Luigi Dell'Olio 05/03/2025
Markets Today: I dazi affossano Europa e Wall Street; Pechino rianima l’Asia; Ok Bankitalia a Banco-Anima; Giù il petrolio
L’avvio dei dazi Usa – 25% sull’import da Canada e Messico e un +10% sui prodotti in arrivo dalla Cina – affossa le Borse, comprese quelle europee, dato che Trump è tornato ad minacciare barriere tariffarie anche verso il Vecchio Continente. Intanto il presidente Usa continua nel pressing sull’Ucraina affinché accetti il piano di pace con la Russia.
Scende anche l’Europa; Campari, utili in forte calo; Bankitalia, ok a Banco Bpm
Da inizio anno i listini europei avevano retto molto meglio di quelli statunitensi allo scenario dei dazi, ma ieri hanno ceduto di schianto. Francoforte ha ceduto il 3,54%, Londra il 1,27% e Parigi l’1,85%. Non è andata meglio a Piazza Affari, con il Ftse Mib che ha lasciato sul terreno il 3,41%. Ai ribassi generalizzati si sono sottratti Inwit (+2,12%) e Snam (+1,98%). Da seguire oggi Campari che ieri, dopo la chiusura di Piazza Affari, che ha chiuso il 2024 con vendite nette in crescita del 2,4%, a 3,07 miliardi di euro, mentre l’utile netto del gruppo è crollato del 39%, a 202 milioni. Quanto all’esercizio in corso, la società stima un impatto per i dazi Usa nell’ordine di 90-100 milioni di euro. A pochi minuti dall’apertura della Borsa, Banco Bpm ha comunicato di aver ricevuto il nulla osta dalla Banca d’Italia in merito all’Opa su Anima.
L’Ue accelera sulla difesa comune
Con gli Usa che scelgono la strada dell’isolazionismo, l’Europa si prepara ad allentare i vincoli di bilancio per investire risorse importanti nel riarmo. Ieri la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, ha presentato un piano (ne abbiamo parlato qui) da 150 miliardi di euro, alimentato da emissioni di debito che la Commissione farà sul mercato, che negli anni potrà arrivare a mobilitare fino a 800 miliardi. Il settore europeo della difesa è stato il più brillante da inizio anno sui listini europei, con l’indice Stoxx Europe Aerospace & Defense che si è rivalutato di un terzo.
La guerra commerciale penalizza Wall Street; Forti cali per Intel e Tesla
Continua a soffrire Wall Street, nella prospettiva che i dazi facciano aumentare l’inflazione in patria e spingano i Paesi colpiti a ritorsioni. Ieri il Dow Jones è sceso dell’1,55%, il Nasdaq dell’1,22% e l’S&P 100 dell’1,12%. Tra i settori più negativi, il comparto finanziario, i beni industriali e i beni di consumo per l’ufficio. Tra i singoli titoli, crollo di Intel (-6,20%) e nuova contrazione pesante per Tesla (-4,43%), in controtendenza Ibm (+1,21%) e United Health (+1,62%).
Gli stimoli di Pechino sostengono i listini asiatici
A sorpresa i listini asiatici hanno vissuto una giornata leggermente positiva, grazie al fatto che da Pechino non si sono limitati a rispondere a Trump con l’introduzione di dazi su carne e soia made in Usa, ma al contempo hanno presentato un piano di rilancio dell’economia e di sostegno ai consumi interni e all’industria hi-tech. Intanto l’ufficio nazionale di statistica, contemporaneamente all’avvio dell’Assemblea Nazionale del Popolo, annuncia un obiettivo di crescita al 2025 di circa il 5% e un rapporto deficit/Pil record del 4%. Quanto elle Borse, lo Shanghai Composite ha guadagnato entrambi lo 0,25%, mentre Shenzhen ha chiuso a +0,23%. Anche l’indice giapponese Nikkei cresce di due decimali grazie alla tenuta del tech.
Risale il Bitcoin; ancora giù il petrolio
Nella prima mattinata, il Bitcoin recupera circa un punto rispetto a ieri, in area 87 mila dollari. In leggero calo il petrolio, con il Wti a -0,50% (sotto i 68 dollari al barile) e il Brent a -0,25%) (sotto i 71 dollari). Così l’oro nero consolida il trend ribassista dovuto alle prospettive di un rallentamento dell’economia mondiale (in seguito alla guerra commerciale) e all’aumento della produzione da inizio aprile annunciato dall’Opec.
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