del Mar Nero: porti e terminali sono stati danneggiati e le esportazioni ucraine sono scese di oltre la metà nella stagione in corso. Russia e Ucraina rappresentano più di un quarto dell’export mondiale di grano, riaccendendo il rischio di inflazione alimentare.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
banca generalifedNvidia

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