Alessandro Cicognani 30/06/2026
Markets Today: Il tech torna positivo sui listini; Alphabet entra nel Dow; yen ai minimi da 40 anni; oggi l’assemblea Delfin
Dopo una settimana complicata, segnata dalle vendite su AI e semiconduttori, i mercati provano a rimettersi in piedi partendo proprio dalla tecnologia. Ieri Wall Street ha ritrovato il passo, l’Asia ha seguito in buona parte la scia e l’Europa oggi guarda a un avvio positivo, anche se il clima resta prudente. Il recupero non cancella i dubbi: gli investitori continuano a pesare tassi, inflazione, petrolio e geopolitica. Intanto il mercato è entrato in una settimana densa: giovedì arriveranno nonfarm payrolls e tasso di disoccupazione Usa, decisivi per capire se la Fed avrà spazio per fermarsi o se dovrà restare aggressiva. In altre parole, il rimbalzo del tech è una buona notizia, ma per diventare qualcosa di più stabile avrà bisogno di conferme dai dati macro.
Lo slancio del tech riporta in verde Wall Street; Alphabet entra nell’indice Dow Jones
Come detto, Wall Street ha chiuso in netto recupero ieri, con il Nasdaq in rialzo del 2,07%, l’S&P 500 dell’1,18% e il Dow Jones dello 0,59%, per la prima volta sopra quota 52 milas punti. A spingere il listino sono stati soprattutto i titoli tech: Alphabet, entrata nel Dow, ha guadagnato circa il 5%, mentre Amazon e Meta hanno ritrovato slancio. Il mercato oggi riparte con futures ancora leggermente positivi, ma guarda già a giovedì, quando usciranno le buste paga non agricole e la disoccupazione di giugno. Se il lavoro restasse troppo forte, la Fed potrebbe avere meno spazio per ammorbidire la linea.
Ancora tensioni Usa-Iran: Trump annuncia nuovi colloqui ma Teheran smentisce
Sullo sfondo resta il nodo geopolitico. Trump ha annunciato nuovi colloqui con l’Iran a Doha, ma Teheran ha frenato, spiegando di non aver accettato incontri diretti “a nessun livello”. Il mercato intanto guarda soprattutto allo Stretto di Hormuz, da cui passa circa un quinto del traffico petrolifero mondiale. Dopo il rimbalzo di ieri, oggi il Brent è tornato verso area 73 dollari, mentre Morgan Stanley ha tagliato di nuovo le stime sul greggio. Il messaggio è semplice: se i flussi riprendono, il prezzo può scendere; se i negoziati saltano, il premio geopolitico torna subito.
La Corte Suprema frena Trump sul licenziamento di Lisa Cook dalla Federal Reserve
Nel frattempo per Trump è arrivata un’altra battuta d’arresto dalla Corte Suprema. Dopo lo stop sui dazi reciproci, i giudici hanno bloccato anche il tentativo di rimuovere Lisa Cook dal board della Federal Reserve. La decisione, arrivata con cinque voti contro quattro, tutela l’indipendenza della banca centrale, tema molto sensibile per i mercati. La Corte ha però rafforzato in parallelo i poteri presidenziali su altre agenzie federali, motivo per cui Trump ha rivendicato comunque una vittoria politica. Per la Fed, però, il segnale resta chiaro: la sua autonomia non è un dettaglio istituzionale.
Asia in rialzo grazie all’intelligenza artificiale; la manifattura cinese torna a crescere
In Asia la seduta è stata in gran parte positiva, sostenuta dal recupero di Wall Street e dai nuovi dati cinesi. Il Nikkei ha guadagnato circa l’1,6%, il Kospi oltre il 3%, mentre in Cina Shanghai è salita dello 0,14% e Hong Kong è finita addirittura in rosso dello 0,9%. La notizia macro della giornata arriva da Pechino: il Pmi manifatturiero ufficiale è tornato in espansione a 50,3, sopra la soglia dei 50 punti, mentre il Pmi servizi è salito a 50,2. La spinta arriva soprattutto dalle esportazioni tecnologiche e dalla domanda legata all’AI, anche se consumi interni e immobili restano fragili.
Allarme yen: scivola ai minimi da quarant’anni rispetto al dollaro
Il movimento più delicato della mattina arriva però dal Giappone, dove lo yen è scivolato fino a circa 162 contro dollaro, il livello più debole dal 1986, riportando sul tavolo il rischio di un intervento valutario delle autorità. La causa è il divario dei tassi: anche se la Bank of Japan ha alzato il costo del denaro all’1%, negli Stati Uniti i rendimenti restano molto più attraenti. Questo alimenta il carry trade, cioè il prendere a prestito yen a basso costo per investire altrove. Lo yen debole aiuta gli esportatori e il Nikkei, ma aumenta il costo delle importazioni, soprattutto energia.
Europa attesa in rialzo in apertura: occhi sul forum di Sintra e l’inflazione di domani
Anche l’Europa oggi è attesa in rialzo, con il future sull’Eurostoxx 50 in crescita di circa lo 0,6% alle 8.30, dopo una chiusura ieri poco brillante: Francoforte -0,18%, Parigi -0,21%, Londra -0,23% e Madrid -0,20%. La settimana sarà guidata da due appuntamenti: domani l’inflazione dell’eurozona e il forum Bce di Sintra. Lagarde ha aperto i lavori dicendo che l’economia europea oggi resiste meglio agli shock e che eventuali aggiustamenti dei tassi saranno misurati. C’è grande attesa anche per l’intervento di Kevin Warsh, al primo confronto internazionale dopo la nomina alla Fed.
Piazza Affari ha chiuso debole cedendo lo 0,2%; oggi occhi su Prysmian e i bancari
Quanto a Piazza Affari, ieri ha chiuso in lieve calo, con il Ftse Mib a 51.163 punti. Sul listino hanno brillato Avio (+2,7%), Diasorin (+2,4%), Saipem (+1,8%) e Stm (+1,6%). Oggi gli occhi del mercato sono puntati su Prysmian, che ha ricevuto il via libera operativo per un progetto in Nuova Zelanda, ma attenzione anche al settore bancario con Intesa che ha approvato un buyback da 2,3 miliardi e Anima, salita al 100% di Castello Sgr. Restano sotto osservazione anche tutte le altre banche e il settore industriale, perché sono i settori che più rapidamente riflettono aspettative sui tassi.
Delfin: oggi in Lussemburgo l’assemblea decisiva sulla cassaforte Del Vecchio
Oggi in Lussemburgo si riunisce l’assemblea di Delfin, la cassaforte degli eredi Del Vecchio. Formalmente si vota il bilancio, con un utile stimato tra 1,2 e 1,5 miliardi, ma la vera partita riguarda il riassetto della holding, che vale oltre 40 miliardi e ha in portafoglio EssilorLuxottica, Mps, Generali e Unicredit. Sul tavolo ci sono buyback delle quote, possibili vendite di partecipazioni bancarie e il nodo delle richieste di trasferimento di alcune quote a veicoli personali. Il tutto mentre EssilorLuxottica continua a cedere in borsa: il titolo ha perso quasi metà valore dai massimi di novembre.
L’azienda aerospaziale Rocket Lab compra Iridium e sfida il modello SpaceX
In chiusura si torna negli Stati Uniti, dove Rocket Lab ha annunciato l’acquisizione di Iridium Communications per 8 miliardi di dollari. L’operazione, in contanti e azioni, valuta Iridium 54 dollari per titolo, con un premio del 24% circa, e punta a creare un gruppo spaziale integrato: razzi, produzione di satelliti e rete di comunicazione nello stesso perimetro. È il modello SpaceX, dove Starlink è il motore economico accanto ai lanci. Rocket Lab e Iridium insieme avrebbero ricavi potenziali vicini a 1,5 miliardi di dollari. Il mercato ha apprezzato: i titoli delle due società sono entrambi saliti con decisione.
Credits: Foto Magnific






