Alessandro Cicognani 12/08/2026
Markets Today: Houthi alzano la tensione in Mar Rosso; l’AI rilancia l’Asia; oggi l’inflazione Usa; bond Ue sotto pressione
Il Mar Rosso torna a fare paura ai mercati. Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno colpito una nave mercantile nello stretto di Bab el-Mandeb, provocando sei morti: sono le prime vittime accertate negli attacchi alla navigazione commerciale nell’area da oltre un anno. Poche ore dopo gli Stati Uniti hanno colpito una portacontainer che, secondo Washington, tentava di forzare il blocco dei porti iraniani nel Golfo dell’Oman. Un nuovo fronte si riaccende proprio mentre dal Pakistan arrivano segnali di possibile distensione tra Usa e Iran sullo Stretto di Hormuz. La geopolitica resta così il principale fattore di rischio per i mercati e torna a spingere il petrolio: il Brent sfiora i 90 dollari al barile questa mattina, mentre il Wti sale verso 84 dollari, entrambi in rialzo di circa l’1%.
L’intelligenza artificiale rilancia l’Asia: Kospi +3,7% e Sony si allea con Tsmc
Dopo alcune sedute difficili, l’intelligenza artificiale torna invece a sostenere i listini asiatici. Il Kospi di Seul vola del 3,7% questa mattina, trascinato da Samsung Electronics e SK Hynix, mentre il Nikkei guadagna circa lo 0,8%. Shanghai sale dello 0,2%, mentre Hong Kong cede circa l’1%. A riaccendere gli acquisti sono soprattutto i conti delle società Usa legate all’AI. In Giappone Sony ha annunciato una joint venture da 4,07 miliardi di euro con Tsmc per produrre sensori d’immagine avanzati. In India, invece, pesa il gruppo Tata: Tcs perde circa il 4% dopo le indiscrezioni sulle dimissioni del presidente di Tata Sons.
Wall Street prova il rimbalzo ma alle 14.30 attenzione al test dell’inflazione Usa
Anche Wall Street prova a rialzare la testa dopo la chiusura negativa di ieri: Dow Jones e S&P 500 hanno perso lo 0,3%, mentre il Nasdaq ha ceduto lo 0,6%, frenato anche da Alphabet e Amazon. Questa mattina i future sono leggermente positivi: S&P 500 +0,1%, Nasdaq +0,3% e Dow quasi piatto. Alle 14.30 italiane arriverà però il dato chiave della giornata, l’inflazione Usa di luglio, decisiva per le attese sui tassi Fed. General Motors ha intanto ceduto a Samsung SDI il 49,99% della joint venture per la gigafactory da 3,5 miliardi di dollari in Indiana, segnale della frenata degli investimenti nell’auto elettrica.
CoreWeave vola oltre il 15% con conti sopra le attese; Smc raddoppia i ricavi
Sul listino a stelle e strisce un ruolo da protagonista potrebbero tornare a giocarlo i titoli dell’intelligenza artificiale. A riaccendere l’entusiasmo è soprattutto CoreWeave, il cui titolo vola di oltre il 15% negli scambi after-hours. Nel secondo trimestre i ricavi sono aumentati del 112% a 2,58 miliardi di dollari, oltre le attese. Per il 2026 l’azienda ha alzato le stime sui ricavi a 12,4-13,2 miliardi. Anche Super Micro Computer torna protagonista dell’ondata AI con conti e prospettive superiori alle attese. Nel quarto trimestre fiscale i ricavi sono raddoppiati a 11,1 miliardi di dollari, mentre l’utile netto è salito a 1,18 miliardi. Per finire, Google ha nominato Koray Kavukcuoglu nuovo responsabile di DeepMind: guiderà Gemini e la ricerca AI
Europa attesa debole tra petrolio alto e profitti auto in calo; inflazione tedesca al 2,8%
Quanto all’Europa, il Vecchio Continente si prepara a un’apertura debole, stretta tra tensioni geopolitiche, petrolio vicino a 90 dollari e attesa per l’inflazione americana. Ieri i listini hanno chiuso quasi invariati: Francoforte +0,2%, mentre Parigi e Londra hanno ceduto lo 0,1%. Sul settore auto resta alta la pressione sui margini: nel primo semestre l’ebit dei 15 maggiori costruttori è sceso del 17,5%, con Mercedes a 4.122 euro per vettura contro 471 per Stellantis. Dalla Cina arriva un altro segnale: elettriche e ibride hanno raggiunto il 65,1% delle vendite di luglio. Intanto lo spettro inflazione si fa concreto in Germania, dove l’indice dei prezzi al consumo è risalito al 2,8% annuo (+0,8% a luglio).
Bond sotto pressione col rischio di nuovi rialzi Bce: Btp sopra il 4% e Bund al 3,2%
In questo contesto tornano a salire i rendimenti obbligazionari in tutta l’Eurozona, con gli investitori che temono un’inflazione più persistente del previsto. Il rendimento del Btp decennale italiano è tornato oltre il 4%, mentre il Bund tedesco è tornato in area 3,2%, lasciando sostanzialmente stabile lo spread a 78 punti. Le vendite coinvolgono l’intero mercato dei titoli di Stato europei e riflettono soprattutto le attese per un possibile nuovo rialzo dei tassi Bce a settembre. A pesare sono anche le tensioni geopolitiche: un petrolio più caro rischia infatti di riaccendere ulteriormente le pressioni sui prezzi.
Piazza Affari in attesa dell’inflazione oggi; Eni raddoppia la presenza in Uruguay
Piazza Affari riparte dai 53.706 punti dopo il +0,1% di ieri, con Eni tra i migliori e Stellantis in fondo al Ftse Mib. Oggi il listino sarà guidato dal ritorno degli acquisti su tecnologia e difesa, dall’andamento del petrolio e dai dati macro. In agenda ci sono l’inflazione italiana definitiva di luglio e l’asta del Tesoro per 8 miliardi di Bot a un anno. Occhi anche su Fincantieri e Leonardo, sostenute dal nuovo rialzo delle stime del tedesco Tkms. Eni resta sotto i riflettori dopo l’accordo per entrare con il 40% nel blocco offshore Off-6 in Uruguay, raddoppiando la propria presenza esplorativa nel Paese.
Mediobanca supera il 5% di Nexi: dietro la posizione gli occhi sono su Cdp
Attenzione anche a Mediobanca che supera il 5% di Nexi, ma dietro l’operazione potrebbe esserci un grande investitore istituzionale. Secondo le comunicazioni Consob, Piazzetta Cuccia è salita al 5,57% del gruppo dei pagamenti attraverso una posizione detenuta prevalentemente a copertura di un total return swap. Mediobanca ha precisato di non voler esercitare i diritti di voto: la lettura è quindi quella di un’operazione di hedging per conto di un cliente. Il nome resta riservato, ma l’attenzione è su Cdp, che ha annunciato di voler salire in Nexi dal 19,6% al 29,9%.
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