Alessandro Cicognani 03/06/2026
Markets Today: Mercati tutti da record; opa Unicredit-Commerz al 34%; Trump propone nuovi dazi; Bitcoin in caduta
Il conflitto in Medio Oriente non si raffredda, anzi. Stati Uniti e Iran hanno intensificato gli attacchi: Washington dice di aver neutralizzato missili e droni iraniani e di aver colpito l’isola di Qeshm, mentre dal Golfo arrivano allarmi in Kuwait e Bahrein. Trump però respinge l’idea di colloqui saltati e assicura che i negoziati con Teheran vanno avanti. I mercati, per ora, guardano oltre: Wall Street è sui record, il Nikkei corre, Milano viaggia sui massimi. L’unico vero termometro resta il petrolio: Brent verso 97 dollari e Wti vicino a 95, in rialzo per la terza seduta.
I rincari dell’energia fanno salire l’inflazione in Europa al 3,2% e al 3,3% in Italia
L’altalena dell’energia sta colpendo soprattutto l’Europa, dove l’inflazione è tornata a salire. Secondo la stima preliminare Eurostat, a maggio i prezzi dell’area euro sono aumentati del 3,2% annuo, contro il 3% di aprile. Il motore resta l’energia, salita del 10,9%, ma il rincaro si allarga anche ai servizi, al 3,5%, e alla componente core, al 2,5%. In Italia l’inflazione è salita al 3,3%, sopra Francia e Germania. Un dato scomodo in vista della riunione Bce dell’11 giugno: i falchi chiedono un intervento sui tassi. Il rischio è che lo shock del petrolio smetta di essere temporaneo e inizi a pesare su famiglie, imprese e salari.
Europa da record e Milano su nuovi massimi ieri ma oggi il listino è atteso negativo
Nel frattempo, come detto i mercati sembrano ignorare il contesto. La seduta europea ne è una testimonianza, con Piazza Affari che ha chiuso a 50.578 punti, in rialzo dell’1,6%, dopo aver sfondato quota 50.500 e aggiornato i massimi storici. Bene anche Londra (+0,4%), Parigi (+0,8%) e Francoforte (+0,5%). A spingere Milano è stata soprattutto Stm, volata del 15,3% sui livelli che non vedeva dal 2000, grazie alle nuove attese sui ricavi da data center legati all’AI. Oggi però l’Europa riparte prudente: il future Eurostoxx50 cedeva circa lo 0,16% alle 8.30.
Piazza Affari guarda a Unicredit: l’opa su Commerzbank ha già superato il 34%
A Milano la lista dei titoli sotto osservazione è lunga. Stm resta centrale dopo il rally di ieri e la spinta del tech, ma l’attenzione è massima anche verso Unicredit, dopo che il suo amministratore delegato Andrea Orcel ha raggiunto l’obiettivo. La banca ha infatti comunicato di aver superato la soglia del 30% nell’ops su Commerzbank, arrivando al 34,4% tra quota diretta e azioni conferite. A questa partecipazione si aggiunge un pacchetto di derivati pari al 16,4%, che porta il totale potenziale al 50,8%. Per Citi, a questo punto, un rilancio dell’offerta da 36 euro per azione appare meno probabile.
Nuovo massimo storico per il Nikkei: l’Asia ignora la geopolitica e si concentra sul tech
Il rally globale passa anche dall’Asia. Il Nikkei ha chiuso in rialzo del 2,14%, dopo aver toccato nuovi massimi storici, spinto dalla tecnologia e dall’ottimismo sull’intelligenza artificiale. Il Topix ha guadagnato l’1,52%, mentre la Cina si è mossa in ordine sparso: Shanghai ha archiviato la seduta con un +0,55%, mentre Hong Kong ha ceduto quasi l’1,8%. In Australia l’indice di riferimento è salito dello 0,36%, anche se il Pil del primo trimestre è cresciuto del 2,5%, sotto le attese. La Corea del Sud è rimasta chiusa per festività. Il messaggio dei mercati asiatici è chiaro: per ora l’AI pesa più della geopolitica.
A Wall Street l’S&P500 supera per la prima volta nella sua storia i 7.600 punti
Anche Wall Street continua a correre. Ieri il Dow Jones ha chiuso a +0,45%, lo S&P 500 a +0,14% e il Nasdaq a +0,03%, con lo S&P 500 sopra quota 7.600 per la prima volta. L’entusiasmo per l’AI resta più forte delle paure geopolitiche, anche se il petrolio e il Medio Oriente restano sullo sfondo. Questa mattina i future sono quasi invariati: S&P 500 e Nasdaq sulla parità, Dow poco mosso. Oggi il mercato guarda in particolare ai dati Adp sul lavoro privato, agli ordini industriali e all’indice Pmi sui servizi, oltre alla pubblicazione del Beige Book della Fed.
Trump firma l’ordine sull’AI: revisione del governo 30 giorni prima di un nuovo lancio
Rimanendo sull’intelligenza artificiale, dopo settimane di attesa, Trump ha firmato l’ordine esecutivo sull’intelligenza artificiale. La Casa Bianca non introduce una licenza obbligatoria, ma chiede alle aziende di sottoporre volontariamente i modelli più avanzati a una revisione del governo almeno 30 giorni prima del lancio (non 90 giorni come inizialmente prospettato). L’obiettivo è verificare possibili rischi per la sicurezza nazionale. Entro un mese nascerà anche un centro di coordinamento per la sicurezza informatica legata all’AI. La misura arriva dopo il caso Mythos di Anthropic e conferma una regolazione blanda.
Dazi: Washington tenta una nuova strada per imporre tariffe su 60 paesi
Le notizie macro dall’America non finiscono però qui. Gli Stati Uniti stanno infatti provando a ricostruire l’arma tariffaria dopo la sentenza che ha bocciato gran parte dei dazi del Liberation Day. Washington sta infatti provando a proporre nuove tariffe su 60 Paesi accusati di non vietare o non controllare abbastanza le importazioni legate al lavoro forzato: 10% per chi ha divieti parziali, fino al 12,5% per gli altri. Nel mirino ci sono anche Unione europea, Cina e Giappone. La base giuridica è la Sezione 301 del Trade Act, un modo per aggirare il limite dei dazi provvisori al 10%, in scadenza il 24 luglio.
Il rally azionario pesa su Bitcoin che tocca il minimo da febbraio a 65.385 dollari
Infine il Bitcoin torna sotto pressione e scende ai minimi da febbraio. La criptovaluta è arrivata fino a 65.385 dollari, in calo del 2,3%, mentre in tre sedute ha perso quasi il 10%. A pesare sono le vendite di criptovaluta da parte di Strategy, grande cassaforte di Bitcoin, ma anche la rotazione della liquidità: con Wall Street sui record e le grandi ipo in arrivo, da SpaceX a OpenAI e Anthropic, molti investitori preferiscono spostare capitali verso l’azionario. Gli analisti stimano ora che Bitcoin possa scendere a breve fino a 63 mila dollari per poi arrivare a toccare anche i 60 mila.
L’oro supera i Treasury nelle riserve delle banche centrali: adesso vale il 27%
E a proposito di asset rifugio, l’oro ha superato i Treasury Usa nelle riserve delle banche centrali. Secondo i dati diffusi dalla Bce, ai prezzi di fine 2025 il metallo giallo vale il 27% delle riserve estere globali, contro il 22% dei titoli di Stato americani, il 20% delle altre riserve in dollari e il 15% dell’euro. A spingere il sorpasso sono stati il rialzo delle quotazioni e gli acquisti degli ultimi anni, con Cina, Polonia, Turchia e India tra i compratori più attivi. Il dollaro resta però dominante nel sistema valutario globale, mentre l’euro cresce solo lentamente.
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