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28/05/2026

Markets Today: nuovi attacchi Usa in Iran; petrolio in netto rialzo; chiusura record a Wall Street; Ifis cede ARECneprix a Prelios

Borse in affanno dopo i nuovi attacchi Usa in Iran ma Wall Street chiude su livelli record; la guerra impatta a livello globale con le Banche centrali che corrono ai ripari; Snowflake vola dopo i conti

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Avvio in ribasso sui listini azionari europei dopo che le forze statunitensi hanno condotto nuovi attacchi militari contro l’Iran, mettendo in dubbio le speranze di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Funzionari statunitensi hanno dichiarato che le forze americane hanno abbattuto droni iraniani e colpito una stazione di controllo dei droni vicino a Bandar Abbas, importante città portuale dell’Iran meridionale, dopo che Teheran ha lanciato droni contro navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Il Ftse Mib tratta in territorio negativo in avvio, con l’indice che è tornato sotto i 50.000 punti. Deboli anche le Borse asiatiche con il Nikkei giapponese che ha chiuso in calo dello 0,47%.

Petrolio in netto rialzo dopo gli attacchi Usa in Iran

I prezzi del petrolio trattano in netto rialzo, restando però sotto i 100 dollari al barile, dopo che le forze statunitensi hanno condotto nuovi attacchi militari contro l’Iran. Il mercato petrolifero resta confuso riguardo alla situazione geopolitica in corso dato che i recenti attacchi militari hanno complicato le precedenti notizie sui progressi nei negoziati. In ribasso l’oro, con il prezzo spot a 4.383 dollari l’oncia, mentre sul valutario il dollaro, considerato un bene rifugio in momenti di avversione al rischio, si è rafforzato, pesando proprio sul metallo prezioso, con il cambio tra l’euro e il biglietto verde che è sceso sotto quota 1,16.

Chiusura record a Wall Street prima dei nuovi attacchi Usa in Iran

Ieri sera, prima dei nuovi attacchi Usa, Wall Street ha raggiunto nuovi massimi. Il Dow Jones è salito dello 0,36% a 50.644,28 punti, chiudendo ai massimi storici. Il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,07% a 26.674,74 punti, mentre l’S&P 500 ha registrato un lieve rialzo dello 0,02% a 7.520,36, segnando entrambi nuovi record in chiusura per il secondo giorno consecutivo. Sei degli undici settori sono scesi, guidati dall’energia, mentre i beni di consumo discrezionali hanno guidato i rialzi.

Cook della Fed pronta ad alzare i tassi di interesse; Jefferson vede rischi al rialzo sull’inflazione

Sul fronte della politica monetaria, il tema dominante resta l’impatto della guerra sull’inflazione. Lisa Cook della Federal Reserve ha dichiarato di essere pronta ad aumentare i tassi d’interesse se la deflazione non dovesse manifestarsi in tempi adeguati. Per il momento, la linea corretta è mantenere i tassi invariati, ma i rischi restano orientati verso una maggiore inflazione, ha affermato Cook. “Dopo cinque anni di inflazione al di sopra dell’obiettivo, sono particolarmente attenta al rischio che un’inflazione elevata si radichi nei comportamenti di formazione dei prezzi e dei salari”. Un altro membro della Federal Reserve, Philip Jefferson, prevede che “l’inflazione diminuisca più avanti quest’anno man mano che gli effetti dei dazi e dello shock energetico si attenueranno, ma ritengo che i rischi per le mie prospettive sull’inflazione siano orientati al rialzo“.

La Bank of Korea resta ferma ma prepara altri rialzi dei tassi

I prezzi impattano anche in Asia. La Banca centrale della Corea del Sud ha mantenuto i tassi di interesse invariati nella prima riunione presieduta dal nuovo governatore Shin Hyun-song, ma ha lasciato aperta la possibilità di un inasprimento della politica monetaria, prevedendo una crescita e un’inflazione più elevate. Nel dettaglio la Bank of Korea ha mantenuto invariato il tasso di riferimento sui pronti contro termine a sette giorni al 2,5%, ottava riunione consecutiva senza modifiche.

La Banca centrale del Messico taglia la stima del Pil 2026

L’impatto della guerra si avverte anche dall’altra parte dell’Oceano. La Banca centrale del Messico ha abbassato le previsioni di crescita economica per quest’anno dopo un primo trimestre inaspettatamente debole, con la revisione dell’accordo Usmca e il conflitto in Medio Oriente che aggiungono incertezza alle prospettive. Nel suo report trimestrale, la Banca centrale prevede ora una crescita del prodotto interno lordo dell’1,1% quest’anno, in calo rispetto alla precedente stima dell’1,6%. Per il 2027, l’Istituto ha leggermente alzato la stima di crescita al 2,1% dal 2% precedente.

Per l’Fmi lo shock della guerra è un freno significativo per l’economia della Grecia

Lo shock dei prezzi dell’energia derivante dalla guerra in Medio Oriente rappresenta un freno significativo anche per l’economia della Grecia, ma i forti investimenti e le riforme strutturali nel contesto del Next Generation EU stanno sostenendo la crescita, afferma il Fondo Monetario Internazionale. La crescita del Pil è prevista in rallentamento all’1,8% nel 2026. Pur sostenuta da maggiori investimenti pubblici e misure di sostegno alle famiglie, i prezzi elevati dell’energia e la domanda estera più debole derivante dalla guerra peseranno sui consumi privati e sul turismo. Nel medio periodo, la crescita, sempre secondo l’Fmi, dovrebbe rallentare all’1,5% in un contesto di riduzione della popolazione in età lavorativa, bassa partecipazione al mercato del lavoro e crescita della produttività debole.

Il quadro dell’industria chimica tedesca continua a peggiorare

Restano in Europa, il quadro dell’industria chimica tedesca è peggiorato ulteriormente a maggio. Il Business Climate Index si è attestato a -30,2 punti, rispetto a -28,6 punti di aprile. Mentre le aziende hanno valutato la situazione attuale a -17,5 punti, in miglioramento dai -25,8 di aprile, le aspettative hanno continuato a peggiorare, scendendo da -31,3 a -42 punti. “Le aziende considerano l’attuale ripresa degli affari come temporanea”, ha dichiarato l’esperta dell’Ifo Anna Wolf.

Banca Ifis cede ARECneprix a Prelios per 30 milioni di euro

Sul fronte societario, infine, Banca Ifis ha sottoscritto con Prelios un accordo vincolante per la cessione del 100% di ARECneprix, asset management company specializzata nella gestione di crediti deteriorati e asset immobiliari e operazioni complesse, interamente controllata da illimity Bank (gruppo Banca Ifis). L’accordo prevede un corrispettivo  di 30 milioni di euro. Con l’operazione, Banca Ifis ottiene un beneficio patrimoniale pari a circa 10 punti base di Cet1. In parallelo, ARECneprix e illimity Bank hanno sottoscritto un accordo pluriennale di servicing che garantirà continuità nella gestione dei portafogli del gruppo Banca Ifis dopo il closing, previsto entro fine giugno 2026.

Snowflake vola a Wall Street con accordo con Aws e risultati trimestrali

Snowflake ha registrato un balzo del 37% nelle contrattazioni after-hours al Nyse dopo aver annunciato risultati solidi per il primo trimestre fiscale e un accordo quinquennale da 6 miliardi di dollari con Amazon Web Services per potenziare l’utilizzo dell’infrastruttura dedicata all’intelligenza artificiale, inclusi i processori Graviton e le Gpu cloud per i carichi di lavoro AI.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
banca ifisfedIranPetrolio

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