Alessandro Cicognani 10/03/2026
Markets Today: Guerra in Iran “quasi finita”; petrolio giù del 10%; export record in Cina; Anthropic fa causa al Pentagono
“La guerra con l’Iran potrebbe finire molto presto”, e se Teheran dovesse bloccare lo stretto di Hormuz, “verrebbe colpita dagli Stati Uniti venti volte più forte di quanto lo sia stato finora”. Mentre gli investitori valutano le parole pronunciate ieri sera in conferenza stampa da Trump, il prezzo del petrolio ha tirato il freno a mano. Dopo aver superato i 100 dollari al barile proprio ieri, questa mattina Brent e Wti sono infatti scesi quasi del 6%, portandosi rispettivamente a 93 e 89 dollari. Nonostante ciò, l’Europa ha deciso di mettere sul tavolo un pacchetto di misure d’emergenza contro il caro energia. Il commissario all’energia Dan Jørgensen lo presenterà oggi agli eurodeputati e prevede tre punti: misure per la riduzione del costo delle bollette; sostegni agli investimenti sulle rinnovabili; costruzione di una strategia Ue per i piccoli reattori nucleari. Qualora si rendesse necessario, il G7 è tra l’altro pronto a liberare le riserve strategiche di petrolio per stabilizzare il mercato energetico globale. Oggi la riunione.
Domina l’incertezza a Wall Street: ieri chiusura in positivo ma oggi future in rosso
Che l’incertezza domini nonostante le rassicurazioni del Tycoon lo si vede nei numeri a Wall Street. Ieri gli indici Usa hanno tutti chiuso in positivo, con il Nasdaq salito dell’1,4%, seguito dal +0,83 dell’S&P500 e dal +0,5% del Dow Jones. A trainare il mercato sono stati i titoli legati al mondo del petrolio, come Chevron, mentre le big del tech quali Nvidia hanno continuato a soffrire il rischio di tensioni sulle catene di approvvigionamento a causa del conflitto in Medio Oriente. E oggi? Al momento i future azionari statunitensi sono in rosso, segno di una possibile giornata ribassista.
L’Asia rimbalza mentre il petrolio scende; l’export cinese supera le aspettative
Diverso è il discorso per l’Asia. Il continente, essendo fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio (anche dal Medio Oriente) ha accolto con favore la repentina discesa del prezzo del greggio. A Tokyo il Nikkei è rimbalzato di oltre il 2,5% dopo il -5% di ieri, il Kospi sudcoreano ha fatto addirittura il +4,64%. In verde anche Hong Kong e Shanghai, con la Cina che festeggia anche un netto surplus delle esportazioni. Tra gennaio e febbraio la bilancia commerciale è salita a 213,62 miliardi di dollari. Le esportazioni di Pechino sono aumentare del 21,8% e le importazioni sono cresciute del 19,8%. Tutto questo nonostante minori scambi gli con Stati Uniti del 16,9%.
Anche l’Europa è attesa in risalita questa mattina dopo le nuove perdite di ieri
Come l’Asia, così l’Europa questa mattina guarda con favore al ridimensionamento del prezzo del petrolio, che in questi giorni aveva fatto schizzare in alto i prezzi dell’energia e dei carburanti. I future sull’Eurostoxx 50 segnavano infatti un deciso +1,68% alle ore 8, segno di una possibile apertura in rialzo. Ieri per i listini del Vecchio Continente era stata un’altra giornata difficile: -0,29% Milano, -0,77% Francoforte (che archivia tra l’altro un crollo dell’11% degli ordinativi in Germania a gennaio) e -0,98% Parigi; questo dopo che un missile iraniano era stato intercettato dalla Nato nello spazio aereo turco, aumentando il rischio di un coinvolgimento dell’alleanza militare nel conflitto.
Oggi il progetto di fusione Mps-Mediobanca e Lovaglio cancella le riunioni coi fondi
Quanto all’Italia oggi Mps sarà sotto i riflettori. La banca alzerà infatti il velo sul progetto di fusione che porterà al delisting di Mediobanca da Piazza Affari. Salvo sorprese, gli investitori verranno messi a conoscenza del concabmio, ossia quante azioni del Monte dei Paschi verranno assegnate agli azionisti di quel 14% di Mediobanca che non ha aderito all’offerta di acquisto. Intanto, l’amministratore delegato di Montepaschi Lovaglio avrebbe cancellato tutte le riunioni indette con i fondi e cui avrebbe dovuto presentare il piano di integrazione. Come ormai chiaro, infatti, non sarà lui a portare avanti il progetto.
Saudi Aramco batte le stime degli analisti per il 2025 e distribuisce nuovi dividendi
Intanto questa mattina Saudi Aramco ha reso noti i profitti per l’intero anno 2025. Mentre gli investitori si chiedono se il più grande esportatore di greggio al mondo trarrà o meno profitto dall’impennata dei prezzi del petrolio, il colosso petrolifero statale saudita ha messo in mostra numeri ampiamente oltre le stime degli analisti. In particolare l’utile netto rettificato annuo è risultato pari a 104,7 miliardi di dollari, descritto come una “crescita robusta”. La società ha inoltre dichiarato un dividendo base di 21,89 miliardi di dollari per il quarto trimestre, in aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente.
Anthropic fa causa al Pentagono dopo lo scontro sull’utilizzo dell’AI per scopi militari
Riaccendendo invece un faro sugli Stati Uniti, dopo giorni di duri scontri Anthropic ha deciso di fare causa al Pentagono, che ha dichiarato la startup un rischio per la catena di fornitura americana. Come noto, Anthropic si è rifiutata di concedere al Pentagono l’utilizzo della piattaforma di AI Claude a scopi militari e così il governo l’ha inserita nella “lista nera”. Ciò impedisce all’azienda di poter stipulare contratti con il ministero della Difesa e obbliga tutti i fornitori federali a cessare immediatamente l’utilizzo dei suoi prodotti. Una perdita da miliardi e miliardi di dollari.
Hims & Hers Health trova un accordo con Novo Nordisk e il titolo balza del 40%
A Wall Street ieri si è invece tornati a parlare anche di business farmaceutico dopo che il titolo di Hims & Hers Health, società americana di telemedicina, è balzato di oltre il 40% in una sola seduta. Gli investitori hanno in particolare premiato l’annuncio di Bloomberg secondo cui il colosso farmaceutico danese Novo Nordisk avrebbe posto fine alla sua faida con l’azienda americana, siglando nel contempo un accordo per vendere i suoi farmaci dimagranti sulla piattaforma Hims. A febbraio Novo aveva citato in giudizio Hims per aver lanciato una imitazione della sua pillola dimagrante.
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