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15/06/2026

Markets Today: mercati festeggiano accordo Usa-Iran; petrolio giù; +19% per SpaceX al debutto; oggi parte il Btp Italia Sì

I mercati festeggiano l'accordo Usa-Iran con Borse in rally e petrolio in picchiata; dollaro debole e oro in rialzo; Unicredit riconferma la piena trasparenza della sua offerta su Commerzbank

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Sentiment sui mercati in netto miglioramento dopo l’accordo di pace tra gli Stati Uniti e l’Iran. “A seguito di intensi colloqui, siamo lieti di annunciare che l’accordo di pace tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran è stato raggiunto. Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano. La cerimonia ufficiale di firma avrà luogo venerdì 19 giugno in Svizzera“, ha annunciato su X il premier pakistano, Shehbaz Sharif. “L’accordo con la Repubblica islamica dell’Iran è ora completo. Congratulazioni a tutti! Autorizzo pienamente l’apertura senza pedaggio dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l’immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. Navi del mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!”, ha inoltre scritto su Truth Social il presidente Usa, Donald Trump.

Trump chiede alla Francia di rimuovere la web tax minacciando dazi del 100% sui vini

Si riaccendono però le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Francia. Trump, ha infatti richiesto l’abolizione della tassa del 3% applicata da Parigi sui ricavi delle Big Tech, minacciando in caso contrario l’introduzione di dazi del 100% sulle importazioni di vini e champagne francesi negli Stati Uniti. In un’intervista rilasciata in esclusiva al New York Post, l’inquilino della Casa Bianca ha annunciato di aver chiesto al presidente francese Emmanuel Macron di “non imporre dazi alle aziende americane”, avvertendo che “se lo faranno, non avrò altra scelta che imporre un dazio del 100% su tutti gli champagne e tutti i vini provenienti dalla Francia. A Macron basterebbe eliminare l’imposta sui ricavi, e non subirebbe più questo tipo di pressione”, ha precisato Trump.

Le Borse festeggiano l’accordo tra Usa e Iran

Le Borse mondiali festeggiano il raggiungimento dell’accordo tra Usa e Iran. Apertura in rialzo in Europa, poiché l’intesa tra Stati Uniti e Iran ha alimentato l’appetito degli investitori per gli asset più rischiosi. L’Euro Stoxx 50 guadagna oltre l’1% dopo i primi scambi. In luce anche le Borse asiatiche. L’indice Nikkei giapponese ha toccato nuovi massimi storici, terminando la seduta odierna in rialzo del 5,33% a 69.537 punti. Tuttavia, il mercato giapponese dovrà affrontare un importante test: gli economisti si aspettano che la BoJ aumenti i tassi d’interesse di 25 punti base portandoli all’1%, il livello più alto dal 1995, al termine della riunione di due giorni prevista per domani. In luce anche il Kospi della Corea del Sud con un rialzo del 5,2%.

Wall Street ha chiuso in rialzo la scorsa settimana

Le azioni statunitensi hanno archiviato la seduta di venerdì in rialzo, chiudendo la settimana in territorio positivo, grazie al debutto in Borsa di Space Exploration Technologies e alla prospettiva di un accordo di pace in Medio Oriente, fattori che hanno sostenuto il sentiment degli investitori. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,7% a 51.202,26 punti, l’S&P 500 dello 0,5% a 7.431,46 punti e il Nasdaq Composite dello 0,31% a 25.888,84 punti. Ad eccezione del settore sanitario, tutti i comparti hanno terminato la seduta in territorio positivo, guidati dal settore dei materiali. I tre principali indici di Wall Street hanno registrato un guadagno settimanale dello 0,7% ciascuno, recuperando dopo i ribassi della settimana precedente. Il faro questa settimana è sulla prima riunione della Federal Reserve presieduta da Kevin Warsh.

SpaceX in rialzo del 19% nel giorno del debutto a Wall Street

SpaceX, l’azienda aerospaziale e satellitare di Elon Musk, ha concluso il suo primo giorno di contrattazioni con un rialzo del 19% rispetto al prezzo dell’offerta pubblica iniziale di 135 dollari. Il rally ha portato la capitalizzazione di mercato della società oltre i 2.000 miliardi di dollari, collocandola tra le dieci aziende quotate più preziose degli Stati Uniti, superando perfino Tesla, la casa automobilistica di veicoli elettrici di Musk.

Petrolio perde oltre il 4% con la possibile riapertura di Hormuz; giù anche il gas

Sul fronte energetico, i prezzi del petrolio trattano in netto calo, con ribassi superiori al 4%, per via delle aspettative di una riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio marittimo strategico attraverso il quale transita normalmente circa un quinto dell’oro nero mondiale. La prospettiva di un pieno ripristino dei flussi di greggio attraverso questo corridoio riduce in modo significativo i timori di carenze nelle forniture e migliora le prospettive di stabilità dei mercati energetici globali. In forte ribasso anche il gas europeo che ad Amsterdam perde oltre il 5% poco sopra i 44 euro per megawattora.

Il cambio tra l’euro e il dollaro torna sopra 1,16; oro sopra 4.300 dollari l’oncia

Il cambio tra l’euro e il dollaro è tornato sopra quota 1,16 dato che il biglietto verde si è indebolito, poiché la propensione al rischio è tornata sui mercati in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran. Il calo del petrolio dovuto alle speranze di un accordo tra Washington e Teheran ha favorito gli asset rischiosi e ha attenuato le pressioni sulle Banche centrali sui tassi d’interesse. In rafforzamento, infine, l’oro grazie proprio all’indebolimento del dollaro, con il metallo giallo ora sopra i 4.300 dollari l’oncia.

Al via il collocamento del Btp Italia Sì

Sull’obbligazionario, oggi parte il collocamento del Btp Italia Sì, il nuovo titolo di Stato indicizzato all’inflazione nazionale, riservato esclusivamente ai risparmiatori individuali e affini (il cosiddetto mercato retail) che possono acquistarlo da oggi a venerdì alle ore 13, salvo chiusura anticipata. Il nuovo Btp Italia Sì avrà una durata di 5 anni e prevede un premio finale extra pari allo 0,6% per coloro che lo acquistano all’emissione e lo detengono fino a scadenza, nel 2031. Il titolo riconosce rendimenti collegati all’inflazione nazionale, con un tasso minimo sempre garantito fissato all’1,6% e che potrà essere rivisto, ma solo al rialzo, alla chiusura del collocamento, in base alle condizioni di mercato.

Unicredit riconferma la piena trasparenza della sua offerta su Commerzbank

Restando in Italia, UniCredit ha riaffermato la “piena conformità e trasparenza” nell’offerta su Commerzbank. La banca, si legge un una nota, ha “sempre operato, e continuerà a operare, nel pieno rispetto delle normative e con totale trasparenza”. Le partecipazioni e gli interessi azionari sono stati comunicati in modo “chiaro e accurato”. Le affermazioni relative a “presunte attività di prestito titoli su azioni da parte di Unicredit sono infondate”. La “confusione e la conseguente narrazione fuorviante hanno avuto origine dalle dichiarazioni di Commerzbank, volte a distogliere l’attenzione dai fondamentali dell’offerta”. UniCredit ha “segnalato tali questioni alla BaFin per le opportune verifiche”.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
IranPetroliounicreditUsa

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