Luigi Dell'Olio 02/07/2025
Markets Today: Spettro dazi sulle Borse; Nuovo scontro tra Trump e Musk; Amazon preferisce i robot; Mediobanca giù
I dazi restano al centro dell’attenzione con la scadenza del 9 luglio che si avvicina. Sia l’Ue, che il Giappone cercano un’intesa con gli Stati Uniti entro quella data. In mancanza, si aprirebbe lo scenario dei dazi reciproci con barriere tariffarie ben superiori al 10% attuale.
Le tensioni commerciali con gli Usa penalizzano la Borsa di Tokyo
La giornata finanziaria si è aperta con le Borse asiatiche contrastate. Tokyo ha ceduto lo 0,59% per il timore che non si arrivi a un’intesa commerciale con gli Stati Uniti entro una settimana. Tra le Borse cinesi, Shenzhen ha ceduto lo 0,75%, mentre Hong Kong ha guadagnato lo 0,65%.
Rotazione settoriale a Wall Street: realizzi sul tech, acquisti sugli industriali
Dopo un secondo trimestre brillante a Wall Street, trainato dal riscatto dei titoli tech, è l’ora della rotazione settoriale. Ieri il Dow Jones (il listino più esposto al settore industriale) ha guadagnato lo 0,91%, mettendo a segno il quarto rialzo consecutivo, mentre l’S&P 500 ha chiuso a -0,1% e il Nasdaq a -0,80%, con quest’ultimo penalizzato dai realizzi sul settore tecnologico.
Tesla paga gli attacchi di Trump; Amazon prepara il sorpasso dei robot sugli umani
Tra i singoli titoli, da segnalare il -5% di Tesla, dopo che Trump ha attaccato duramente Musk: “Senza gli incentivi pubblici, chiuderebbe l’azienda e sarebbe costretto a tornare in Sud Africa”. Il presidente Usa ha attaccato mr.Tesla dopo che quest’ultimo aveva attaccato il “Big Beatiful Bill” (la riforma fiscale, di cui parliamo nel paragrafo sotto, accusandola di aprire le porte a un’impennata del debito). Senza particolari variazioni Amazon (+0,49%), dopo che la società di Bezos ha annunciato il sorpasso in vista: presto nei suoi magazzini ci saranno più robot dei dipendenti umani.
Via libera dal Senato Usa alla riforma fiscale di Trump
Il Senato ha approvato la riforma fiscale di Trump (ne abbiamo parlato qui): è stato decisivo il voto favorevole del vice-presidente Vance, mentre tre senatori repubblicani hanno votato contro, insieme ai democratici, lamentando la scarsa attenzione del testo al contenimento della spesa pubblica. Ora la palla passa alla Camera per il via libera definitivo.
Al meeting dei banchieri centrali, Powell spiega: “Tassi fermi per colpa dei dazi”
Si conclude oggi il meeting dei banchieri centrali a Sintra (Portogallo). Dopo il discorso della presidente della Bce, Christine Lagarde, che ha sottolineato l’incertezza diffusa a livello macro, ieri è intervenuto Jerome Powell. A chi gli chiedeva degli attacchi ricevuti dal presidente Trump, il numero uno della Fed ha risposto di essere concentrato sul proprio lavoro, ma non ha risparmiato critiche ai dazi. “L’inflazione negli Stati Uniti è calata al 2,3%, ma quando abbiamo visto le dimensioni dei dazi abbiamo optato per una posizione di attesa, considerato che tutte le previsioni d’inflazione sono salite…la cosa prudente da fare è aspettare e capire di più e vedere quali saranno gli effetti”, di nuove eventuali tariffe sui prezzi”.
Borse europee in rialzo in avvio di seduta; inflazione al 2% e Lagarde non esclude nuovi tagli
Apertura in rialzo per le Borse europee, in un contesto di attesa per possibili decisioni sui tassi da parte della Banca centrale europea. A giugno l’inflazione nell’Eurozona si è attestata al 2% su base annua, in lieve aumento rispetto al 1,9% di maggio. La presidente della Bce, Christine Lagarde, intervenuta al meeting dei banchieri centrali, ha dichiarato che le decisioni di politica monetaria continueranno a essere prese “meeting dopo meeting”, in base all’andamento dei dati. Resta sullo sfondo il tema dei dazi, che nella seduta precedente ha pesato sui listini: Milano ha chiuso in calo dello 0,58%, Francoforte dello 0,99% e Parigi dello 0,04%.
Mediobanca in ripresa dopo il calo dovuto all’addio di Mediolanum; più facile che l’Ops di Mps vada in porto
Il titolo Mediobanca è in leggera ripresa stamani dopo aver perso oltre il 4% ieri. Un calo arrivato dopo l’uscita di Banca Mediolanum dal capitale. La società della famiglia Doris, storica alleata del board di Mediobanca, ha ceduto il proprio 3,5%. A questo punto crescono le probabilità di successo per l’Offerta pubblica di scambio promossa da Mps sulla banca milanese. Di conseguenza le valutazioni del titolo Mediobanca si avvicinano a quanto offerto dall’istituto senese.
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