Redazione FinanzaInPage 04/03/2025
Markets Today: I dazi affossano Wall Street; Sfiducia verso le cripto; Borse europee ai massimi; Petrolio giù
Questa volta niente rinvii. Entrano in vigore oggi i dazi al 25% per le merci che arrivano negli Stati Uniti da Canada e Messico, mentre aumentano del 10% le tariffe già applicate sul made in China. Pechino ha fatto sapere che risponderà con un inasprimento fra il 10 e il 15% a seconda dei beni. Inoltre è attesa una stretta aggiuntiva sull’agroalimentare made in Usa.
Per l’S&P 500 la peggiore performance 2025; big tech in profondo rosso
L’S&P 500 è calato dell’1,8%, mettendo a segna la sua seduta peggiore del 2025 e portando in negativo (-1,1%) il bilancio da inizio anno. Il Nasdaq 100 ha ceduto il 2,2% mentre il Russell 2000 è sceso del 2,8%. Tra gli investitori c’è il timore diffuso che i dazi voluti dall’Amministrazione Trump possano rivelarsi un boomerang per i conti delle aziende statunitensi, nella prospettiva di tariffe speculari da parte dei Paesi nel mirino del presidente Usa. Tra i tintoli titoli, Nvidia è crollata dell’8,8% dopo un report di Goldman Sachs che ha sollevato dubbi sui multipli raggiunti. Male anche Intel (-4,1%) e gli altri titoli tecnologici.
Le criptovalute tornano a scendere con gli investitori in fuga dal rischio
Le dichiarazioni di Trump sulla volontà di creare una riserva strategica di criptovalute hanno rilanciato le quotazioni a inizio settimana, ma poi ha ripreso forza il trend ribassista, a fronte di investitori sempre meno propensi a puntare su asset rischiosi. Nella prima mattinata, il Bitcoin perde circa l’8%, a quota 83 mila dollari, mentre Solana crolla del 16%, a 136 dollari.
Le Borse europee ai massimi grazie all’inflazione; atteso taglio della Bce
Le Borse europee mettono a segno un’altra seduta di rialzi, nonostante la prospettiva di dazi non risparmi nemmeno quest’area. Ieri Francoforte è salita del 2,6%, ai massimi storici, mentre Parigi ha guadagnato l’1,09% e Milano l’1,07%. La ragione principale, a detta degli analisti, è legata al dato sull’inflazione, che a febbraio si è attestata al 2,4%, un decimale in meno di gennaio. Questa tendenza rafforza l’attesa per un taglio dei tassi da parte della Bce nella riunione di giovedì.
Volano i titoli della difesa nella prospettiva di incremento della spesa pubblica
Al di là della possibilità di introdurre tariffe reciproche sulle merci statunitensi in entrata in Europa, i Paesi del Vecchio Continente potrebbero reagire alla guerra commerciale voluta da Trump con un incremento della spesa pubblica per sostenere l’economia. In particolare, è attesa un’impennata degli investimenti nel settore della difesa e questo spiega – ad esempio – il boom di Leonardo, che ieri ha chiuso la seduta in rialzo del 16%.
Petrolio giù per l’aumento della produzione; gas su per il calo delle scorte
Destini contrapposti per le commodity energetiche. Ieri i Paesi riuniti intorno al cartello dei produttori petroliferi Opec+ hanno deciso di aumentare la produzione, “tenendo conto dei sani fondamentali del mercato e delle prospettive di mercato positive”, si legge in una nota. Questa mattina Brent e Wti sono in calo frazionale dopo aver perso ieri un paio di punti a testa e quotano rispettivamente sotto 71 e sotto 68 dollari.
Borse asiatiche contrastate, Tokyo cala in scia Wall Street
Andamento contrastato per le Borse asiatiche, con Tokyo che segue Wall Street e chiude in flessione dell’1,2%, con cali pesanti per i titoli tecnologici, mentre Shenzhen chiude a +0,3%. Stabili Hong Kong e Seul, poso sotto la parità (-0,2%) Mumbai.
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