Alessandro Cicognani 18/09/2026
Markets Today: La BoJ alza i tassi; Treasury e petrolio in calo; Nvidia raddoppia i chip; l’Ue approva il Kids Act
La Bank of Japan è la grande protagonista di questa mattina. Tokyo ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base all’1,25%, il livello più alto dall’aprile 1995 e il secondo rialzo in appena tre mesi. La decisione, presa con 7 voti favorevoli e 2 contrari, segnala quanto la banca centrale tema che caro energia, yen debole e pressioni sui prezzi possano riportare l’inflazione stabilmente sopra il 2%, nonostante ad agosto il dato generale fosse all’1,9%. I due dissenzienti, Toichiro Asada e Ayano Sato, avrebbero preferito attendere. Ieri la Bank of England ha invece lasciato i tassi al 3,75% per la sesta riunione consecutiva: voto 6-3, con tre membri favorevoli a un rialzo. Londra riconosce i rischi del caro energia, ma per ora sceglie prudenza e ha anche sospeso le vendite attive di titoli di Stato (Gilt), contribuendo ad allentare la pressione sui rendimenti.
Asia in rialzo nonostante la stretta della BoJ; a Seul tornano a volare i titoli dei chip
La stretta della BoJ non spaventa l’Asia, sostenuta dal rimbalzo tecnologico di Wall Street e dal petrolio in calo. Il Nikkei guadagna circa l’1,9%, il Kospi corre del 2,7%, l’Hang Seng sale dello 0,7% e Shanghai oltre l’1%. A Seul brillano i tecnologici: Samsung Electronics fino a +3,6%, e SK Hynix +6,1%, mentre Tsmc avanza dell’1,4%. Parallelamente lo yen si indebolisce fino a circa 157 per dollaro: il rialzo della BoJ era già scontato e i due voti contrari hanno reso il messaggio dell’istituto meno aggressivo del previsto. In Cina lo yuan offshore sale ai massimi dal 2022, alla vigilia del summit Trump-Xi del 24 settembre.
L’Onu accusa gli Usa di “crimini di guerra”; petrolio in discesa con l’oleodotto saudita
Passando agli Stati Uniti, una missione indipendente dell’Onu sull’Iran afferma di avere “ragionevoli motivi” per ritenere che due attacchi Usa di febbraio contro una scuola e un’area sportiva possano configurare crimini di guerra. Washington respinge le conclusioni; lo stesso rapporto accusa Teheran di crimini contro l’umanità nella repressione delle proteste. Intanto continuano gli scontri tra Arabia Saudita e Houthi. L’Italia prepara una possibile missione per proteggere le navi nel Bab el-Mandeb. Il Brent cede circa l’1% verso 104 dollari, grazie alle attese di un recupero dell’oleodotto saudita Est-Ovest.
Si allenta la pressione sui Treasury che scendono sotto il 5% e Wall Street rimbalza
La pressione sui Treasury si allenta insieme al petrolio. Il rendimento del decennale Usa è sceso ieri intorno al 4,94%, dopo aver superato il 5% nei giorni scorsi, e Wall Street ha reagito con un netto rimbalzo: Dow Jones +0,62%, S&P 500 +1,13% e Nasdaq +1,69%. Oggi i future sono quasi piatti, con quello sul Dow in rialzo di circa lo 0,1%. Il mercato continua a digerire il primo rialzo Fed in tre anni, di 25 punti base al 3,75-4%, e la possibilità di un’altra stretta entro dicembre. In agenda produzione industriale e nuovi interventi di esponenti della Fed, mentre il tech resta il principale sostegno ai listini.
Nvidia rilancia sull’intelligenza artificiale: “Nel 2027 raddoppieremo la vendita di chip”
E a proposito di tech, Nvidia torna al centro del mercato dell’intelligenza artificiale. Il ceo Jensen Huang ha detto di aspettarsi che nel prossimo anno la società venda il doppio dei chip rispetto a quest’anno, sostenuta dalla domanda di potenza di calcolo. Il gruppo non comunica il numero totale di semiconduttori venduti, ma lo scorso autunno aveva indicato 6 milioni di Gpu Blackwell spedite in quattro trimestri. La previsione arriva dopo una stima di crescita del 70% nell’esercizio che terminerà a gennaio 2028, fino a 673 miliardi di dollari. Un segnale che riaccende l’attenzione sull’AI dopo le tensioni dei giorni scorsi.
Anche in Europa scende il rendimento dei bond; listini attesi negativi in apertura
L’Europa arriva all’ultima seduta della settimana con toni più cauti: i future sull’Eurostoxx 50 indicano un avvio in calo di circa lo 0,7% alle 8.30, dopo il buon rimbalzo di ieri. Londra ha guadagnato l’1,2%, Madrid l’1%, Francoforte lo 0,7% e Parigi lo 0,6%. Il tema centrale resta il calo dei rendimenti dei titoli di Stato, favorito dalla discesa del petrolio e dalla scelta della Bank of England di fermare le vendite attive di gilt. Anche i bond dell’area euro respirano dopo le tensioni dei giorni scorsi. Sul fronte macro sono attesi i prezzi alla produzione tedeschi, particolarmente monitorati in un momento di forte tensione per l’economia del Paese.
Piazza Affari ancora in rialzo chiude giovedì a +0,8%; oggi occhi su Generali e Stm
Piazza Affari riparte dai 52.385 punti, dopo il +0,8% di ieri, con lo spread Btp-Bund sceso a 87 punti base. Oggi riflettori su Generali, dopo le vendite di azioni effettuate dall’ad Philippe Donnet per quasi 50 milioni tra 2025 e 2026, e su Stm, che potrebbe beneficiare delle nuove indicazioni di Nvidia. Da seguire anche Inwit, dopo le dimissioni del consigliere Rosario Mazza, A2A con il progetto subacqueo Teti per gli invasi idroelettrici, Mare Group dopo il via libera al passaggio sul segmento Star e Reway, il cui cda ha giudicato congruo il prezzo di 10,31 euro per azione offerto da Rinova BidCo.
Nabla scalda i motori per l’Ipo da 5,5 milioni: il debutto sull’Egm lunedì 21 settembre
Attenzione anche Nabla, società milanese del makeup, che si prepara al debutto a Piazza Affari lunedì 21 settembre. La raccolta ordini per l’Ipo si è chiusa a 5,5 milioni di euro, di cui circa 500 mila sottoscritti dal retail tramite la nuova piattaforma diretta di Borsa Italiana. Due gli investitori di riferimento: l’ex ceo di Douglas Italia Jörg Mingers e il gruppo Dmo, che hanno investito complessivamente 1,5 milioni e siederanno nel cda. La capitalizzazione iniziale dovrebbe superare i 20 milioni, con un flottante (quota di capitale disponibile sul mercato) poco sopra il 25%. Il prezzo di collocamento è fissato a 3 euro per azione su Euronext Growth Milan.
Social vietati sotto i 13 anni: dalla Commissione europea arriva il Kids Act
Per concludere, la Commissione europea ha adottato la proposta EU Kids Act, che introduce limiti d’età comuni per l’accesso ai servizi digitali. Sotto i 13 anni niente social; tra 13 e 15 anni sarebbero possibili solo mini account con consenso e controllo dei genitori, funzioni limitate e un’ora al giorno; dai 15 ai 18 anni le piattaforme dovrebbero garantire servizi “sicuri by design”. Prevista anche una verifica dell’età tramite strumenti certificati. La novità più rilevante è l’inversione dell’onere della prova: saranno le piattaforme a dover dimostrare in anticipo che i propri servizi sono adeguati e sicuri per i minori.
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