Alessandro Cicognani 06/01/2026
Markets Today: Maduro si dice innocente; record Dow Jones e Nikkei; rally del rame; UniCredit sale al 29,8% di Alpha Bank
Le tensioni del mondo sono tornate a muovere i mercati mondiali. Il tema più discusso di questi giorni sulle borse mondiali è il Venezuela, che ieri ha visto il presidente Nicolas Maduro e la moglie parlare per la prima volta dal giorno del loro arresto (avvenuto nella notte del 3 gennaio). Comparso davanti al tribunale federale di New York, il leader di Caracas si è dichiarato “non colpevole” rispetto ai quattro capi d’accusa per cui è imputato: associazione a delinquere finalizzata al narcoterrorismo; importazione di cocaina; possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi; associazione a delinquere finalizzata al possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi. “Sono un uomo perbene” ha detto Maduro, per poi aggiungere: “Sono prigioniero di guerra, sono stato rapito”.
Petrolio volatile: prima scende ma alla fine cresce dell’1,8%; nuovo record per il rame
In un clima molto caldo, gli occhi del mondo sono concentrati sul petrolio, visto che il Venezuela ha i maggiori giacimenti al mondo. Ieri il prezzo del greggio è stato volatile, con i future sul Brent che hanno prima registrato un calo per poi salire dell’1,8%. Il Wti è tornato sopra i 58 dollari al barile, ma molti analisti preannunciano un possibile calo, visto il quadro incerto. Rimanendo sulle materie prime, i metalli preziosi continuano a crescere. Ieri i future sull’oro sono saliti del 2,6%, mentre il prezzo dell’argento è cresciuto del 4,6% e quello del rame del 5,2%, toccando un nuovo record a 6 dollari la libbra.
Il Dow Jones tocca un nuovo massimo storico grazie ai titoli delle compagnie petrolifere
In una seduta in cui il tema dominante è stato appunto il Venezuela e la deposizione di Maduro, le borse Usa ieri hanno chiuso tutte in territorio positivo. Tra gli indici principali a Wall Street, il Dow Jones ha guidato i guadagni salendo di circa 600 punti (+1,2%) e toccando un nuovo massimo storico a 48.977 punti. Il Nasdaq con un +0,7% ha interrotto una serie negativa che andava avanti da cinque sedute e l’S&P500 è cresciuto dello 0,6%. Al centro dei desiderata le compagnie petrolifere, con Chevron (la sola ad avere interessi in Venezuela) salita del 5,1% e Valero del +9,2%. Baker Hughes ha fatto +4,1%. Per quanto riguarda oggi, i futures azionari sono rimasti invariati.
Debutto flop di Versant al Nasdaq con il titolo che perde il 14% nel primo giorno
La giornata di ieri ha visto anche il debutto al Nasdaq di Versant, che dopo la separazione da Comcast è diventata un’azienda indipendente di media e intrattenimento con marchi di rilievo quali Cnbc, Ms Now, Usa Network e Oxygen. È stato un debutto flop per la società, che ha visto il titolo scendere del 14% proprio mentre le azioni di Comcast salivano del 2%. L’approdo in borsa di Versant è insomma partito con un inciampo. Nonostante ciò, l’ad Mark Lazarus ha dichiarato: “entriamo nel mercato con la scala, la strategia e la leadership necessarie per crescere ed evolvere il nostro modello di business”.
Scommessa vincente per Michael Burry con la raffineria Valero Energy che sale del 10%
Rimanendo sul tema Venezuela e petrolio (che continuerà a restare il grande sorvegliato speciale di queste sedute) Michael Burry, l’investitore che ha anticipato la crisi dei subprime e che a fine 2025 si è schiarato contro le mega valutazioni delle società tecnologiche, si è scoperto che cinque anni fa aveva investito su una società americana che si chiama Valero Energy – l’azienda tratta la raffinazione del petrolio pesante (proprio il business del Venezuela) – che ieri è salita di oltre il 10% a New York. Si tratta insomma dell’ennesima scommessa vincente da parte di Burry.
Nuovo record per Francoforte grazie a difesa e oil&gas; +6,3% per Leonardo a Milano
L’Europa ha corso lunedì. Milano è oramai a un soffio dai 46 mila punti (45.847 punti per l’esattezza, +1%), mentre Parigi è salita del 2%. Il più in forma di tutti è però il Dax di Francoforte, che con un +1,4% ha chiuso la seduta con un nuovo record storico. A mettersi in luce è stata in particolare l’azienda produttrice di armi Rheinmetall: +8% dopo che la società ha fatto sapere di un nuovo ordine di munizioni del valore di centinaia di milioni di euro da parte dell’esercito tedesco. Con il caso Venezuela e le minacce di Trump, difesa e oil&gas sono stati al centro degli acquisti anche a Piazza Affari. Leonardo è stato il titolo più comprato (+6,3%), seguito da Tenaris (+4,6%) e Fincantieri (+4,5%).
UniCredit si prende il 29,8% della greca Alpha Bank; Europa attesa positiva in apertura
Dopo la corsa di ieri e il rally delle borse asiatiche di questa mattina, i listini europei sono attesi positivi questa mattina in apertura. I futures sull’Eurostoxx 600 si muovono intorno a un +0,3% alle 8.30. A Piazza Affari occhi puntati su Unicredit, che ieri ha convertito una posizione azionaria pari al 20% nella greca Alpha Bank, portando così la partecipazione azionaria e i diritti di voto al 29,8% dell’istituto. La mossa rappresenta un nuovo passo avanti per la strategia che il ceo Andrea Orcel ha costruito negli ultimi due anni ad Atene. Attenzione anche ad A2A, visto che l’Antitrust ha avviato un’indagine per accertare l’esistenza di violazioni della concorrenza nella fornitura dei servizi di ricarica elettrica dei veicoli.
Btp: nel 2026 attese emissioni per 100 miliardi; protagonisti gli investitori stranieri
Uno sguardo ora all’obbligazionario italiano, perché stando ai dati diffusi questa mattina da UniCredit, nel 2025 l’offerta netta di titoli di Stato italiani a medio-lungo termine è stata pari a 107 miliardi di euro, mentre l’Eurosistema ha disinvestito circa 75 miliardi di euro di Btp. Sulla base dei dati attualmente disponibili, gli investitori esteri sono stati i principali acquirenti, con acquisti netti per circa 90 miliardi di euro, dopo un solido importo di 125 miliardi di euro nel 2024. Guardando al 2026, UniCredit prevede che l’offerta rimarrà in linea con il 2025: 100 miliardi di nuove emissioni e 75 di disinvestimenti della Bce.
La difesa guida l’andamento delle borse asiatiche e porta il Nikkei a un nuovo record
Per il secondo giorno consecutivo il settore asiatico della difesa ha condotto i listini dell’emisfero orientale, che hanno tutti chiuso un martedì decisamente positivo. A Tokyo il Nikkei ha fatto +1,31%, facendo segnare un nuovo record storico mentre il Kospi sudcoreano ha guadagnato l’1,52%. In Cina Hong Kong ha guidato la crescita son un +1,69% seguita da Shanghai a +1,36%. In Giappone si sono appunto messe in evidenza Kawasaki e IHI, salite rispettivamente del +3,53% e del +3,23%. Le azioni della sudcoreana Korea Aerospace sono balzate fino all’11%, mentre in Cina ha dominato il maggiore produttore di alluminio al mondo China Hongqiao (+7,9%).
X sotto inchiesta in Europa, India e Malesia per le immagini esplicite generate da Grok
Infine si torna negli States per parlare di social network. X di Elon Musk è infatti finita sotto inchiesta da parte delle autorità in Europa, India e Malesia dopo che il suo chatbot Grok ha permesso agli utenti di creare e condividere immagini sessualizzate di bambini e donne generate dall’intelligenza artificiale. Anche l’organismo britannico di controllo dei media Ofcom ha fatto sapere di aver richiesto specifiche informazioni a X sul tema. In una conferenza stampa tenutasi ieri, il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier ha affermato che l’autorità sta “esaminando molto seriamente la questione”.
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