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08/06/2026

Markets Today: Intesa lancia opas su Mps; giovedì si riunisce la Bce; SoftBank ancora giù del 7%; il Kospi perde l’8%

Si torna a parlare di risiko bancario dopo la mossa di Intesa e la proposta di Banco Bpm per una fusione con Mps. Intanto, le nuove tensioni in Iran fanno salire il petrolio del 4%

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L’Italia apre la settimana con una nuova scossa nel risiko bancario. Intesa Sanpaolo questa mattina ha ufficializzato un’opas (offerta pubblica di acquisto e scambio) volontaria totalitaria da 30,6 miliardi su Mps che punta a una soglia minima pari al 66,67% del capitale. L’offerta prevede 1,6 nuove azioni Intesa più 1 euro in contanti per ogni titolo Mps. L’obiettivo di Carlo Messina secondo gli analisti è chiaro: prendere il controllo del gruppo senese, tenere Mediobanca e arrivare indirettamente alla quota Generali. Per superare i nodi antitrust, della partita farà parte anche Unipol, che in caso di successo dell’opas rileverà 635 filiali Mps, da integrare poi con Bper.

 

Anche Banco Bpm propone una fusione a Mps per creare il terzo polo da 50 miliardi

Poche ore prima della notizia di Intesa, domenica era stata Banco Bpm a rompere gli indugi proponendo a Mps una fusione tra pari per creare un nuovo campione nazionale del credito. La mossa, approvata all’unanimità dal cda guidato da Giuseppe Castagna, punta a un gruppo da oltre 50 miliardi di capitalizzazione, con una presenza forte in Lombardia, Toscana e Veneto. Il progetto prevede sinergie lorde sopra 1,1 miliardi, di cui oltre 650 milioni da costi e 450 milioni da ricavi. La nuova offerta di Intesa è però intervenuta a sparigliare le carte. Ora la palla passa a Siena: oggi il cda esaminerà le varie offerte.

 

Si apre la settimana della Bce: giovedì Francoforte dovrebbe alzare i tassi al 2,25%

Intanto, in Europa si apre la settimana della Bce. Giovedì 11 giugno si riunirà il comitato di politica monetaria, e Francoforte dovrebbe alzare i tassi di 25 punti base, portando il tasso sui depositi dal 2% al 2,25%. Il mercato assegna al rialzo una probabilità vicina al 95%. Secondo gli economisti, non sarebbe una stretta “classica”, ma una mossa per difendere la credibilità anti-inflazione dopo il ritorno del carovita al 3,2% a maggio, sopra il target del 2%. L’energia pesa molto: i prezzi sono saliti del 10,9% su base annua. Il problema è che la Bce dovrà muoversi mentre l’Eurozona rallenta: il Pil del primo trimestre è stato rivisto a -0,2%.

 

Ancora missili tra Iran e Israele; il cessate il fuoco scricchiola e il Brent sale a 98 dollari

Il contesto geopolitico resta il principale fattore di rischio. Le ipotesi di cessate il fuoco si sono via via arenate e ieri l’Iran ha lanciato quattro ondate di missili verso Israele, tutte intercettate secondo l’Idf. Israele ha risposto colpendo obiettivi militari nell’Iran occidentale e centrale e anche un complesso petrolchimico. Trump ha chiesto di negoziare, ma il clima resta tesissimo. Il petrolio ne ha risentito subito: il Brent questa mattina è salito fino a 98 dollari al barile, con rialzi intorno al 4,5%. A complicare il quadro c’è anche l’Opec+, che da luglio aumenterà la produzione di 188 mila barili al giorno.

 

Europa attesa in rosso in attesa della Bce e mentre continuano gli scontri in Iran

In questo contesto, le borse europee sono attese in netto calo dopo la chiusura debole di venerdì e il sell-off asiatico. Il future sull’Eurostoxx 50 perdeva circa l’1,5% alle 8.30. Venerdì la settimana è stata archiviata con un andamento piuttosto fragile: Francoforte ha ceduto quasi l’1% in una settimana, Parigi ha tenuto salendo dello 0,8%, mentre Milano è rimasta poco mossa con un +0,2%. Oggi pesano tre fattori: la nuova escalation tra Iran e Israele, il petrolio vicino a 100 dollari e l’attesa per la Bce.

 

A Piazza Affari riflettori tutti puntati sulle banche dopo l’opas di Intesa su Mps

A Milano la seduta sarà inevitabilmente guidata dalle banche. Mps, Intesa, Banco Bpm, Bper e Unipol saranno i titoli da seguire dopo l’opas di Intesa, l’offerta alternativa di Banco Bpm e l’accordo che porterebbe Unipol a rilevare 635 filiali Mps da fondere con Bper. Venerdì il Ftse Mib aveva chiuso in calo dello 0,56% a 49.893 punti, sotto quota 50 mila, con lo spread Btp-Bund a 76 punti e il rendimento del decennale al 3,81%. Oltre alle banche, attenzione a Tim, dopo il nuovo accordo con Dazn per i Mondiali 2026, e a Fincantieri, al lavoro su navi mercantili a energia nucleare.

 

Il tech continua a soffrire a Wall Street; mercoledì test inflazione per gli Stati Uniti

Passando a Wall Street, il listino Usa è visto ancora negativo oggi dopo una chiusura di settimana pesante. Venerdì il Nasdaq è scivolato del 4,18% (-5% settimanale), l’S&P 500 ha perso il 2,63% (-2,8% settimanale) e il Dow Jones l’1,35% (-0,4% settimanale), appesantiti dai semiconduttori e dal rialzo dei Treasury. Broadcom ha guidato le vendite dopo i dubbi sui costi dell’AI e sui maxi-investimenti necessari al settore. Nel frattempo, mercoledì 10 giugno arriverà il test inflazione, con stime che guardano a pressioni ancora alte e possibili letture vicine al 4%. Trump è tornato intanto a fare pressioni sulla Fed, dicendo che dovrebbe tagliare i tassi invece di alzarli. Se ne parlerà il 17 giugno alla riunione della banca centrale.

 

SoftBank affonda a Tokyo: il titolo ha perso il 7% oggi; Kospi giù oltre l’8%

Il negativo del tech americano si è trasferito in Asia. Il Nikkei ha perso ben il 4% oggi, scendendo sui minimi dal 30 marzo. SoftBank in particolare continua a soffrire: questa mattina il titolo ha perso un altro 7%, estendendo così le vendite degli ultimi cinque giorni oltre il 22%. In Corea il Kospi è arrivato a perdere oltre l’8%, con Samsung Electronics giù del 5% e SK Hynix del 2%. Male anche Hong Kong, con l’Hang Seng a -1,8%, e Shanghai che va ceduto il 2,17%. Sullo sfondo pesano il sell-off dell’AI, il petrolio e l’attesa per le banche centrali.

 

SpaceX: venerdì il debutto record al Nasdaq con l’Ipo più grande della storia

Per finire si torna negli Usa, dove è scattato il conto alla rovescia per SpaceX, che venerdì 12 giugno debutterà al Nasdaq con quella che viene indicata come la più grande ipo della storia. Il prezzo è già fissato a 135 dollari per azione, con 555,5 milioni di titoli in collocamento e una raccolta prevista tra 74,4 e 75 miliardi di dollari. La valutazione complessiva sarebbe tra 1.750 e 1.770 miliardi, sopra il record di Saudi Aramco. Il 30% dell’offerta sarà destinato ai piccoli risparmiatori. SpaceX arriva sul mercato con Starlink, xAI, X e prospettive enormi, ma anche con perdite in bilancio che non le consentiranno l’ingresso nell’S&P500.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
bceintesampssoftbank

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