Bucks 08/07/2026
Markets Today: nuovi attacchi Usa in Iran; petrolio accelera al rialzo; semiconduttori sudcoreani in affanno; bene l’Hang Seng
Sale nuovamente la tensione in Medio Oriente. Ci sono stati nuovi attacchi degli Stati Uniti contro l’Iran in risposta a quelli contro le petroliere nello Stretto di Hormuz, attacchi “assolutamente necessari”, ha affermato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, all’arrivo al vertice dell’Alleanza ad Ankara. “Quando è in vigore un cessate il fuoco e l’Iran lo sta sostanzialmente violando, ritengo sia assolutamente fondamentale che gli Stati Uniti reagiscano con fermezza”, ha spiegato Rutte. Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha precisato di aver colpito “oltre 80 obiettivi” in Iran, prendendo di mira sistemi di difesa aerea iraniani, reti di comando e controllo, siti radar costieri, sistemi missilistici antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni dei Guardiani della rivoluzione islamica all’interno e nei pressi dello Stretto. In risposta le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno colpito siti militari statunitensi in Bahrein e Kuwait.
Petrolio in rialzo del 3% dopo attacchi Usa in Iran
I prezzi del petrolio trattano in netto rialzo, con incrementi superiori al 3%, per i rinnovati timori di interruzioni dell’offerta di oro nero. Gli analisti sottolineano che gli attacchi degli Stati Uniti all’Iran ricordano i rischi che il settore petrolifero continua ad affrontare nonostante l’accordo di pace che consente il transito sicuro delle navi. È probabile che ciò accresca l’inquietudine nel settore del trasporto marittimo, che era già riluttante a destinare nuovamente le proprie navi al Golfo Persico, sempre secondo gli analisti. In netto rialzo, infine, anche il prezzo del gas europeo, con incrementi superiori al 3%.
Prosegue il crollo dei semiconduttori sudcoerani; Kospi perde oltre il 5%
Andamento fiacco sulle Borse asiatiche. A pesare sul sentiment hanno contribuito proprio il rialzo dei prezzi del petrolio e le tensioni geopolitiche, alimentando un clima di avversione al rischio. Per gli analisti l’intelligenza artificiale rimarrà il tema d’investimento principale nella seconda metà del 2026, ma gli acquisti diventeranno probabilmente più selettivi, poiché gli investitori attribuiranno maggior importanza alla capacità delle aziende di generare utili in linea con le aspettative molto elevate. I produttori di semiconduttori sudcoreani non sono rimbalzati dopo aver guidato le vendite nella seduta precedente. SK Hynix è scesa di un altro 5%, LG Innotek del 6,39% e Samsung Electronics del 6,67%. Di riflesso l’indice Kospi ha perso il 5,35%, proseguendo la correzione dopo un rialzo superiore al 100% registrato nella prima metà dell’anno. Male anche il Nikkei giapponese che ha archiviato al seduta in ribasso dell’1,85%.
Bene l’Hang Seng; Apple avvia i test sui chip cinesi di Cxmt
Contrastati i listini cinesi in attesa della pubblicazione, domani, dei dati sull’inflazione di giugno. L’Hang Seng di Hong Kong registra invece rialzi intorno al 3%, beneficiando del recupero delle azioni delle società cinesi produttrici di chip di memoria in scia all’indiscrezione del Financial Times secondo cui Apple sta testando chip di memoria Dram prodotti da ChangXin Memory Technologies, società sostenuta dallo Stato cinese, per i dispositivi venduti sul mercato cinese. La notizia ha alimentato l’ottimismo sulla filiera cinese dei semiconduttori, nonostante le restrizioni tecnologiche imposte dagli Stati Uniti.
Attesa per risultati Ops di Unicredit su Commerzbank; Dow Jones interrompe striscia di chiusure record
Partenza fiacca sulle Borse europee mentre c’è grande attesa per i risultati dell’offerta pubblica di scambio di Unicredit su Commerzbank. La banca italiana ha già sottolineato di aver raggiunto l’obiettivo fissato, ovvero salire sopra il 30%. L’ultimo aggiornamento del 19 giugno riportava adesioni per il 12,51% del capitale della target, a cui si aggiunge il 26,77% già in possesso di Unicredit, un ulteriore 3,22% in strumenti con consegna fisica. Wall Street ha chiuso in ribasso, mentre i titoli tecnologici sono stati oggetto di vendite e i prezzi del petrolio sono balzati in seguito al riaccendersi delle preoccupazioni per la situazione in Medio Oriente. Nel dettaglio il Dow Jones ha perso lo 0,25%, chiudendo a 52.925,15 punti, dopo aver registrato nuovi massimi storici nelle due sedute precedenti. Il Nasdaq Composite, ad alta concentrazione tecnologica, è sceso dell’1,16% a 25.818,69 punti, mentre l’S&P 500 ha ceduto lo 0,45% a 7.503,85 punti. Tra i settori, gli industriali hanno registrato il calo più marcato, seguiti dalla tecnologia, mentre il comparto energetico ha guidato i rialzi.
Analisti positivi su SpaceX ma il titolo perde il 6,8%
Restando a Wall Street, SpaceX ha ricevuto valutazioni positive da Wall Street dopo il suo ingresso nell’indice Nasdaq 100, con gli analisti che indicano l’intelligenza artificiale, la connettività satellitare e le soluzioni basate sulle tecnologie spaziali come i principali motori di crescita. Deutsche Bank, Rbc Capital Markets e Morgan Stanley hanno avviato la copertura del titolo SpaceX assegnandogli il rating più elevato. Le azioni SpaceX hanno tuttavia perso il 6,8%.
Nuova Zelanda alza i tassi di interesse
Infine, sul fronte della politica monetaria, la Reserve Bank of New Zealand ha deciso di alzare i tassi d’interesse di 25 punti base, evidenziando che l’inflazione rimane elevata nonostante un miglioramento delle prospettive nel breve termine. Nel dettaglio il Comitato di politica monetaria della Banca ha raggiunto un consenso sull’aumento dell’Official Cash Rate (Ocr) al 2,5%, al fine di ridurre lo stimolo monetario e garantire che l’inflazione torni all’obiettivo nel medio termine. Il Comitato ha concordato che sono possibili ulteriori rialzi dei tassi nelle prossime riunioni, ma che la loro tempistica potrebbe essere “altamente incerta”; le prossime decisioni dipenderanno da come la formazione dei prezzi e la capacità produttiva inutilizzata influenzeranno le pressioni inflazionistiche nel medio termine.
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